Industria: produzione fa registrare un -0,7% a luglio, continua il calo

Gli esperti attendevano un recupero della produzione che in realtà non è avvenuto. Da cinque mesi il raffronto con il 2018 è in negativo. Salvo solo il comparto energia

Industria: produzione fa registrare un -0,7% a luglio, continua il calo

Il nuovo governo deve affrontare la grana della produzione industriale ferma anche nel mese di luglio, dove si registra un calo dello 0,7%. Il presidente del Consiglio Conte sottolinea che “dovrà indirizzare il paese verso una solida prospettiva di crescita e di sviluppo sostenibile, pur in un quadro macroeconomico internazionale caratterizzato da profonda incertezza”.

Il dato, rilevato dall’Istat, segnala che la flessione congiunturale si verifica per il secondo mese consecutivo, mentre in termini tendenziali il segno negativo ricorre da cinque mesi a questa parte. “A eccezione dell’energia, tutti i principali settori di attività mostrano riduzioni, con un calo particolarmente marcato per i beni strumentali”, è il commento degli analisti.

Rapportando i dati su base annua, difatti, solo il settore energetico è in buona salute: la fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+6,4% per entrambi i settori), la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+5,1%) sono i settori migliori. Le flessioni più ampie si registrano invece nella fabbricazione di macchinari, attrezzature n.c.a. (-6,9%), nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-6,1%), e negli articoli in gomma, materie plastiche, minerali non metalliferi (-3,0%).

La produzione automobilistica crea preoccupazioni con un calo su base annua del 14%. E la situazione internazionale non giova di certo al nostro Paese: la produzione tedesca è in forte diminuzione e lì è diretta una buona parte dell’export italiano, composto da componenti e semilavorati che poi vengono venduti in tutto il mondo. “Nella media del trimestre maggio-luglio il livello destagionalizzato della produzione registra una flessione dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti”, dice l’Istat indicando una debolezza che ormai dura da troppi mesi e mette a rischio l’intero risultato del Pil.

Gli esperti di Intesa Sanpaolo auspicavano infatti un leggero aumento a luglio, spinto dalla componente energetica: si aspettavano un incremento su base annua dell’1%, pur sottolineando che “gli indici di fiducia dell’industria nel settore manifatturiero ancora non segnalano una chiara svolta espansiva nel comparto”. Purtroppo, i pronostici non sono stati rispettati e per l’intero terzo trimestre, dopo la stagnazione già rivista nel secondo periodo dell’anno. “Il rischio è che ora la stagnazione possa durare più a lungo del previsto”, ha spiegato Paolo Mameli da Intesa Sanpaolo, dopo il dato ufficiale. La stima sul PIL è infatti diventata piatta per quest’anno e in ripresa solo dello 0,3% il prossimo.

In allerta anche i consumatori: “Una Caporetto per l’industria italiana. Non ci sono più dubbi. L’Italia è attualmente in recessione. Iniziamo il terzo trimestre nel peggiore dei modi”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Se a questo aggiungiamo, che se si confrontano i dati di oggi con quelli precrisi del luglio 2007, la produzione è ancora inferiore del 19%, ossia quasi un quinto, il quadro è ancor più desolante”.

La morsa recessione economica-Decreto Dignità comincia a produrre fenomeni preoccupanti: la prima da ricercarsi anche nel calo produttivo che ha colpito l’industria europea, il secondo per l’effetto del paradossale peggioramento delle condizioni del lavoro, che vede più occupati ma con meno ore lavorate.

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