In azienda abbiamo internalizzato le paghe. Esiste l’obbligo di comunicare all’Ispettorato chi tiene i libri obbligatori in materia di lavoro?

In azienda abbiamo internalizzato le paghe. Esiste l’obbligo di comunicare all’Ispettorato chi tiene i libri obbligatori in materia di lavoro?

Rappresento una azienda. Da qualche giorno abbiamo internalizzato le paghe, disdettando il consulente del lavoro. So che esiste una normativa che prevede l’obbligo di comunicare all’Ispettorato chi tiene i libri obbligatori in materia di lavoro. Mi può dare qualche indicazione?

La procedura di comunicazione all’Ispettorato del Lavoro, circa la tenuta dei documenti obbligatori in materia di lavoro, è richiesta – ai sensi dell’articolo 40, comma 1, del DL 112/2008 – solo qualora essi siano tenuti presso lo Studio di un consulente del lavoro o di altro professionista abilitato, ai sensi dell’art. 1 della Legge 12/1979.

Detta comunicazione non deve essere effettuata dall’azienda che è la legittima tenutaria di detta documentazione.

Per approfondire un estratto dell’articolo 40, comma 1, del DL 112/2008:

Art. 40

Tenuta dei documenti di lavoro ed altri adempimenti formali

  1. L’articolo 5 della legge 11 gennaio 1979, n. 12, è sostituito dal seguente: «Art. 5. (Tenuta dei libri e documenti di lavoro). – 1. Per lo svolgimento dell’attività di cui all’articolo 2 i documenti dei datori di lavoro possono essere tenuti presso lo studio dei consulenti del lavoro o degli altri professionisti di cui all’articolo 1, comma 1. I datori di lavoro che intendono avvalersi di questa facoltà devono comunicare preventivamente alla Direzione provinciale del lavoro competente per territorio le generalità del soggetto al quale è stato affidato l’incarico, nonché il luogo ove sono reperibili i documenti. 2. Il consulente del lavoro e gli altri professionisti di cui all’articolo 1, comma 1, che, senza giustificato motivo, non ottemperino entro 15 giorni alla richiesta degli organi di vigilanza di esibire la documentazione in loro possesso, sono puniti con la sanzione pecuniaria amministrativa da 100 a 1000 euro. In caso di recidiva della violazione è data informazione tempestiva al Consiglio provinciale dell’Ordine professionale di appartenenza del trasgressore per eventuali provvedimenti disciplinari»

Sull' autore

Roberto Camera
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Funzionario dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro e relatore in convegni sulla gestione del personale. Ha creato, ed attualmente cura, il sito internet http://www.dottrinalavoro.it in materia di lavoro. (*Le considerazioni sono frutto esclusivo del pensiero dell’autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza)

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