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Licenziamento in caso di colluttazione – Sentenza n. 29090/2019 [Cassazione]

Licenziamento giustificato solo per giusta causa o giustificato motivo soggettivo

Licenziamento in caso di colluttazione – Sentenza n. 29090/2019 [Cassazione]

Licenziamento in caso di colluttazione. La Corte di Cassazione si è espressa in merito ad un episodio di colluttazione tra due dipendenti. Il lavoratore in questione, reagendo all’aggressione di un sottoposto, lo aveva colpito causando lesioni di una certa gravità. Il fatto aveva avuto ampio eco sulla stampa locale.

la Cassazione ritiene illegittimo il licenziamento adottato da un datore di lavoro relativo ad un dipendente coinvolto in una colluttazione con un altro dipendente.

In merito all’episodio in oggetto, la Corte di Cassazione ha confermato le conclusioni alle quali era giunta la Corte di Appello, qualificando l’alterco tra i dipendenti come diverbio litigioso e non come rissa, tale da giustificare un licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo.

Il licenziamento, come riportato dalla sentenza n. 29090/2019, risulta sproporzionato ma non è tale da ammettere il lavoratore alla reintegra. Infatti, dopo la riforma dell’art. 18 della legge n. 300/1970, avvenuta nel 2012, la tutela reale per i lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015, data di entrata in vigore del D.L.vo n. 23/2015, si applica soltanto laddove il giudice accerti che non ricorrano gli estremi della giusta causa o del giustificato motivo soggettivo per insussistenza del fatto contestato o perché lo stesso fatto è sanzionato dal CCNL o dal codice disciplinare applicabile con una sanzione meno grave del recesso.

La conclusione alla quale era giunta la Corte di Appello viene definita corretta dalla Cassazione. È previsto quindi il pagamento di una indennità risarcitoria pari a 24 mesi calcolati sull’ultima retribuzione globale di fatto, ma non la reintegra al posto di lavoro.

  Leggi la Sentenza n. 29090

Fonte: Dottrina per il Lavoro

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Roberto Caiazzo
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