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Esonero contributivo alternativo ai licenziamenti: la circolare n.30/2021 dell’INPS [Eufranio Massi]

L’INPS, attraverso la circolare n. 30 del 19 febbraio 2021, ha offerto le proprie indicazioni amministrative per la fruizione dell’esonero contributivo previsto dal comma 306 dell’art. 1 della legge n. 178/2020, avvertendo, comunque, che, al momento, non c’è alcuna operatività della norma, in quanto si è in attesa dell’autorizzazione della Commissione Europea ai sensi dell’art. 108, paragrafo 3, del Trattato dell’Unione.

Esonero contributivo alternativo ai licenziamenti: la circolare n.30/2021 dell’INPS [Eufranio Massi]

L’INPS, attraverso la circolare n. 30 del 19 febbraio 2021, ha offerto le proprie indicazioni amministrative per la fruizione dell’esonero contributivo previsto dal comma 306 dell’art. 1 della legge n. 178/2020, avvertendo, comunque, che, al momento, non c’è alcuna operatività della norma, in quanto si è in attesa dell’autorizzazione della Commissione Europea ai sensi dell’art. 108, paragrafo 3, del Trattato dell’Unione.

La condizione principale per la fruizione dell’esonero è strettamente correlata al rispetto, per tutti i datori di lavoro privati, con esclusione di quelli del settore agricolo, della norma che sospende i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo fino al prossimo 31 marzo con le sole eccezioni previste dal comma 311, tra le quali spiccano, senz’altro, le risoluzioni consensuali susseguenti ad accordi collettivi sottoscritti tra l’impresa e le organizzazioni sindacali, anche territoriali, comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Il mancato rispetto di tale condizione comporta, se usufruito anche in parte, la sospensione, se in corso, ed il recupero della contribuzione anche con effetto retroattivo.

Lo sgravio contributivo è, inoltre, correlato (condizione principale) alla mancata richiesta delle dodici settimane di integrazione salariale COVID-19 fruibili, per le aziende rientranti e campo di applicazione della CIGO, entro il 31 marzo 2021, mentre la data per chi “gode” del trattamento FIS o della Cassa in deroga resta quella del successivo 30 giugno.

Altra condizione riguarda il “bonus”: esso viene calcolato sulla contribuzione non versata per le ore di integrazione salariale fruite dal datore di lavoro sulla unità (o sulle unità) produttive identificate dalla stessa matricola INPS nei mesi di maggio e giugno 2020, è deducibile dalla contribuzione dovuta entro il prossimo 31 marzo e per un massimo di otto settimane. Le ore di integrazione finalizzate al calcolo dell’esonero comprendono sia quelle anticipate dal datore di lavoro e successivamente conguagliate, che quelle erogate direttamente dall’Istituto.

Alcuni versamenti contributivi non rientrano nel computo per lo sgravio. Essi sono:

  • I contributi ed i premi INAIL;
  • Il contributo, ove dovuto, al Fondo per l’erogazione ai lavoratori del settore privato dei trattamenti di fine rapporto ex art. 2120 c.c. (art. 1, comma 755 della legge n. 296/2006);
  • Il contributo, ove dovuto, ai fondi bilaterali, al FIS ed ai Fondi delle Province Autonome di Trento e Bolzano, previsti dal D.L.vo n. 148/2015;
  • Il contributo dello 0,30% in favore dei Fondi interprofessionali per la Formazione continua ex art. 118 della legge n. 388/2000;
  • Il contributo, ove dovuto, per il Fondo del settore del trasporto aereo e dei servizi aeroportuali;
  • Le contribuzioni non previdenziali concepite per apportare elementi di solidarietà alle gestioni previdenziali di riferimento.

Inoltre, l’esonero contributivo, sostanziandosi in un beneficio, è subordinato al rispetto di quanto previsto dall’art. 1, comma 1175, della legge n. 296/2006:

  • Regolarità contributiva;
  • Assenza di violazione delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro (sono le violazioni riportate nell’allegato al D.M. sul DURC) e rispetto degli altri obblighi di legge;
  • Rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché di quelli regionali, territoriali od aziendali, sottoscritti dalle Organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale

Ma se una azienda che ha chiesto l’esonero ex D.L. n. 137/2020 (per inciso, ad oggi, anche questo è in attesa del via libera di Bruxelles), vuole, anche parzialmente, rinunciarvi, per riconquistare l’accesso alle integrazioni salariali, lo può fare? La risposta è positiva a condizione che rinuncino agli interventi ex lege n. 178/2020, pur se queste si collocano, temporalmente, nel mese di gennaio 2021.

In considerazione della crisi da coronavirus gli importi ammissibili come “aiuti di Stato” compatibili concessi fino al 31 dicembre 2021, a partire dal 19 marzo 2020, non debbono essere di importo superiore a 1.800.000 euro per impresa ed al lordo di qualsiasi altra imposta ed onere, non debbono essere   concessi ad imprese in difficoltà alla data del 31 dicembre 2019 (la nozione la fornisce l’art. 2, punto 18 del Regolamento n. 651/2014) o debbono essere concessi a micro imprese o piccole imprese (la definizione si trova nell’Allegato 1 al Regolamento n. 651/2014), già in difficoltà alla fine del 2019, purché le stesse non siano soggette a procedure concorsuali per insolvenza e non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio o aiuti per la ristrutturazione.

L’esonero è cumulabile con altri esoneri o riduzioni di aliquote di finanziamento nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta ed a condizione che per gli altri esoneri non sia espressamente previsto un divieto di cumulo.

Alla luce di quanto appena detto la circolare n. 30 afferma che non è possibile il cumulo con:

  • Il beneficio previsto dai commi 100 e seguenti dell’art. 1 della legge n. 205/2017;
  • L’incentivo di “Io lavoro” cumulabile soltanto con le previsioni contenute nei decreti ANPAL n. 52 e n. 66 del 2020.

L’esonero è cumulabile con altre agevolazioni come, ad esempio:

  • Quella dei lavoratori in NASPI, assunti a tempo indeterminato;
  • Quella dei portatori di handicap ex art. 13 della legge n. 68/1999;
  • Quella delle donne ex commi da 16 a 19 dell’art. 1 della legge n. 178/2020, laddove sussista un residuo di contribuzione esonerabile.

Sull' autore

Eufranio Massi
Eufranio Massi 349 posts

E' stato per 40 anni dipendente del Ministero del Lavoro. Ha diretto, in qualità di Dirigente, le strutture di Parma, Latina, i Servizi Ispettivi centrali, Modena, Verona, Padova e Piacenza. Collabora, da sempre, con riviste specializzate e siti web sul tema lavoro tra cui Generazione vincente blog.

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