GDPR: trattamento dei dati personali nel contesto dell’epidemia di COVID-19

Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato una serie di indicazioni circa il trattamento dei dati personali nel contesto dell’epidemia di COVID-19

GDPR: trattamento dei dati personali nel contesto dell’epidemia di COVID-19

L’impatto privacy (GDPR) in ambito lavorativo dell’attuale situazione di emergenza che stiamo affrontando a seguito della pandemia di Covid-19 richiede alcune considerazioni in materia anche alla luce del provvedimento, del parere e del comunicato del Garante.

Il Garante per la protezione dei dati personali ha, quindi, pubblicato una serie di indicazioni circa il trattamento dei dati personali nel contesto dell’epidemia di COVID-19.

Tra queste vi sono alcune delle domande più frequenti che riguardano il Contesto lavorativo e aziendale:

  • Un datore di lavoro può chiedere ai visitatori o ai dipendenti di fornire informazioni sanitarie specifiche nel contesto del COVID-19?

Nel caso di specie, è particolarmente pertinente l’applicazione dei principi di proporzionalità e di minimizzazione dei dati. Il datore di lavoro dovrebbe chiedere informazioni sanitarie soltanto nella misura consentita dal diritto nazionale.

  • Il datore di lavoro è autorizzato a effettuare controlli medici sui dipendenti?

La risposta dipende dalle leggi nazionali in materia di lavoro o di salute e sicurezza. I datori di lavoro dovrebbero accedere ai dati sanitari e trattarli solo se ciò sia previsto dalle rispettive norme nazionali.

  • Il datore di lavoro può informare colleghi o soggetti esterni del fatto che un dipendente è affetto dal COVID-19?

I datori di lavoro dovrebbero informare il personale sui casi di COVID-19 e adottare misure di protezione, ma non dovrebbero comunicare più informazioni del necessario. Qualora occorra indicare il nome del dipendente o dei dipendenti che hanno contratto il virus (ad esempio, in un contesto di prevenzione) e il diritto nazionale lo consenta, i dipendenti interessati ne sono informati in anticipo tutelando la loro dignità e integrità.

  • Quali informazioni trattate nel contesto del COVID-19 possono essere ottenute dai datori di lavoro?

I datori di lavoro possono ottenere informazioni personali nella misura necessaria ad adempiere ai loro obblighi e a organizzare le attività lavorative, conformemente alla legislazione nazionale.

 

Fonte: Garante per la protezione dei dati personali

Sull' autore

in collaborazione con dottrinalavoro.it
in collaborazione con dottrinalavoro.it 334 posts

www.dottrinalavoro.it è un sito privato di informazione sulle novità in materia di lavoro diretto dal dott. Eufranio Massi e curato dal dott. Roberto Camera.

Vedi tutti i post di questo autore →

Potrebbe interessarti anche

Ministero del Lavoro: la Nota del II trimestre 2017 sulle tendenze dell’ occupazione

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’INAIL, l’INPS e l’ISTAT hanno pubblicato, in data 28 settembre 2017, la “Nota trimestrale sulle tendenze dell’occupazione ” relativa ai dati del

Decreto Dignità: audizione Assolavoro Commissioni congiunte della Camera

In relazione all’avvio dell’esame del c.d. Decreto Dignità in sede referente presso le Commissioni congiunte VI e XI della Camera, questa sera alle 21:30 Assolavoro sarà tra le poche associazioni

Cookie: scade il 2 giugno il termine per mettersi in regola. Sanzioni fino a 120.000 euro

Nella giornata del 3 giugno 2015 entrerà in vigore in Italia la tanto discussa cookie law conformemente a quanto stabilito nel provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali

0 Commenti

Non ci sono commenti al momento!

Puoi essere il primo a commentare questo post!

Lascia un commento