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I primi chiarimenti dell’Inps sui nuovi ammortizzatori previsti dal D.L. n. 104/2020 [E.Massi]

All’indomani del D.L. n. 104/2020, il cosiddetto Decreto Agosto, l’Inps fornisce i primi chiarimenti sull’operatività de seguire per i nuovi ammortizzatori sociali previsti

I primi chiarimenti dell’Inps sui nuovi ammortizzatori previsti dal D.L. n. 104/2020 [E.Massi]

Gli operatori sono in attesa delle determinazioni operative dell’INPS riguardanti le grosse novità introdotte con gli articoli 1, 2 e 3 del D.L. n. 104/2020: il giorno 21 agosto con il messaggio n. 3131 l’Istituto, preannunciando una circolare che è in fase di redazione, ha fornito i primi chiarimenti operativi.

Le questioni aperte sono tante e, per la loro soluzione, non basta, certamente, un messaggio che ha il solo scopo di anticipare alcuni indirizzi che dovranno essere seguiti per l’inoltro delle istanze e per il rispetto dei termini che assumono natura decadenziale. Ovviamente, il discorso complessivo sugli indirizzi amministrativi potrà essere fatto allorquando uscirà la specifica circolare.

Ma, andiamo con ordine seguendo l’impostazione del messaggio.

 

Trattamento di integrazione salariale ordinario, in deroga e assegno ordinario del FIS

La grande novità che traspare dall’art. 1 e che il messaggio sottolinea è che vengono “azzerati” tutti i periodi precedenti, nel senso che non c’è più alcuna ragione di pensare, ad esempio, alle 9 settimane più le 5 e poi le 4 da fruire anche prima del 31 agosto: la data del 12 luglio funge da “spartiacque”, nel senso che tutti i periodi successivi richiesti ed autorizzati a partire dal giorno successivo vengono ricondotti, automaticamente, all’interno del nuovo periodo complessivo di 18 settimane da fruire entro il 31 dicembre (9 settimane senza alcun costo, seguite da altre 9 settimane  ove, a determinate condizioni, può scattare un contributo addizionale).

I datori di lavoro che presenteranno le istanze dovranno tenere conto della rideterminazione operata dalla norma e, per periodi successivi a quelli ricondotti all’interno delle 18 settimane perché ricadenti nell’arco temporale che parte dal 13 luglio, dovranno seguire le usuali procedure ivi comprese (pur nel silenzio del messaggio) quelle richiamate per la CIGO, il FIS, la Cassa in deroga dagli articoli 19 e 22 del D.L. n. 18 (informazione, consultazione, esame congiunto e, ove previsto, per la sola CIG in deroga, accordo) da effettuare, anche in via telematica, entro 3 giorni.

Il messaggio n. 3131 ricorda che:

  •  a) Per le 3 principali categorie di trattamento (CIGO, assegno ordinario del FIS e Cassa in deroga) la causale resta quella originaria “emergenza COVID-19”;
  •  b) Vige il meccanismo dell’invio di due domande distinte relative all’intero periodo;
  •  c) Le prime 9 settimane non richiedono alcuna condizione;
  •  d) Le seconde 9 settimane sono legate alla verifica del fatturato.

In ordine alla previsione contenuta nel punto d)  la norma correla l’erogazione del trattamento economico di sostegno alla verifica del fatturato aziendale del primo semestre 2020 che va confrontato con quello dello stesso periodo riferito al 2019. Di qui la necessità, postulata dalla disposizione, di una autocertificazione ex D.P.R. n. 445/2000 che lo attesti, rispetto alla quale l’Istituto, unitamente all’Agenzia delle Entrate, si riserva di effettuare gli opportuni approfondimenti. La mancanza dell’autocertificazione (la cui mendacità viene perseguita penalmente) abilita l’INPS a richiedere il contributo addizionale massimo che è pari al 18%.

Ma come è e come si calcola il contributo addizionale, strumento che assomiglia nelle modalità di computo a quello previsto per le integrazioni salariali dall’art. 5 del D.L.vo n. 148/2015?

Questi sono i valori e le condizioni:

  • Il contributo addizionale risulta essere pari al 18% per quei datori di lavoro che, nel periodo considerato, non hanno subito alcuna riduzione di fatturato;
  • Il contributo addizionale risulta essere pari al 9% per i datori di lavoro che, nel periodo considerato, hanno subito una riduzione di fatturato inferiore al 20%;
  • Non viene richiesto alcun contributo addizionale ai datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20% ed a quelli che hanno iniziato l’attività in data successiva al 1° gennaio 2019.

