Welfare state in Italia – Dati non confortanti dal nuovo rapporto Unipol 2019

Il Welfare in Italia necessita di una revisione per contrastare la disoccupazione e la crescita della povertà

Welfare state in Italia – Dati non confortanti dal nuovo rapporto Unipol 2019

Il 4 Dicembre 2019 è stato presentato a Roma il Rapporto Think Tank “Welfare, Italia” sviluppato da Unipol Gruppo in collaborazione con The European House – Ambrosetti.

Il rapporto è stato realizzato con il sostegno di un comitato scientifico composto da Veronica De Romanis (economista presso Luiss e Standford University), Giuseppe Guzzetti (avvocato ed ex presidente Fondazione Cariplo), Walter Ricciardi (medico e Presidente del Mission Board of Cancer) e Stefano Scarpetta, (direttore del Dipartimento per l’occupazione, il lavoro e le politiche sociali dell’Ocse).

L’iniziativa, all’interno del progetto Welfare Italia, ha visto oltre 200 esponenti delle Istituzioni ed esperti del settore che hanno dibattuto sui vincoli e le proposte per garantire che il sistema di welfare del Paese possa continuare a funzionare rispondendo efficacemente anche ai nuovi bisogni emergenti.

Come è emerso dal Rapporto 2019 del Welfare Italia?

Nel 2025 il sistema di protezione sociale potrebbe essere a rischio se non vengono realizzati interventi importanti a partire da adesso. Ecco quale potrebbe essere la situazione tendenziale in Italia nel 2050:

  • 33,4 milioni di persone in età lavorativa (- 7,4 milioni rispetto al 2018)
  • 20,9 milioni di occupati (- 2,3 milioni rispetto al 2018)
  • 1,1 pensionati per ogni lavoratore
  • 17,6% di spesa pensionistica sul PIL (+1,3 punti percentuali rispetto al 2018)
  • spesa raddoppiata in Long Term Care per over 80
  • – 36.000 nascite all’anno.
  • 5,7 milioni di anziani non autosufficienti (+2,9 milioni rispetto al 2018)
  • 10,7 milioni di poveri (+5,7 milioni rispetto al 2018)

Un nuovo modello di Welfare adatto ai tempi

Unipol insieme a The European Studio Ambrosetti vuole guardare lontano e dare vita a un vero e proprio Think Tank (organismo che si occupa di analisi delle politiche pubbliche). Si chiama Welfare Italia e pone le basi per la costruzione di un modello di welfare adatto ai tempi, a una società che va più veloce, che sta introducendo le nuove tecnologie. Il welfare va riequilibrato e ripensato, privato e pubblico e forme sociali di aiuto devono incontrarsi o comunque parlarsi di più. Ripensare il sistema di welfare è l’obiettivo, che tra l’altro è anche nelle intenzioni della Commissione UE. Occorre quindi una visione di Welfare che supporti lo sviluppo economico e sociale del Paese, l’inclusività e la sostenibilità (economica).

Dati non confortanti sul mondo del lavoro

Il nuovo Think Tank sarà dunque una piattaforma permanente di discussione, di condivisione di idee e di valorizzazione di buone pratiche di carattere pubblico privato e no profit. E i partecipanti sono molti. I dati preoccupanti sul mondo del lavoro sono stati evidenziati Stefano Scarpetta.

“Molti nuovi lavori saranno creati, mentre altri potrebbero scomparire. Secondo l’Ocse, il 15% dei posti attuali è ad alto rischio di automazione in Italia nei prossimi 15-20 anni (il 14% media tra i paesi Ocse). Ma un altro 35,5% potrebbe subire sostanziali cambiamenti nel modo in cui vengono svolti. Tali posti di lavoro rimarranno ma con mansioni molto diverse da quelle attuali. La transizione non sarà facile per molti lavoratori e senza politiche d’intervento mirate, le disparità nel mercato del lavoro rischiano di aumentare. In questo contesto, offrire formazione professionale a tutti i lavoratori e un welfare adeguato alle esigenze di un mondo del lavoro mutato sono elementi cruciali per evitare ulteriori diseguaglianze tra lavoratori e famiglie e garantire la sostenibilità economica e sociale”.

La crescita della povertà e delle disuguaglianze

Nel Rapporto si parla anche di crescita della povertà e disuguaglianze. L’Italia ha contribuito alla crescita di persone a rischio povertà in Europa. tra il 2008 e il 2017. La spesa pubblica in protezione sociale e di supporto al reddito è pari al 3,8% del Pil a fronte del 4,7% medio in UE. Il 66,4% dei giovani tra i 18 e i 34 anni vive a casa con i genitori, contro una media UE del 50%. Alla luce di questi dati bisogna ripensare il welfare attraverso una responsabilità comune e anche personale dei singoli cittadini. Ecco allora i quattro punti da cui parte il Think Tank:

  • ottimizzare le basi informative per il monitoraggio del welfare;
  • lanciare un Welfare New Deal a livello europeo riorganizzando i meccanismi, dai bonus alle detrazioni e semplificare le normative;
  • adeguare l’offerta di servizi ai nuovi bisogni incentivando l’adesione ai fondi integrativi;
  • promuovere l’autoresponsabilizzazione i individui e aziende.

Se si interviene adesso, ci sono buone possibilità di arrivare al 2050 con un Welfare risanato e non in fin di vita.

  Scarica il Rapporto 2019 Welfare Italia completo

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Roberto Caiazzo
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