NASPI e DIS-COLL – Il ricorso in caso di riduzione del sostegno al reddito

L'ANPAL definisce le regole a cui dovranno attenersi i centri dell'impiego e i beneficiari di sostegno al reddito

NASPI e DIS-COLL – Il ricorso in caso di riduzione del sostegno al reddito

Obblighi specifici per i beneficiari di sostegno al reddito

Ai sensi dell’art.21 del D.Lgs n.150/2015 i percettori di ammortizzatori sociali come NASpI o DIS-COLL, sono tenuti a rispettare degli obblighi specifici previsti nel percorso di politica attiva del lavoro in cui sono coinvolti. In primis, coloro che percepiscono un’indennità di disoccupazione devono necessariamente rispondere alla convocazione presso il centro per l’Impiego per la stipulazione del cd. “patto di servizio”. La mancata risposta alla convocazione comporta al beneficiario una decurtazione dell’assegno mensile. Tuttavia Il percettore di NASpI o DIS-COLL può presentare ricorso all’ANPAL entro 30 giorni dal ricevimento della sanzione.

NASPI e DIS-COLL – La delibera n. 54 del 2 dicembre 2019

A fronte dell’attività svolta dall’ANPAL, con la delibera n. 54 del 2 dicembre 2019, sono stati riassunti i criteri e le modalità per decidere sui ricorsi. La delibera fornisce indicazioni utili sia per i CpI (centri dell’impiego) che per i beneficiari di sostegno al reddito. La convocazione di quest’ultimi infatti può essere effettuata o tramite raccomanda A/R o via Pec, qualora l’utente sia in possesso di una casella di posta certificata. La convocazione effettuata tramite posta elettronica ordinaria non può essere posta alla base di un provvedimento sanzionatorio. Tali strumenti non danno garanzie sull’avvenuta conoscenza della convocazione. Anche il provvedimento sanzionatorio che decurta l’assegno va comunicato con le stesse modalità.

Cosa deve contenere il provvedimento sanzionatorio

Il provvedimento sanzionatorio del CpI deve contenere l’informativa circa i termini e le modalità per la presentazione di un eventuale ricorso. In particolare, il provvedimento deve recare l’informazione circa la possibilità, per l’interessato, di ricorrere al Comitato per i ricorsi di condizionalità, ai sensi dell’art. 21, co. 12, del D.Lgs. n. 150/2015, entro il termine di 30 giorni.

Termini di presentazione del ricorso

Il termine per la presentazione del ricorso decorre:

  • dalla data di notifica del provvedimento sanzionatorio;
  • dal giorno in cui il ricorrente sia con ogni certezza venuto a conoscenza del provvedimento medesimo, nel caso in cui il provvedimento non sia stato notificato, ovvero non sia stato notificato con le suddette modalità.

Assenza alle convocazioni del CpI, i giustificati motivi

I motivi che giustificano la mancata partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro rientrano tra quelli indicati dal Ministero del Lavoro nel 2016 (nota 3374). Tra questi ricordiamo:

  • documentato stato di malattia o di infortunio;
  • servizio civile o di leva o richiamo alle armi;
  • stato di gravidanza, per i periodi di astensione previsti dalla legge;
  • citazioni in tribunale, a qualsiasi titolo, dietro esibizione dell’ordine di comparire da parte del magistrato;
  • gravi motivi familiari documentati e/o certificati;
  • casi di limitazione legale della mobilità personale;
  • ogni altro comprovato impedimento oggettivo e/o causa di forza maggiore, cioè ogni fatto o circostanza che impedisca al soggetto di presentarsi presso gli uffici, senza possibilità di alcuna valutazione di carattere soggettivo o discrezionale da parte di quest’ultimo.

Non è sufficiente quindi presentare un verbale di pronto soccorso se consegnato in ritardo e nemmeno informare l’operatore di un eventuale cambio di indirizzo. Nel caso in cui il Centro dell’impiego avesse utilizzato una mail non certificata per l’invio delle comunicazioni, verrà ripristinato l’intero importo dell’assegno per il beneficiario.

Fonte: Il Sole 24 ore

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Roberto Caiazzo
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