Il calcolo del contributo addizionale va fatto sulla retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o la riduzione di orario a causa del COVID-19: su questo punto, credo, sia opportuno rifarsi, momentaneamente, in attesa della specifica circolare, alle indicazioni operative fornite dall’INPS con la circolare n. 197/2015.

Vale la pena di sottolineare come i contributi addizionali richiesti presentino valori, per certi versi, superiori a quelli della CIGO, della CIGS e del contratto di solidarietà (4,5% per i primi 12 mesi, 9% dal tredicesimo al ventiquattresimo mese, 15% per il periodo successivo fino alla fine del triennio complessivo).

Il messaggio INPS ricorda che le ulteriori 9 settimane possono essere richieste dai datori di lavoro che sono stati autorizzati per le prime 9: sottolineo che sia il messaggio che la norma non parlano più di  “autorizzazione e fruizione” ma solo  di “autorizzazione”.

La questione non è stata affrontata dal messaggio che, giustamente, si è soffermato sugli aspetti correlati alla sola presentazione delle domande ed ai termini decadenziali, ma la fruizione “integrale” del trattamento di sostegno al reddito è una delle condizioni alternative (l’altra è quella dell’agevolazione contributiva pari al doppio delle ore di integrazione utilizzate nei mesi di maggio e giugno) che consentono di “by-passare” la sospensione dei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo ex art 3 della legge n. 604/1966. Si tratta di un argomento che, se trattato, mi porterebbe lontano dall’oggetto di questa riflessione e mi riservo di affrontarlo in un altro approfondimento.

Trattamento di sostegno nel settore agricolo (CISOA)

Il messaggio INPS n. 3131 passa, poi, ad esaminare le questioni relative al sostegno del reddito degli operai agricoli a tempo indeterminato (CISOA) osservando che l’art. 1, comma 8, del D.L. n. 104/2020  ha previsto, per la causale COVID-19, una integrazione salariale per un massimo di 50 giornate da fruire nel periodo compreso tra il 13 luglio ed il 31 dicembre. Anche in questo caso le giornate richieste ed autorizzate per giornate successive al 12 luglio vengono, automaticamente, riportate tra le 50 ulteriori che hanno una caratteristica fondamentale la quale riflette la specificità del mondo agricolo: esse sono considerate come “lavorate” ai fini del raggiungimento delle 181 giornate di lavoro effettivo richieste dall’art. 8 della legge n. 457/1972.

La CISOA si differenzia dalle altre integrazioni salariali, nel senso che non è correlata alla verifica del fatturato aziendale e, di conseguenza, non è prevista alcuna autocertificazione ex D.P.R. n. 445/2000.

Termini di trasmissione delle domande e termini decadenziali

Con i successivi punti 4., 4.1 e 4.2 il messaggio n. 3131 riassume le questioni relative all’inoltro delle istanze che superano le scadenze fissate con precedenti circolari o messaggi: esse possono, per praticità, essere  così riassunte:

  • Quelle relative alla CIGO, al FIS (per l’assegno ordinario), alla Cassa in deroga ed alla CISOA vanno inoltrate all’Istituto entro la fine del mese successivo a quello nel quale ha avuto inizio la sospensione o la riduzione di orario;
  • In caso di pagamento diretto il modello “Sr41” anche per il solo saldo va inviato entro la fine del mese successivo a quello nl quale è collocato il periodo di integrazione salariale o, se posteriore, entro il termine di 30 giorni dall’adozione del provvedimento di concessione;
  • In via transitoria (art. 1, comma 5, del D.L. n. 104/2020) per le istanze con inizio della sospensione o della riduzione di orario dal 13 luglio, la scadenza ordinaria del 31 agosto, viene differita al 30 settembre;
  • In via transitoria (art. 1, comma 10, del D.L. n. 104/2020) i termini relativi al pagamento ed al saldo dei trattamenti di CIGO, FIS (assegno ordinario) e Cassa in deroga che scadono nel mese di agosto, sono differiti al 30 settembre;
  • Le domande relative ai periodi ove la sospensione o la riduzione di orario ha avuto inizio nel periodo 1-12 luglio, possono essere trasmesse entro il 30 settembre;
  • La trasmissione dei dati utili al pagamento o al salo relativi ai trattamenti di CIGO, FIS; Cassa in deroga e CISOA, in scadenza entro il 31 agosto, è differita al 30 settembre (art. 1, commi 6 e 10 del D.L.vo n. 104/2020);
  • L’art. 1, comma 9 del D.L. n. 104/2020 stabilisce che i termini decadenziali di invio delle istanze e la trasmissione dei dati necessari per il pagamento o il saldo, compresi quelli differiti in via amministrativa, in scadenza entro il 31 luglio, sono differiti al 31 agosto.

