Decreto Rilancio: sospensione temporanea dell’operatività delle c.d. “causali” anche per la somministrazione (L. Peluso)

Applicabilità della nuova e transitoria disciplina delle proroghe e dei rinnovi “acausali” anche ai contratti a termine stipulati dalle Agenzie per il Lavoro a scopo di somministrazione

Decreto Rilancio: sospensione temporanea dell’operatività delle c.d. “causali” anche per la somministrazione (L. Peluso)

Il c.d. “Decreto Rilancio”, approvato ieri sera dal Consiglio dei Ministri, contiene una norma che, verosimilmente, susciterà il dibattito tra la dottrina e che è rubricata “Disposizione in materia di proroga o rinnovo di contratti a termine”.

Il testo definitivo della disposizione, che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale non è ancora disponibile, tuttavia è ben probabile che esso sarà molto simile a quello circolato nei giorni scorsi tra gli addetti ai lavori e, dunque, il seguente: “In deroga all’articolo 21 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, per far fronte al riavvio delle attività in conseguenza all’emergenza epidemiologica da Covid-19, è possibile rinnovare o prorogare fino al 30 agosto 2020 i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato in essere anche in assenza delle condizioni di cui all’articolo 19, comma 1, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81”.

La norma si inserisce nel contesto delineato dalla disposizione di cui all’art. 19 bis del D.L. 18/2020 (c.d. “Decreto Cura Italia”). Tale articolo, introdotto in sede di conversione in L. 27/2020, sotto la rubrica “Norma di interpretazione autentica in materia di accesso agli ammortizzatori sociali e rinnovo dei contratti a termine”, ha, in realtà, previsto una specifica (e temporanea) deroga al generale divieto di prorogare o rinnovare contratti di lavoro a tempo determinato e contratti di somministrazione a termine presso le unità produttive nelle quali siano operanti una sospensione del lavoro o una riduzione dell’orario in regime di cassa integrazione guadagni, che interessano lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di lavoro o di somministrazione di lavoro. Questo il testo: “Considerata l’emergenza epidemiologica da COVID-19, ai datori di lavoro che accedono agli ammortizzatori sociali di cui agli articoli da 19 a 22 del presente decreto, nei termini ivi indicati, è consentita la possibilità, in deroga alle previsioni di cui agli articoli 20, comma 1, lettera c), 21, comma 2, e 32, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, di procedere, nel medesimo periodo, al rinnovo o alla proroga dei contratti a tempo determinato, anche a scopo di somministrazione”.

Ebbene, la nuova emananda disposizione affianca quella dell’art. 19 bis appena citata (che, evidentemente, continuerà a mantenere la propria efficacia per tutta la durata dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali “Covid-19” in azienda) e ne rafforza la portata, atteso che, a partire dalla data di entrata in vigore del Decreto Rilancio e fino al 30 agosto 2020, i datori di lavoro che hanno attivato gli ammortizzatori sociali introdotti dalla normativa di emergenza non soltanto potranno prorogare e rinnovare i contratti di lavoro a termine e di somministrazione a termine, ma tanto potranno fare anche in (apparente) assenza delle c.d. “causali” previste dall’art. 19, comma 1, D. Lgs. 81/2015.

Lasciando ogni commento relativo ai numerosi possibili dubbi interpretativi ad un successivo momento, in cui sarà disponibile il testo definitivo, questa riflessione vuole soltanto provare a fornire uno spunto di approfondimento circa la (a parere di chi scrive) sicura applicabilità della nuova e transitoria disciplina delle proroghe e dei rinnovi “acausali” anche ai contratti a termine stipulati dalle Agenzie per il Lavoro a scopo di somministrazione.

È ben probabile, infatti, che taluni commentatori della norma, facendo leva sul dato strettamente letterale della disposizione – che fa espressa menzione dei soli contratti di lavoro a tempo determinato – saranno portati ad ipotizzare la non applicabilità della deroga in esame ai contratti di somministrazione di lavoro a termine.

Tuttavia, una simile lettura va scartata all’origine, atteso che l’obbligo dell’indicazione di una “causale” (riferibile all’utilizzatore) anche in caso di rinnovo o proroga (che comporti il superamento del limite dei dodici mesi) del contratto di somministrazione di manodopera è sancito proprio dall’art. 21, comma 1, del D. Lgs. 81/2015, cui l’art. 34, comma 2, del medesimo decreto (81/15) anche rinvia per definire la disciplina del rapporto di lavoro tra somministratore e lavoratore.

Conseguentemente, laddove la disciplina (maggiormente rigorosa) inerente le c.d. “causali”, introdotta nel luglio del 2018 dal c.d. “Decreto Dignità” (D. L. 87/18), venga ad incontrare una temporanea deroga in conseguenza dell’emergenza sanitaria in corso, non può esservi dubbio alcuno che tale deroga riguardi qualsivoglia contratto di lavoro subordinato a tempo determinato – sia esso stipulato da un datore di lavoro tradizionale ovvero da un’agenzia per il lavoro – e, quindi, ed in definitiva, anche la somministrazione di lavoro a termine.

