Tribunale di Roma: irregolarità formale e DURC negativo

L’Istituto di Previdenza condannato: il debito era inesistente. L’irregolarità formale non giustifica il Durc negativo

Tribunale di Roma: irregolarità formale e DURC negativo

Con sentenza n. 1490/2019, il Tribunale di Roma ha affermato che l’INPS non può negare il rilascio del DURC sulla base del fatto che un datore di lavoro non ha corretto nei 15 giorni concessi una incongruenza relativa ad una denuncia contributiva. Il rifiuto va considerato illegittimo in quanto manca il presupposto normativo ed appare viziato da irrazionalità ed irragionevolezza.

Una società cooperativa si era visto negare il DURC per un debito di natura contributiva pari a 3.284 euro. Tale debito era, però, inesistente in quanto avrebbe dovuto essere compensato con un credito (l’importo effettivo era di pochi euro ed era stato saldato, sia pure in ritardo).

Secondo il Tribunale il DURC è negativo solo a fronte di irregolarità sostanziali che riguardino la contribuzione e non può riguardare errori commessi nella presentazione delle denunce contributive: non esiste alcuna norma che impedisca il rilascio del documento difronte ad irregolarità di natura formale ove il datore di lavoro ha commesso, nella presentazione, un errore, modesto, di quanto dovuto. In questo caso non si può parlare di denuncia infedele od omessa. L’art. 3, comma 2, del DM 30 gennaio 2015 va letto in un modo soltanto: L’Istituto può rilevare solo le inadempienze già formalmente accertate e comunicate, senza che il datore abbia tempestivamente attivato i ricorsi amministrativi o giurisdizionali. Il DURC, secondo il Tribunale, non può essere negato neanche a fronte di una inadempienza, se su questa di dibatte a livello amministrativo o giudiziale.

Il sistema normativo va letto come un bilanciamento tra la necessità di un accertamento immediato e la necessità del contribuente di non vedersi negato il documento per violazioni inesistenti e non ancora accertate, atteso che le circolari amministrative non sono fonti di diritto come affermato dalla Cassazione con le sentenze n. 10595/2016 e n. 15482/2018.

Sull' autore

in collaborazione con dottrinalavoro.it
in collaborazione con dottrinalavoro.it 314 posts

www.dottrinalavoro.it è un sito privato di informazione sulle novità in materia di lavoro diretto dal dott. Eufranio Massi e curato dal dott. Roberto Camera.

Vedi tutti i post di questo autore →

Potrebbe interessarti anche

Agenzia Entrate: la notifica degli atti con posta elettronica certificata

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il provvedimento n. 44027 del 3 marzo 2017,  con la quale viene approvato il modello, e le relative istruzioni, per comunicare i dati relativi all’indirizzo di posta elettronica certificata per

Depenalizzazione dell’intermediazione illecita di manodopera [Cassazione]

Con sentenza n. 10484/2016 la Corte di Cassazione penale ha affermato che per effetto della depenalizzazione, intervenuta con il decreto legislativo n. 8/2016, il distacco di personale, configuratosi come somministrazione

Mancato versamento dei contributi – quale sanzione va applicata [Cassazione]

Con la sentenza n. 1476 del 27 gennaio 2015, la Corte di Cassazione ha confermato che il parziale mancato versamento dei contributi previdenziali e assicurativi dovuti, come conseguenza di una qualificazione errata del rapporto di lavoro

1 Commento

Lascia un commento