Cassa in deroga per i dipendenti iscritti al Fondo pensione sportivi professionisti

Il messaggio INPS passa, poi, ad illustrare le novità introdotte con la Cassa in deroga COVID-19 in favore dei dipendenti iscritti al Fondo pensione sportivi professionisti, ricordando che l’art. 2 del D.L. n. 104/2020 ha abrogato il comma 7 dell’art. 98 del D.L. n. 34/2020.

Le novità normative consistono, essenzialmente, nella individuazione della competenza dell’INPS sulla materia, ferma restando la salvaguarda della validità degli effetti delle istanze già presentate alle Regioni ed alle Province Autonome di Trento e Bolzano che, nei limiti delle risorse assegnate, debbono provvedere. Ciò significa che i datori di lavoro non debbono presentare una nuova domanda all’Istituto destinata a sostituire quella inoltrata agli Enti territoriali.

Possono essere ammessi al sostegno del reddito i lavoratori che nella stagione sportiva 2019-2020 hanno percepito compensi  contrattuali lordi non superiori a 50.000 euro: è il datore di lavoro che, nella richiesta, deve dichiarare la retribuzione corrisposta.

Il periodo massimo autorizzabile è di 9 settimane per ogni singola associazione sportiva: esso, nei limiti delle risorse assegnate alle Regioni, in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, può salire fino a 13 settimane.

Tale quadro normativo del tutto nuovo ha postulato la necessità riconosciuta dal Governo, che l’INPS e le singole Federazioni sportive affiliate al CONI stipulino apposite convenzioni il cui obiettivo è lo scambio dei dati, la verifica delle retribuzioni e la concessione dei trattamenti in deroga.

“Zone Rosse” e provvedimenti delle Autorità competenti

L’ultimo punto del messaggio, il n. 5, viene dedicato ai trattamenti di sostegno delle “ex zone rosse” di cui si occupa l’art. 19 del D.L. n. 104/2020. Si tratta di una norma “residuale” nel senso che oggetto della tutela sono i lavoratori, domiciliati o residenti in Comuni appartenenti alle ex zone rosse per i quali non hanno trovato applicazione le tutele antecedenti e che siano stati impossibilitati a raggiungere il luogo di lavoro in conseguenza della emanazione di ordinanze amministrative delle autorità competenti, concernenti l’obbligo di allontanamento dal territorio comunale a causa del COVID-19: il tutto, prima del 15 agosto, data di entrata in vigore del D.L. n. 104/2020.

Alla luce di quanto sopra, con causale “COVID-19 – Obbligo di permanenza domiciliare”, per periodi compresi tra il 23 febbraio ed il 30 aprile, è possibile presentare istanza all’INPS per CIGO, assegno ordinario FIS, Cassa in deroga e CISOA per un periodo uguale a quello risultante dall’ordinanza dell’Autorità amministrativa competente e, comunque, fino ad un massimo di 4 settimane complessive. La domanda, da presentare, a pena di decadenza, entro il 15 ottobre, va corredata da una autocertificazione ex D.P.R. n. 445/2000 nella quale va indicata l’Autorità che ha emesso il provvedimento restrittivo. Se si chiede il pagamento diretto tutti i dati necessari (modello Sr41) vanno inviati entro il 15 novembre: il mancato rispetto delle scadenze ha come conseguenza una responsabilità datoriale circa il pagamento della prestazione e gli oneri connessi.

Per tali provvidenze è previsto un tetto massimo di spesa pari a 59,3 milioni di euro per il 2020 e l’Istituto, come al solito, viene incaricato di effettuare un attento monitoraggio della spesa, con sospensione dei pagamenti qualora, anche in via prospettica, il limite sia raggiunto.

Sull' autore

Eufranio Massi
Eufranio Massi 353 posts

E' stato per 40 anni dipendente del Ministero del Lavoro. Ha diretto, in qualità di Dirigente, le strutture di Parma, Latina, i Servizi Ispettivi centrali, Modena, Verona, Padova e Piacenza. Collabora, da sempre, con riviste specializzate e siti web sul tema lavoro tra cui Generazione vincente blog.

