Sono obbligato a far svolgere l’attività lavorativa in smart working ad un lavoratore disabile?

Sono obbligato a far svolgere l’attività lavorativa in smart working ad un lavoratore disabile?

Se il lavoratore è considerato disabile grave, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge n. 104/1992, ovvero sia una un lavoratore a rischio derivante da immunodepressione o con rischio derivante da esiti da patologie oncologiche o dalle conseguenti terapie salvavita (accertamento effettuato dal medico competente, o in mancanza, dall’INAIL, dall’ASL o dal dipartimento di medicina legale), il lavoratore disabile, ha diritto, dal 16 ottobre al 31 dicembre 2020, a prestare la propria attività lavorativa in modalità agile, anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto.

Per maggiori informazioni, di seguito, l’art. 3 della Legge n. 104/1992:

Articolo 3 – Soggetti aventi diritto

  1. È persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.
  2. La persona handicappata ha diritto alle prestazioni stabilite in suo favore in relazione alla natura e alla consistenza della minorazione, alla capacità complessiva individuale residua e alla efficacia delle terapie riabilitative.
  3. Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità. Le situazioni riconosciute di gravità determinano priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici.
  4. La presente legge si applica anche agli stranieri e agli apolidi, residenti, domiciliati o aventi stabile dimora nel territorio nazionale. Le relative prestazioni sono corrisposte nei limiti ed alle condizioni previste dalla vigente legislazione o da accordi internazionali.

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Il rispetto delle norme in azienda ed il potere di disposizione degli ispettori del lavoro [E.Massi]

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Roberto Camera
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Esperto di Diritto del Lavoro e relatore in convegni sulla gestione del personale. Ha creato, ed attualmente cura, il sito internet http://www.dottrinalavoro.it in materia di lavoro. (*Le considerazioni sono frutto esclusivo del pensiero dell’autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza)

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