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La qualità della vita 2020: la classifica delle città italiane

Trieste come esempio da seguire nel mondo del lavoro

La qualità della vita 2020: la classifica delle città italiane

In un anno così particolare e difficile dove le paure e le incertezze hanno dominato la vita quotidiana di ognuno di noi, parlare di qualità della vita e di benessere sui territori è davvero complicato. La classificazione della qualità della vita 2020 parte proprio da questi aspetti per poter poi sfociare in un’analisi più approfondita.

Il Sole24ore, autore della seguente indagine, ha analizzato novanta indicatori differenti per poi successivamente raccontare come la pandemia e il lockdown abbiano impattato e influenzato l’intera economia e non solo dei territori.

I novanta indicatori sono stati divisi in sei macrocategorie:

  • Ricchezza e consumi;
  • Affari e lavoro;
  • Ambiente e servizi;
  • Demografia e salute;
  • Giustizia e sicurezza;
  • Cultura e tempo libero.

L’indagine premia la città di Bologna, che fa da traino a tutte le città emiliane, infatti scala ben 13 posizioni rispetto allo scorso anno. La pandemia e il virus hanno avuto un impatto notevole sulla qualità della vita 2020, basti pensare che Milano nel 2019 era prima in classifica, oggi è letteralmente crollata perdendo addirittura undici posizioni.

Il Covid-19 è la causa principale del crollo delle città del nord Italia dove si è registrata la diffusione più elevata del virus in rapporto alla popolazione residente. Ad essere penalizzate però non sono soltanto le regioni settentrionali del Paese ma anche le città turistiche e le città di mare.

Le aree metropolitane più turistiche come Venezia, Firenze, Napoli o città di mare hanno risentito della forte mancanza di turisti che si stimano siano stati ben il 58% in meno.

Lavoro femminile e innovazione

Sul fronte lavoro e impresa, l’indagine della qualità della vita 2020 ha confermato come ci sia un’Italia che viaggia a velocità diverse.

Un dato rilevante è il tasso di occupazione che in città come Bolzano e Bologna supera picchi del 70%, con una media ben superiore a quella nazionale che si ferma al 58%, mentre in città del sud dell’Italia i dati sono molto più bassi (esempio Crotone con un tasso del 38,5%).

Nella macrocategoria Affari e lavoro, a conquistare il primo posto è la città di Trieste. Il capoluogo del Friuli- Venezia Giulia ha fatto registrare i dati migliori in questo settore. È in testa alle province per accesso delle donne nel mondo del lavoro ed è al terzo posto per la presenza di startup innovative. In un periodo storico dove l’importanza della digitalizzazione è cresciuta sempre di più, Trieste è all’avanguardia anche nella banda larga.

Le regioni meridionali si confermano ancora una volta fanalini di coda per qualità di vita, la pandemia non ha fatto altro che evidenziare ancor di più elementi negativi da sempre presenti come: un tessuto economico fragile, un servizio pubblico deficitario e un lento apparato burocratico.

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