Reddito di cittadinanza e lavoro – Dati ANPAL non incoraggianti

Solo 39mila beneficiari del reddito su 908 mila occupabili hanno trovato un impiego

Reddito di cittadinanza e lavoro – Dati ANPAL non incoraggianti

Reddito di cittadinanza e lavoro – 39 mila occupati su 908 mila

I dati sul rapporto reddito di cittadinanza e lavoro non sono incoraggianti secondo i dati riportati dall’Anpal. Nel primo anno di erogazione del reddito sono stati spesi 4 miliardi di euro ma solo 39 mila percettori hanno ottenuto un contratto di lavoro. Il dato non è incoraggiante considerando che su un totale di 908 mila persone considerate attivabili solo il 2% ha trovato un’occupazione.

Nella forma più estesa del sussidio, resta ancora lontano l’obiettivo di raggiungere 1,3 milioni di famiglie povere stimate dall’ISTAT. Il ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, prova a guardare il bicchiere mezzo pieno. Secondo il ministro il reddito ha sostenuto la crescita economica (contributo dello 0,1 e dello 0,2% al prodotto interno lordo) e ha aiutato i cittadini più bisognosi, ma è magra consolazione considerando che lo Stato ha investito 2 miliardi in meno rispetto a quanto era stato previsto inizialmente.

La spesa prevista per il 2020 dovrebbe aggirarsi intorno ai 7 miliardi. Bisogna verificare però se alla fine dell’anno il reddito aiuterà in concreto le persone “attivabili” a inserirsi o reinserirsi nel mondo del lavoro. I dati da marzo a dicembre 2019 non sono incoraggianti.

Reddito di cittadinanza: si restringe la platea dei beneficiari

La questione degli inoccupati si aggira intorno a una domanda cruciale: il reddito di cittadinanza può scoraggiare la ricerca di lavoro? La risposta è affermativa secondo i dati riportati dall’Ocse.  L’importo del sussidio è più elevato in confronto agli assegni analoghi erogati in altri paesi. Intanto la platea dei beneficiari anziché crescere si sta restringendo. Le famiglie aventi diritto al bonus al 10 febbraio erano 933 mila (a fronte di 2,4 milioni di persone coinvolte), ma le card attive al momento sono 871 mila, per 2,23 milioni di persone coinvolte. Oltre 100 mila persone quindi sono uscite fuori dal radar del reddito per motivi puramente amministrativi. Chi non ha rinnovato infatti entro il 31 gennaio scorso, a febbraio si è ritrovato con la card disabilitata.

Reddito di Cittadinanza e Assegno di ricollocazione

In conclusione, i dati stimati a marzo 2019 sono diversi da quelli attuali. Sul fronte dell’impiego si registrano dei ritardi per l’avvio dell’assegno di ricollocazione destinato ai beneficiari del reddito che hanno già siglato i patti per il lavoro. La procedura è stata nuovamente slittata a Marzo per un ulteriore messa a punto. Entro 30 giorni dal pagamento dell’importo sulla Carta del Reddito di Cittadinanza (RdC), il beneficiario riceve anche l’assegno di ricollocazione in base al suo profilo occupazionale. L’assegno vale fino a 5.000€ e consente ai sussidiati di seguire percorsi di orientamento e di formazione presso i centri dell’impiego o le agenzie per il lavoro specializzate in ricerca e selezione del personale. Da verificare se entro la fine del 2020 il numero delle persone occupabili beneficiare del RdC è destinato ad aumentare.

 

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