Industria: in aumento la cassa integrazione straordinaria

Il mese di aprile vede aumentare le autorizzazioni di ore dell'ammortizzatore straordinario del 78%, aumento anche delle stabilizzazioni ma in calo le nuove assunzioni

Industria: in aumento la cassa integrazione straordinaria

C’è apprensione nel mondo industriale del nostro Paese. Secondo l’Osservatorio mensile dell’Inps, ad aprile le ore di cassa integrazione autorizzate sono tornate a salire a quota 25,4 milioni, dato che fa registrare un +16% sul dato mensile e un +30% su quello annuo.

In se il dato aggregato non è tanto preoccupante quanto la composizione dell’aumento. Se infatti su base annua calano le richieste di cassa ordinaria (-18%) e anche quelle di cassa in deroga (-93,6%), per contraltare ci sono forti aumenti della cassa integrazione straordinaria (78,1%).

Nel mese di aprile questo tipo di ammortizzatore vede aumentare le ore autorizzate a circa 17,9 milioni contro le circa 10 milioni di marzo, dato comunque simile allo stesso mese dell’anno prima.

Il diverso andamento “È diretta conseguenza della fase economica che stiamo vivendo”, sottolinea Salvatore Barone, responsabile delle politiche industriali della Cgil. “Se la cassa integrazione ordinaria fa fronte a momenti di congiuntura difficile, ma che dovrebbero essere transitori, quella straordinaria indica una fase di incertezza più profonda per le aziende. Il balzo delle ore richieste dagli imprenditori vuol dire che non ci sono certezze sulle prospettive, sugli ordinativi, sull’attività futura”. Un indicatore che può essere letto “in stretta relazione agli indicatori di stagnazione generale, come il Pil, o alle difficoltà della produzione industriale”.

Il responsabile delle politiche industriali della Cgil mette poi in discussione chi immagina seconda parte dell’anno un’attività economica italiana in rafforzamento. “A mio avviso questo balzo della Cigs dice di un riacutizzarsi della fase di stagnazione, se non addirittura di pre-recessione. È un dato ciclico: da quando è iniziata la crisi del 2008, man mano che il ciclo economico ha accentuato i caratteri recessivi è scesa la cassa ordinaria, mentre aumentava quella straordinaria. Significa che le imprese sono su un crinale pericoloso, con un mercato negativo che obbliga a piani di ristrutturazione o riconversione. Insomma, più cassa straordinaria vuol dire che le aziende devono mettere in piedi strategie più radicali per cercare di uscire dalle difficoltà”.

Nel report l’Istituto di Previdenza fa il punto anche sui contratti dei lavoratori italiani: la variazione netta dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato (assunzioni e trasformazioni, meno cessazioni) risulta positiva per 241.147 contratti con un miglioramento di 126 punti percentuali sui primi tre mesi del 2018. La variazione netta dei rapporti a termine è invece positiva per circa 5 mila contratti, contro i 141 mila dell’anno scorso.

In generale le assunzioni diminuiscono ma sono più stabili. Il saldo sull’anno, cioè la differenza tra le assunzioni e le cessazioni di lavoro, risulta difatti di 351 mila contratti: inferiore a quello registrato alla fine del primo trimestre 2018 (+537 mila). Durante l’ultimo anno nel rapporto tra i contratti a tempo determinato e quelli a tempo indeterminato si è registrata una inversione di tendenza. Nello specifico, mentre il saldo sull’anno dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato è passato da -57 mila (03/2018) a +324 mila (03/2019), quello dei rapporti a tempo determinato è passato da +346 mila (03/2018) a -90mila (03/2019). Anche il saldo annualizzato dei rapporti di apprendistato risulta positivo (+80 mila).

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