Per un barista che lavora 67 sere all’anno dalle ore 22 alle ore 03, si devono fare delle comunicazioni alla DTL o ai Sindacati ?

Si definisce “notturno” il lavoratore che svolge durante il periodo notturno (periodo di 7 ore consecutive comprendenti l’intervallo fra mezzanotte e le cinque) alternativamente:

· 3 ore del suo orario giornaliero normale

· Almeno una parte del suo orario di lavoro secondo quanto previsto dai contratti collettivi

· Per almeno 3 ore lavoro notturno per un minimo di 80 gg. lavorativi all’anno

Conseguentemente, per verificare la qualificazione del barista in questione come lavoratore notturno (con tutto quello che da ciò ne discende anche sotto il profilo prevenzionistico) si farà riferimento alla suddetta casistica.

Relativamente agli obblighi comunicativi si fa presente che l’art. 12, del D.Lgs. n. 66/2003 prevede che “L’introduzione del lavoro notturno deve essere preceduta, secondo i criteri e con le modalita’ previsti dai contratti collettivi, dalla consultazione delle rappresentanze sindacali in azienda, se costituite, aderenti alle organizzazioni firmatarie del contratto collettivo applicato dall’impresa. In mancanza, tale consultazione va effettuata con le organizzazioni territoriali dei lavoratori come sopra definite per il tramite dell’Associazione cui l’azienda aderisca o conferisca mandato. La consultazione va effettuata e conclusa entro un periodo di sette giorni.” Al riguardo si sottolinea come lo svolgimento di lavoro notturno in via occasionale non comporta la preventiva consultazione sindacale, considerato che la definizione di lavoratore notturno richiede un impiego normale nel periodo notturno.

Si rappresenta, infine, che la comunicazione annuale alla DTL dell’esecuzione di lavoro notturno continuativo o in turni regolari è stata abolita dal 25 giugno 2008 per effetto dell’art. 41, del D.L. n. 112/2008, convertito nella legge n. 133/2008.

A cura di : Roberto Camera

Sull' autore

Roberto Camera
Roberto Camera 510 posts

Funzionario dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro e relatore in convegni sulla gestione del personale. Ha creato, ed attualmente cura, il sito internet http://www.dottrinalavoro.it in materia di lavoro. (*Le considerazioni sono frutto esclusivo del pensiero dell’autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza)

Vedi tutti i post di questo autore →

Potrebbe interessarti anche

Quante sono le ferie del personale domestico?

La risposta è nell’art. 18 del CCNL: 26 giorni lavorativi, indipendentemente dalla durata e dalla distribuzione dell’orario di lavoro. Le ferie sono, di regola, continuative, ma possono anche essere frazionate.

Devo siglare un contratto di appalto con una cooperativa, posso richiedere all’appaltatore il controllo sulla regolarità dei suoi dipendenti che accedono nella mia azienda?

Sì, è importante poter verificare la regolarità del rapporto di lavoro di tutti i lavoratori della ditta appaltatrice che, in seguito all’appalto (che presumo endoaziendale), entrano nei locali della ditta

La stabilizzazione dei co.co.co., inserita nel jobs act, riguarda solo ex collaboratori della mia azienda o anche soggetti che hanno avuto collaborazioni in altre aziende?

La stabilizzazione, prevista dall’art. 54 del D.L.vo n. 81/2015, riguarda essenzialmente ex collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, ovvero ex lavoratori autonomi di una determinata azienda che oggi è

0 Commenti

Non ci sono commenti al momento!

Puoi essere il primo a commentare questo post!

Lascia un commento