Assolavoro: “È necessario puntare su formazione, digitale e politiche attive del lavoro”

Il presidente Alessandro Ramazza analizza l'attuale scenario del mercato del lavoro

Assolavoro: “È necessario puntare su formazione, digitale e politiche attive del lavoro”

Assolavoro. Alessandro Ramazza, presidente dell’Associazione Nazionale delle Agenzia per il lavoro, ha rilasciato un’intervista al Quotidiano.net dove ha analizzato l’attuale scenario del mercato del lavoro durante l’emergenza sanitaria in corso.

Il presidente di Assolavoro sottolinea la ripresa di alcuni settori importanti come il farmaceutico e il parafarmaceutico. Il digitale, grazie alla formula dello smart working adottata da numerose aziende, ha avuto una crescita importante, senza contare lo sviluppo delle reti e commerce che hanno generato delle entrate anche durante il lockdown. Tuttavia, la proroga degli ammortizzatori e il blocco dei licenziamenti sono provvedimenti che valgono solo per un periodo limitato. Secondo Ramazza infatti, occorre guardare verso un’orizzonte più lungo. I sussidi possono garantire la sopravvivenza ma bisogna puntare su tre pilastri fondamentali nel lungo periodo. Parliamo di Formazione, digitale e politiche attive del lavoro.

Assolavoro – La formazione per i giovani finalizzata all’inserimento

In primis bisogna puntare fortemente sull’istruzione e la formazione:

“…puntando fortemente sui giovani possiamo guardare con fiducia al futuro. Non si tratta di uno slogan, ma di un obiettivo perseguibile con iniziative concrete. Una su tutte: “basta formazione non finalizzata. Chi prende fondi pubblici per fare formazione deve dimostrare che poi una percentuale rilevante degli allievi ha trovato un lavoro. Altrimenti non partecipa ad altri bandi”. 

Ramazza parla quindi di formazione finalizzata all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, un concetto che non deve restare un’utopia.

Assolavoro – La crescita del settore digitale

Per quanto riguarda gli altri perni su cui puntare, uno riguarda il digitale inteso in senso lato. Ramazza ricorda che su 11 mila aree industriali, solo 3 mila sono forniti di fibra ottica. In più manca un approccio sistemico:

“…ci sono diverse eccellenze distribuite a macchia di leopardo sul territorio, ma non un piano complessivo. Le competenze non possono che passare per percorsi che hanno a che fare con il digitale, che si tratti di aggiornamento professionale dell’addetto alla verniciatura dei mobili o dell’ingegnere aerospaziale. E questo richiama, da un’altra prospettiva, il tema della formazione e delle politiche attive.”

A proposito delle politiche attive per il lavoro, Ramazza sottolinea che il governo dovrebbe riformare gli ammortizzatori attraverso un’interazione proficua tra imprese, sindacati e Agenzie per il Lavoro. Ecco le sue parole a riguardo:

“Abbiamo un sistema rodato che favorisce l’impiego e il reimpiego delle persone attraverso percorsi di accompagnamento, garanzia di reddito anche per alcune fasi di non lavoro, e soprattutto formazione finalizzata. L’auspicio è che vi sia un percorso di leale collaborazione tra istituzioni centrali e regionali e che più in generale si esca dai formalismi per guardare al mondo del lavoro con lenti adatte. Metà dei contratti di lavoro a tempo indeterminato non durano oltre tre anni. È evidente che la difesa del posto non salva più nessuno, ma vanno invece rese le persone capaci di avere un grado di occupabilità più alto, così da poter trovare, ove occorra oppure ove il singolo lo ricerchi, un nuovo lavoro, magari con maggiori soddisfazioni. Su questo le Agenzie lavorano da sempre e in un anno formano oltre 270 mila persone. La metà poi accede al mondo del lavoro”.

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