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L’occupazione femminile in Italia e l’impatto della pandemia

I dati allarmanti sulle donne nel mondo del lavoro

L’occupazione femminile in Italia e l’impatto della pandemia

In Italia con l’arrivo della pandemia la situazione lavorativa è peggiorata drasticamente con un notevole incremento della disoccupazione. Ma i dati peggiori sono stati registrati nell’occupazione femminile.

La pandemia del Covid-19 non è stata solo un’emergenza sanitaria ma ha causato forti disagi e sofferenze anche nel mondo del lavoro. Secondo alcune analisi dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro la crisi economica causata dalla Pandemia potrebbe incrementare in modo considerevole il livello di disoccupazione. Secondo alcune stime iniziali ci potrebbe essere un aumento della disoccupazione globale che va dai 5,3 milioni a 24,7 milioni unità. Ma le conseguenze non saranno uguali per uomini e donne.

Già nel 2019 il nostro Paese registrava dati negativi sulle donne nel mercato del lavoro, infatti l’Italia risultava essere ultimo in Europa per occupazione femminile con le lavoratrici che rappresentavano soltanto il 42,1% degli occupati complessivi. Tra le giovani i dati se possibile erano ancora peggiori, infatti lo scorso anno la percentuale di disoccupazione arrivava al 34,8% ben lontana dalla media europea che si fermava al 14,5%.

Tornando al 2020 e all’arrivo della pandemia, secondo l’ISTAT dei 622mila posti di lavoro persi ben 344mila (circa il 55%) riguardano le donne. A generare un forte impatto su questi numeri sono sicuramente le dimissioni delle madri. Infatti, con l’introduzione della didattica a distanza e dell’obbligatorietà per i bambini di restare in casa, le dimissioni delle donne rappresentano il 73% di tutte le dimissioni. Un dato eclatante che ben evidenzia come la pandemia abbia colpito tutta la società ma ci sono state categorie colpite più di altre.

Le cause che hanno portato l’occupazione femminile a essere maggiormente danneggiata sono molteplici. La pandemia ha deteriorato specialmente il settore terziario (turismo, ristorazione, lavoro domestico) dove spesso sono impiegate le donne e anche la formula contrattuale ha avuto un suo peso specifico. Il blocco dei licenziamenti, almeno per il momento, ha sicuramente tutelato chi deteneva una posizione contrattuale più solida mentre le lavoratrici spesso occupano posizioni precarie o meglio ancora stagionali.

Il Covid ha aumentato in modo considerevole le diseguaglianze di genere nel mondo del lavoro, per questo è importante che in questa situazione di crisi vengano effettuate delle riforme che portino a un cambiamento radicale.

Leggi anche: Gender pay gap Italia – disparità delle retribuzioni tra uomini e donne.

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