Digital Transformation: le aziende italiane spenderanno 66 milioni di euro nel prossimo biennio

Questa la cifra prevista nei prossimi 2 anni dalle nostre aziende per gli investimenti programmatici. Sondaggio tra le società con almeno 500 dipendenti e 50 milioni di dollari di vendite

Digital Transformation: le aziende italiane spenderanno 66 milioni di euro nel prossimo biennio

Le aziende del nostro Paese nel prossimo biennio investiranno circa 66 milioni di euro per i loro progetti legati alla ” digital transformation “. Molteplici saranno i punti strategici seguiti, per rispondere a differenti esigenze: la prima operazione da attuare secondo i responsabili delle tecnologie informatiche nelle aziende è quella di “migliorare l’esperienza e il rapporto con i clienti”, poi è la volta dello sviluppo di nuovi prodotti o servizi, quindi migliorare le operazioni e i processi.

Questi sono alcuni elementi che emergono dall’Insight Intelligent Technology Index 2019 dell’americana Insight, che ha preso anche un campione di cento aziende italiane. I ricercatori parlano di una media di spesa per aziende di grande, media e piccola dimensione ma in realtà la metodologia specifica che “i risultati provengono da un sondaggio online di mille professionisti It che lavorano presso aziende con oltre 500 dipendenti e 50 milioni di dollari di volume di vendita annuale in tutta Europa”. Dunque, si tratta di aziende che influiscono molto nel tessuto produttivo italiano da qui si comprende anche l’ammontare delle cifre che si investiranno.

Resta comunque interessante, a prescindere dal volume di spese descritte, l’analisi delle priorità che si sono introdotte.

Secondo il report sulla digital transformation “emerge il ruolo sempre più strategico dell’innovazione digitale a supporto del business“. Pietro Marrazzo, country manager di Insight in Italia, ha commentato così i dati: “I responsabili IT e le proprie aziende devono stabilire come costruire le conoscenze e le competenze necessarie per garantire il successo dei progetti di innovazione”. Le aziende necessitano comunque di guardare sia all’interno che all’esterno degli organici: “Anche se alcuni potrebbero essere in grado di acquisire queste capacità internamente, altri avranno bisogno di aiuto da parte di un partner esterno. In entrambi i casi, comprendere i mutevoli paradigmi della trasformazione digitale è il primo passo verso il raggiungimento di un maggior valore aziendale da parte dell’IT”.

Negli elementi raccolti durante i sondaggi tra i responsabili IT, in Italia, si evidenzia la considerazione (comune al 43% di loro) che l’innovazione sia vista come un mezzo per entrare in nuovi mercati (nuovi comparti o nuove aree geografiche).

Dal report vengono alla luce però anche fonti di preoccupazione per gli IT decision maker italiani ed europei: due terzi del campione (60% in Italia) ammettono di non riuscire a trovare il giusto equilibrio nella duplice responsabilità di attuare progetti di trasformazione e gestire i processi ordinari della propria azienda. Il 46% (45% in Italia) riferisce che i costi mensili, o le spese operative, rappresentano una sfida cruciale. Il 32% rivela che la propria organizzazione ha difficoltà a calcolare il ROI o a identificare un caso aziendale per le iniziative di innovazione digitale.

Tra le tecnologie affrontate nell’indagine, “appare significativo che per il 44% degli IT manager italiani il cloud computing sia stata la leva strategica per l’innovazione negli ultimi 24 mesi. Questa centralità è confermata da un dato: le aziende italiane hanno registrato una media annuale di oltre 32 milioni di euro investiti in questa tecnologia”. Comunque, anche in questo caso non mancano le preoccupazioni: “I responsabili IT riferiscono che il 30% di tale spesa non viene utilizzato e ben il 47% del campione manifesta difficoltà a determinare i carichi di lavoro più adatti per cloud pubblici, privati e ibridi”.

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