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C’è un riferimento normativo per lo smart working, in cui sia indicato che non è un diritto?

C’è un riferimento normativo per lo smart working, in cui sia indicato che non è un diritto?

Tutte le norme emergenziali che evidenziano la possibilità di ricorrere allo smart-working, disponendo che il diritto nasce esclusivamente in caso di compatibilità dell’attività da remoto con la prestazione lavorativa da svolgere. Non è presente, ad oggi, una norma che istituisce un “diritto potestativo”, da parte del lavoratore, allo smart-working anche quando manca la compatibilità con l’attività lavorativa svolta.

Per maggiori informazioni leggi anche:

Il tirocinio può essere svolto in smart working?

Sono obbligato a far svolgere l’attività lavorativa in smart working ad un lavoratore disabile?

Se in quarantena, il lavoratore può procedere con lo smart working?

Il futuro è nello Smart Working
Diventata una realtà per le aziende italiane: in aumento, difatti, il numero di imprese e organizzazioni che hanno deciso, o stanno decidendo, di usare un nuovo modello di lavoro agile. Si mette, così, in discussione l’immagine tradizionale di ufficio, che da spazio fisico diventa spazio “digitale” che segue il dipendente nei suoi spostamenti, un modo di lavorare da remoto che prescinde dal luogo in cui ci si trovi.

 

Sull' autore

Roberto Camera
Roberto Camera 701 posts

Esperto di Diritto del Lavoro e relatore in convegni sulla gestione del personale. Ha creato, ed attualmente cura, il sito internet http://www.dottrinalavoro.it in materia di lavoro. (*Le considerazioni sono frutto esclusivo del pensiero dell’autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza)

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