Favoriamo l’equilibrio di genere tra uomini e donne e l’economia mondiale crescerà del 35%

Secondo il Fondo monetario e Harvard Business Review una riduzione del Gender gap tra uomini e donne in azienda aumenterebbe produttività e fatturato, riducendo infortuni e assenteismo e migliorando le condizione psico-fisiche dei lavoratori.

Favoriamo l’equilibrio di genere tra uomini e donne e l’economia mondiale crescerà del 35%
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L’andamento dell’economia in tutta l’Eurozona non ha quella spinta che si immaginava fino a poco tempo fa, e quel leggero incremento è nell’ordine di decimali percentuali. Uno dei modi per far incrementare il fatturato delle aziende e dare respiro al Pil dei vari Paesi comunque esiste: favorire l’equilibrio di genere sul posto di lavoro, integrando negli organici aziendali più donne e ostacolando, quanto più possibile, il sessismo sui luoghi di lavoro.

La tanto agognata parità di genere potrebbe essere la chiave che permetterebbe di raggiungere 28 mila miliardi di dollari di Pil mondiale entro il 2025. Questo è, appunto, quanto immagina il Fondo monetario internazionale che, secondo uno studio, integrando le donne in posizioni aziendali strategiche aumenterebbe l’economia globale del 35%.

Un “modus cogitandi” confermato anche da uno studio parallelo effettuato dalla Harvard Business Review: un assioma che esalta il ruolo delle donne in carriera e che è correlato in modo inestricabile con la crescita del fatturato e del Pil.

Altro motivo per spingere in questa direzione è che ai Millenials non piace il gap di genere. Se da un lato le vecchie generazioni sono legate ad idee che vedevano la presenza femminile in azienda ancora limitata, i Millenials, la pensano in modo diametralmente opposto. Quando devono scegliere dove lavorare l’85% preferisce farlo in aziende dove la parità viene garantita. Ulteriore motivazione è che l’equilibrio di genere, secondo questi studi, porta anche a un sensibile miglioramento delle condizioni psicofisiche. Difatti, secondo un sondaggio effettuato da Reuters su oltre mille lavoratori, migliorando l’equilibrio tra uomini e donne in azienda aumentano la soddisfazione lavorativa, la felicità e la produttività, riducendo tra l’altro l’assenteismo.

Uno studio più approfondito del Gruppo Sodexo, invece, ha addirittura quantificato il valore di questo equilibrio di genere: il team di lavoro “perfetto” è composto da un 40% di donne e un 60% di uomini. Al contrario ad oggi in tutto il globo le donne occupano solo il 24% dei ruoli dirigenziali e nei Consigli di amministrazione toccano appena il 15%. Numeri non proprio incoraggianti. Sempre secondo il Gruppo Sodexo, nelle aziende in cui non esiste il Gender gap la fidelizzazione del cliente è superiore del 12%, la crescita in termini di fatturato arriva a un più 23% e gli infortuni sul lavoro scendono.

“L’equilibrio di genere nelle aziende apporta vantaggi concreti anche in termini di performance e pertanto risulta essenziale, ma si tratta di una trasformazione culturale che richiede consapevolezza e determinazione, evidenzia Nadia Bertaggia, Direttore risorse umane e organizzazione di Sodexo Italia. “La nostra azienda sta aprendo da anni la strada verso ambienti di lavori inclusivi e la grande attenzione in tema di diversità è supportata da dati eloquenti: il 50% del nostro Cda e più del 32% dei team dirigenziali del Gruppo hanno le donne come protagoniste. Ma sappiamo benissimo che la strada da percorrere è lunga. Ci stiamo impegnando affinché nel 2050 il 100% dei nostri collaboratori possa lavorare in team rispettosi dell’equilibrio di genere”.

La strada da percorrere è lunga si diceva. L’equazione equilibrio di genere – miglioramento delle condizioni di lavoro è analizzata da molto tempo. Eppure mancano ancora molti supporti per incoraggiare e favorire l’aumento delle donne negli ambiti aziendali Asili, congedi, part time, incentivi economici alla maternità, questi sono strumenti che aumenterebbero l’occupabilità femminile. Poi se guardiamo all’Europa il panorama è chiaro: sono i Paesi dove questi elementi sono realtà a fare la differenza. Senza mai dimenticare il livello dei salari.

Sull' autore

Luca De Martino
Luca De Martino 26 posts

Collaboratore per quattro anni del quotidiano "Cronache di Napoli" come redattore di articoli di cronaca politica, bianca, economia, giudiziaria e nera. Collaboratore di blog e siti web in qualità di cronista.

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