Lavoro agile semplificato – Approfondimento su come applicarlo

Le modalità previste dal DPCM del 4 marzo 2020 per l'applicazione del lavoro agile

Lavoro agile semplificato – Approfondimento su come applicarlo

Lavoro agile semplificato. La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ha aggiornato il suo approfondimento in merito alle nuove modalità applicative del lavoro agile nel periodo emergenziale, stabilite dal DPCM 4 marzo 2020 in merito all’emergenza Coronavirus. In una situazione di tale emergenza il lavoro agile è una soluzione utile per tutelare i lavoratori dipendenti e mantenere intatta la produttività aziendale.

Gestione delle assenze dal lavoro

La necessità di evitare il diffondersi del COVID-19, c.d. “Coronavirus”, crea situazioni particolari anche nella gestione delle assenze dal lavoro nelle aree considerate a rischio epidemiologico. Il decreto legge del 23 febbraio 2020 ha incrementato le occasioni in cui le attività lavorative possono essere particolarmente condizionate da interventi di pubbliche attività.
Ciò rende necessaria la verifica di tali conseguenze, nonché lo scrutinio delle soluzioni adottabili sia attraverso gli strumenti disponibili che attraverso quelli introdotti o in via di introduzione per fronteggiare tale situazione speciale.

Impossibilità della prestazione lavorativa

La giurisprudenza ritiene il lavoratore incolpevole per l’assenza dal luogo di lavoro nel momento in cui è impossibilitato a prestare l’attività lavorativa a causa del divieto di accesso o di uscita. Allo stesso tempo il datore di lavoro è esonerato dalla corresponsione della retribuzione. Tuttavia le conseguenze negative non possono ricadere esclusivamente sul lavoratore e neppure sul datore qualora non s’intendesse trascurare la tutela del diritto alla retribuzione. Per tali motivi, per il benessere aziendale e del lavoratore sono da prospettare:

  • una soluzione di immediata attuabilità, come il lavoro agile e agevolato dal riconoscimento della possibilità della sua applicazione anche senza un accordo scritto;
  • la promozione di strumenti di sostegno al reddito straordinari.

Quarantena obbligatoria

Il lavoratore sottoposto a “quarantena con sorveglianza attiva”, come dalla lettera h) dell’art. 1 del D.L. n. 6/2020, è da considerarsi sottoposto ad un trattamento sanitario. La sua assenza quindi è assumibile secondo la disciplina della malattia, avendo egli cura di trasmettere il relativo certificato medico attestante il suo status. Identiche considerazioni possono riferirsi rispetto alla quarantena c.d. “volontaria”, quando giustificata da esigenze riconducibili alla lettera i) del decreto legge.

Nessuna giustificazione invece, può essere riconosciuta al lavoratore assente semplicemente perché “timoroso” del contagio. In questi casi potrà richiedere, al più, permessi o ferie, che potranno essergli concessi o negati dal datore di lavoro.

Il lavoro agile

Ai sensi dell’art. 18 della legge n. 81/2017, il lavoro agile è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato che prevede un’alternanza della prestazione lavorativa, eseguita in parte all’interno dei locali aziendali ed in parte all’esterno. Non esiste quindi una postazione fissa predeterminata, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale.

Il nucleo essenziale del lavoro agile è rappresentato dall’accordo, con il quale le parti regolano le modalità di esecuzione del contratto. L’accordo, che deve essere in forma scritta ai fini della regolarità amministrativa e della prova, deve contenere ogni indicazione necessaria alla individuazione dei poteri di controllo e disciplinare del datore di lavoro, ed è altresì necessario per individuare:

  • i tempi di riposo del lavoratore
  • le misure tecniche e organizzative per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro (art. 19 L. n. 81/2017).

Potrebbe capitare che, nell’ambito di aree considerate a rischio, il lavoro agile si possa applicare anche in assenza di accordo scritto. In questo caso, a seguito della risoluzione della situazione di emergenza, (temporaneamente delimitata sul piano cronologico adesso fino al 31 luglio prossimo)applichi provvisoriamente anche in assenza di accordo scritto, il datore di lavoro se vorrà proseguire nell’utilizzo della modalità di lavoro agile dovrà perfezionare anche il requisito della stipula di un accordo scritto.

Modalità applicative del lavoro agile

In data 4 marzo 2020, il portale del Ministero del Lavoro ha reso accessibile una procedura semplificata per il caricamento massivo delle comunicazioni di smart working emergenziale.
In particolare, la nuova procedura consente di ottemperare agli obblighi comunicativi del lavoro agile attraverso l’upload di due file:

  • l’autocertificazione (in formato PDF), contenente l’elenco dei lavoratori posti in regime di smart working;
  • il file excel (formato .xlsx), con i dati obbligatori richiesti dalla procedura di comunicazione (codice fiscale del datore di lavoro, codice fiscale del lavoratore insieme al relativo nome, cognome, data e comune di nascita, n. di PAT e voce di tariffa Inail applicata, insieme alla data di inizio e fine del periodo di applicazione dello smart working derogatorio).

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