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6 Commenti

  1. filippo leodori
    Settembre 28, 10:08 Reply

    Dott.Massi buongiorno
    Avrei un quesito da porre in attesa che l’inps normi il tutto con la circolare(chissà quando)
    Nei precedenti decreti era evidenziato che si potevano mettere in cassa integrazione i dipendenti in forza ad una certa data (es.25 marzo).
    Il nuovo decreto di Agosto non fa menzione di tutto ciò.
    Quindi se io tra maggio,giugno o luglio ho assunto del personale e poi ora il lavoro mi si è di nuovo fermato posso metterlo in cigd oppure no?
    C’è un limite temporale relativo alla sua assunzione??

    Grazie

    • Silvia
      Ottobre 31, 21:04 Reply

      Buona sera dott Massi, un chiarimento sul calcolo del periodo CIG spettante. Abbiamo finito la CIG ex decreti Cura Italia e Rilancio in data 20 luglio. Abbiamo poi richiesto la CIG ex decreto Agosto, che è ripartita dal 13 luglio ( una delle settimane già autorizzate è andata ad essere computata nelle nuove 9 settimane). Non le abbiamo chieste tutte e 9 assieme perché abbiamo chiuso l azienda per una settimana (ferie), quindi abbiamo terminato la prima tranche ex decreto Agosto il 21 settembre. Ora abbiamo richiesto le ulteriori 9 settimane, fino al 21 novembre. È corretto il mio calcolo?
      Inoltre, le ulteriori 6 settimane decorrenti dal 14 novembre, come andranno utilizzate? Se in modo consecutivo le termineremo intorno a Natale, e poi?
      Grazie per la sua risposta

  2. Fabio
    Agosto 29, 06:49 Reply

    Buongiorno, il differimento dei termini per il l invio dei dati per il pagamento ( mod.sr41) al 30 settembre o al 31 agosto, opera le tutte domande di cassa integrazione e anche per quelle riferibili a periodi pregressi prima del 1 luglio 202p? O solamente per le sole domande ai sensi del decreto 104? Nel mio caso ho una domanda di cassa in deroga autorizzata il 30 luglio 2020 (periodo richiesto 09.03.2020 – 09.05.2020): in tal caso posso inviare il modello sr41 entro il 30 settembre oppure devo rispettare la scadenza dei 30 gg prevista da normativa?
    Grazie della disponibilità

  3. fabio
    Agosto 28, 15:53 Reply

    Dr. Massi buongiorno, avrei bisogno di un chiarimento.

    Le CIGO e FIS che vanno, ad esempio, dal 1 luglio al 15 agosto non ancora autorizzate restano nella precedente normativa? . Dal 16 agosto si può’ procedere alla richiesta del residuo delle prime 9 del nuovo decreto legge 104/2020?

    Grazie mille e cordiali saluti.

  4. Benedetta
    Agosto 28, 13:13 Reply

    Salve Dottor Massi e grazie per quello che fa. La mia richiesta in realtà è un chiarimento che mi sta consumando ed è questo… Ho 64 anni e 80% di invalidità ma lavoro part time in una cooperativa sociale che dal mese di aprile mi ha messa in cassa integrazione in deroga fino a oggi (ma non sono ancora rientrata) e non ho ben capito quando rientrerò in quanto la società ha chiesto da 5 anni il piano di crisi ma i lavoratori (eccetto me) continuano per fortuna ad andare avanti. Mi è stato pagato dall ‘ INPS il periodo dal 07/04 al 11/05 inoltre dal 12/05 al 08/06 poi più niente e se non sbaglio era il periodo della prima proroga… qua tutto ok… la seconda proroga doveva partitre dal 09/06 al 13/07 e invece tutto fermo…il consulente è andato in ferie e mi tocca aspettare per verificare se il famoso sr41 è stato inviato all INPS.. nel frattempo come devo comportarmi? Ho timore che perderò i contributi previdenziali datosi che sono vicino al prepensionamento.. mi aiuti la prego GRAZIE

    • Eufranio Massi
      Settembre 03, 12:44 Reply

      I contributi previdenziali non li perde assolutamente: stia tranquilla. Il ritardo nel pagamento della integrazione salariale è, probabilmente, dovuto al fatto che le pratiche di sono accumulate (c’è ne sono migliaia ancora in lavorazione)
      Dott. Eufranio Massi

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