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Dati Istat sull’occupazione – Segnali di ripresa nel mese di Luglio

I dati Istat registrano 85 mila nuovi occupati nel mese di Luglio e 472 mila posizioni in meno dall'inizio dell'emergenza sanitaria

Dati Istat sull’occupazione – Segnali di ripresa nel mese di Luglio

Dati Istat sull’occupazione – Segnali di ripresa nel mese di Luglio

I dati Istat sull’occupazione registrano una ripresa importante nel mese di Luglio 2020. Si contano infatti +85 mila nuovi lavoratori (prevalentemente di sesso femminile) nella fascia di età 35-55 che hanno firmato nuovi contratti di lavoro a tempo indeterminato. Si tratta di un piccolo passo importante considerando l’emergenza sanitaria che ha provocato una lunga serie di contrazioni. Da Febbraio a Luglio infatti si contano 472 mila posizioni in meno. Il dato riguarda prevalentemente lavoratori con contratti a termine e liberi professionisti (117 mila in meno). Le altre categorie di lavoratori sono tutelati dal blocco dei licenziamenti prorogato dal decreto di Agosto fino alle fine dell’anno.

Dati Istat sull’occupazione – Italia al terzultimo posto per tasso di disoccupazione giovanile

Il tasso di disoccupazione giovanile torna a salire del 9.7%. Si contano infatti 134 mila persone in più che sono alla ricerca di un impiego. Tra i giovani senza lavoro under 25 la quota ha superato il 30%. In Europa l’Italia resta sfortunatamente al terzultimo posto per tasso di disoccupazione giovanile davanti la Spagna e la Grecia (dati aggiornati a Maggio 2020). La Germania resta al primo posto, con una disoccupazione stabile al 5,7% che resta stabile anche dopo il lockdown.

Aziende che assumono grazie ad un minore utilizzo della CIG

Il dato di Luglio ad ogni modo resta confortante. Gli 85 mila nuovi occupati al mese dimostrano che nonostante una crisi sanitaria che ha devastato il paese dal punto di vista economico, in Italia esistono ancora aziende che assumono in maniera stabile.

Marco Leonardi, consigliere del ministro dell’economia Roberto Gualtieri, ha dichiarato che gli incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato (senza limiti di età) possono contribuire alla crescita del dato delle assunzioni anche nei prossimi mesi. C’è da considerare anche che nel mese di luglio il numero delle ore pro capite effettivamente lavorate è tendenzialmente aumentato, grazie anche a un minore utilizzo della Cassa di Integrazione.

Il dato degli occupati di luglio cancella qualche preoccupazione in meno quando si scopre che nello stesso mese diminuisce anche il numero degli inattivi (-244 mila in meno). C’è infatti un clima di maggior fiducia legato ad una maggiore ricerca di lavoro dopo il lockdown.

Gli effetti del decreto dignità

Mauro Bussoni, segretario nazionale di Confesercenti, non nasconde la sua preoccupazione per la perdita di così tanti lavoratori autonomi. L’occupazione registrata è in netto calo (-556 mila unità) anche per via degli effetti del decreto dignità che crea non pochi problemi nel rinnovo dei contratti di lavoro a tempo determinato.

Il ministro del lavoro Nunzia Catalfo sostiene che i dati hanno evidenziato segnali positivi e che il governo deve concentrare gli sforzi sugli investimenti, la formazione, le politiche attive del lavoro e su altri strumenti che favoriscano l’inserimento occupazionale dei giovani.

Nonostante la ripresa nel mese di Luglio, i dati Istat attuali non sono incoraggianti considerando la preoccupazione espressa dai sindacati. Tania Sacchetti, segretaria confederale della Cgil, sostiene che occorrono nuove misure ed investimenti per uscire dall’emergenza e disegnare un futuro di sviluppo.

  Scarica i dati ISTAT 2020

 

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