fbpx

Lavoratrici autonome: il gender gap non risparmia neanche loro

L'arrivo della pandemia rischia di ridimensionare circa il 47% delle aziende

Lavoratrici autonome: il gender gap non risparmia neanche loro

In un precedente articolo avevamo già parlato di come le donne, nonostante riescano ad occupare sempre di più posizioni di rilievo all’interno del mondo del lavoro, percepiscano un reddito di gran lunga inferiore agli uomini. Con l’arrivo della pandemia, il gender gap però non ha risparmiato neanche le lavoratrici autonome.

La grande crisi che ha letteralmente travolto tutto il mondo rischia di portare al ridimensionamento (in alcuni casi anche alla chiusura) circa il 47% delle aziende. Un’indagine condotta dal Centro studi Cna in collaborazione con Cna Impresa Donna ha evidenziato come il 2020 sia stato un anno particolarmente duro per le donne lavoratrici, sia autonome sia dipendenti.

Durante l’indagine condotta da Cristiana Alderighi è emerso che il 40% delle donne ha reagito in maniera proattiva all’arrivo della pandemia, riorganizzando la propria attività o comunque facendo registrare un segno positivo per le loro imprese. Viceversa, il 47% delle donne intervistate hanno dichiarato che se l’emergenza non verrà superata in un breve lasso di tempo, potranno essere costrette a ridimensionare fortemente le proprie attività o addirittura decidere per la chiusura.

L’occupazione femminile in Italia è ai minimi storici e dall’inizio del 2020 ad oggi sugli oltre 440 mila i posti di lavoro persi, circa il 70% di questi è rappresentato dalle donne.

A subire le conseguenze della crisi economica sono state anche le lavoratrici autonome, infatti se nella crisi globale scoppiata nel 2008 la componente femminile aveva reagito meglio di quella maschile, nei primi mesi dell’anno si è registrata una perdita del 3,9%  delle donne che lavorano come indipendenti rispetto ai 2,2% che ha invece interessato gli uomini.

Cristiana Alderighi, coordinatrice nazionale Cna Impresa Donna e di Cna Professioni, ha dichiarato che: “il 51,4% delle intervistate indica negli investimenti in servizi per l’infanzia (asili nido e scuole materne) e per l’assistenza agli anziani la misura su cui puntare principalmente.”

Leggi anche:

L’occupazione femminile in Italia e l’impatto della pandemia

Gender pay gap Italia – Disparità delle retribuzioni tra uomini e donne

Sull' autore

Redazione web
Redazione web 1360 posts

Area comunicazione | #JoL Project - Generazione vincente S.p.A.

Vedi tutti i post di questo autore →

Potrebbe interessarti anche

Apprendistato : formarsi lavorando

Caratterizzato da un rapporto di lavoro subordinato a “causa mista”, collocandosi tra i più efficaci modelli di apprendimento in assetto lavorativo, il contratto di apprendistato si configura oggi come uno

Il lavoro da remoto: come gestire e coordinare i lavoratori

L’emergenza provocata dal coronavirus ha fatto sì che in Italia si introducesse in maniera esponenziale il lavoro da remoto. Lo smart working è una sfida per tutto il Paese in

Maternità e somministrazione

Lavoratori lavoratori lavoratori…e le lavoratrici mamme in somministrazione ? Madri o future madri, le lavoratrici che prestano lavoro in somministrazione hanno diritto ad un’adeguata tutela quanto le altre lavoratrici subordinate.

0 Commenti

Non ci sono commenti al momento!

Puoi essere il primo a commentare questo post!

Lascia un commento