Decreto 11 Marzo 2020 – Aiuti per famiglie, imprese e lavoratori

Atteso un nuovo decreto di sostegno per ospedali e imprese. Aiuti anche a genitori, dipendenti e lavoratori autonomi

Decreto 11 Marzo 2020 – Aiuti per famiglie, imprese e lavoratori

Decreto 11 Marzo 2020. L’emergenza segnata da Covid-19 sta mettendo a dura prova la salute dei cittadini italiani ma anche le risorse finanziarie di lavoratori, imprese e istituzioni. A questo proposito il governo sta mettendo in atto una serie di azioni per sollecitare il Parlamento a rilasciare un’autorizzazione ad aumentare il deficit ben maggiore di quello annunciato pochi giorni fa. (lo 0,3% del Pil, ovvero 6,3 miliardi di euro).

Il nuovo decreto legge dell’11 marzo prevede una richiesta per spingere il deficit fino al 3% del Pil. Se il governo chiedesse davvero il massimo consentito per non oltrepassare il tetto del 3% previsto dalle regole europee, potrebbe disporre di un bacino di circa 13 miliardi e mezzo in termini di indebitamento netto che si tradurrebbe in pratica in più di 17 miliardi per finanziare gli interventi. La decisione potrebbe avvenire in queste ore, in linea con l’allargamento a tutta Italia della zona di sicurezza.

A seguito dell’emanazione del Dpcm del 9 Marzo, il Premier Giuseppe Conte, dichiara la volontà di precostituire una richiesta di deficit più elevata. E quindi anche il nuovo decreto legge di sostegno (che si sta mettendo a punto) andrà ben oltre i 7,5 miliardi annunciati nei giorni scorsi. Si parla infatti già di oltre 10 miliardi di euro. Decreto al quale poi ne seguirebbero altri, secondo l’evolversi della situazione, attingendo al bacino di deficit autorizzato. Il governo dovrebbe approvare oggi la nuova risoluzione con la quale chiedere l’autorizzazione ad aumentare il deficit, che sarà approvata domani al Parlamento. Sempre domani o giovedì il Consiglio dei ministri varerà il decreto legge con misure di sostegno all’economia valide su tutto il territorio nazionale. Il provvedimento riguarderà quattro aree di intervento:

  • Finanziamenti aggiuntivi e sanità, protezione civile e forze dell’ordine (forniture, strutture, macchinari, personale). Qui l’ipotesi minima prevede stanziamenti di un paio di miliardi.
  • Ammortizzatori straordinari per sostenere il reddito dei lavoratori. Si interverrà con la cassa di integrazione in deroga per tutte le aziende che non hanno accesso agli ammortizzatori ordinari, anche se hanno un solo dipendente. Per le imprese con più di  5 dipendenti e fino a 15 interverrà il Fondo di Integrazione salariale. Entrambi questi sostegni al reddito scatteranno per le aziende che hanno dovuto sospendere o ridurre l’attività e avranno una durata di almeno 2-3 mesi. Si studiano interventi ad hoc per i lavoratori stagionali. Per questo capitolo la base di partenza è di 2,5-3 miliardi di euro.
  • Interventi per le imprese e i settori più colpiti (turismo e ristorazione, trasporti). Per questi ultimi, come dichiarato anche dal ministro Antonio Misiani, è in atto un’esenzione moratoria di tasse e contributi.
  • Per le piccole e medie imprese verrà incrementato il fondo di garanzia per l’accesso e la ristrutturazione del credito, mentre per lavoratori autonomi e professionisti potrebbero esserci indennizzi diretti o indiretti sotto forma di sospensione dei contributi. Anche qui la base di partenza degli stanziamenti è nell’ordine di tre miliardi.
  • Sostegni a genitori che, pur non essendo costretti a stare a casa per mancanza di lavoro, lo sono per accudire i figli a causa della chiusura delle scuole. Ci saranno 12 giorni di congedo utilizzabile da uno dei genitori con bambini fino a 12 anni di età. In alternativa queste famiglie potranno usufruire di un voucher di sostentamento del valore di 600 euro. Misiani ha parlato dell’ipotesi di uno stop alle rate dei mutui prima casa per 18 mesi.
  • Blocco Cassa Integrazione in deroga per le aziende, comprese quelle sotto i 6 dipendenti. Ciò significa che sarà garantita la cassa d’integrazione a tutte le imprese che lavorano in un contesto molto più piccolo

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