Del resto, basta avere memoria di quanto accaduto nel periodo immediatamente successivo alla conversione in Legge del c.d. “Decreto Dignità” per comprendere la piena sostenibilità della lettura qui fornita.

Accadde all’epoca, infatti, che in sede di conversione del D.L. 87/18 in Legge (L. 96/2018) fu introdotto un periodo transitorio che rinviava la piena operatività delle nuove e più stringenti disposizioni al 1 novembre 2018. Anche in tale occasione, il legislatore nel disporre il rinvio dell’entrata in vigore delle più rigorose disposizioni, lo fece indicando espressamente le sole norme dettate in materia di contratti di lavoro a tempo determinato (art. 1, comma 2, L. 96/18). La circostanza per la quale il legislatore non avesse indicato specificamente la somministrazione di lavoro suscitò il dibattito di molti commentatori che, su tale argomentazione, arrivarono ad ipotizzare che il periodo transitorio non potesse ritenersi applicabile anche ai contratti a tempo determinato stipulati dalle agenzie per il lavoro a scopo di somministrazione.

Ebbene, la diatriba venne rapidamente risolta con la Circolare n. 17/2018 del Ministero del Lavoro, che a tal riguardo precisava: “nel rilevare che il decreto-legge n. 87 ha esteso il regime del contratto a tempo determinato anche ai rapporti di lavoro in somministrazione a termine, si può ritenere – in base ad una lettura sistematica – che tale periodo transitorio trovi applicazione anche con riferimento alla somministrazione di lavoro a tempo determinato. È infatti ragionevole concludere che i più stringenti limiti introdotti rispetto alla disciplina previgente operino gradualmente, sia nei confronti dei rapporti di lavoro a termine che nei confronti dei rapporti di somministrazione a termine”.

Applicando il medesimo ragionamento alla nuova emananda disposizione, non può non concludersi che la deroga alla disciplina delle “causali” riguardi anche la somministrazione di lavoro a termine.

Sarebbe assolutamente irragionevole, infatti, ritenere che la disciplina del contratto di lavoro subordinato sia applicabile alla somministrazione di lavoro allorquando il legislatore introduce più stringenti limiti per l’utilizzo dei contratti a termine e, però, al contempo, sostenere che la previsione di una finestra derogatoria, temporanea ed emergenziale, ai medesimi limiti non riguardi, invece, anche la somministrazione di manodopera.

Sull' autore

Luca Peluso (Legal Team)
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Avvocato Giuslavorista socio AGI (Avvocati Giuslavoristi Italiani). Consegue la laurea con lode in Giurisprudenza nell’anno 2001. Specializzato nell’individuazione di soluzioni idonee a garantire la giusta flessibilità in azienda, collabora con prestigiosi studi professionali fornendo prevalentemente attività di consulenza.

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5 Commenti

  1. Stefano Saponiero
    Maggio 26, 15:30 Reply

    Buongiorno,
    Avevo un contratto interinale terminato il 23/05/2020, vorrei sapere se con le nuove disposizioni del dl rilancio c’ è la possibilità di avere proroghe o rinnovi.
    Saluti

  2. amymm
    Maggio 18, 14:48 Reply

    Buongiorno, ho un contratto a somministrazione con un’agenzia interinale presso un’impresa edile. Da oggi mi hanno sospeso il contratto , rinnovato per la seconda volta circa 2 settimane fa di altri 3 mesi, perchè il proprietario non vuole più la mia prestaione lavorativa. Cosa posso fare?
    Grazie

  3. Sara
    Maggio 15, 10:07 Reply

    Buongiorno,
    un’azienda che al momento sta utilizzando integrazioni salariali, per riduzione orario, ha una lavoratrice somministrata a cui scadrà la missione presso la loro azienda nei prossimi giorni.
    Alla luce della sospensione dell’utilizzo di causali per proroghe e rinnovi prevista dal Decreto RIlancio, l’azienda potrebbe procedere all’assunzione diretta della persona senza l’inserimento di causali (equiparando la situazione ad un rinnovo, essendoci già un rapporto intercorrente tra persona e azienda in forza del contratto di somministrazione in essere) o l’assunzione diretta verrebbe considerata ex novo, e quindi soggetta al divieto delle stesse in periodo di integrazione salariale?

    Grazie mille,

  4. Alex23
    Maggio 14, 20:29 Reply

    Buonasera , non essendo un avvocato e non conoscendo nel dettaglio varie leggi e commi le porgo una domanda. Ho avuto un esperienza breve in poste italiane nel 2018 e lavorai due mesi ( luglio e agosto) . Scadutomi il contratto non mi fu prorogato . Attendevo un rinnovo come a tanti altri colleghi era arrivato poco tempo prima , ma appunto per il decreto dignità appena uscito che imponeva la casuale, terminó li la mia esperienza. Potrei essere richiamata oggi ? Oppure si tratta di contratti in essere ? In attesa di una sua gentile risposta porgo distinti saluti.
    Alessandra

    • Luca Peluso
      Maggio 14, 20:48 Reply

      La norma, almeno nel testo provvisorio disponibile, fa riferimento ai contratti in essere..

      Luca Peluso

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