Reddito di Cittadinanza: “per ogni operatore dei Centri per l’impiego ci sono 506 potenziali beneficiari”

Il Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro in audizione alla commissione Lavoro del Senato per il reddito di cittadinanza: nel documento critiche e perplessità

Reddito di Cittadinanza: “per ogni operatore dei Centri per l’impiego ci sono 506 potenziali beneficiari”
image_pdfimage_print

Il Reddito di Cittadinanza partirà ad aprile ma già risuonano i primi allarmi. E Mentre si attende il coinvolgimento delle Agenzie per il Lavoro e gli altri soggetti privati, si stima che ogni operatore dei centri per l’impiego dovrà prendere in carico 506 potenziali beneficiari del reddito di cittadinanza. Questa è la valutazione che arriva dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro a margine dell’Audit alla commissione Lavoro del Senato sul decreto-legge.

“Secondo i dati Istat 2017, infatti, gli individui che in Italia vivono sotto la soglia di povertà sono circa 5 milioni –ricorda l’Ordine dei consulenti– e di questi circa 3 milioni e trecento mila sono in età lavorativa. Secondo le previsioni dell’articolo 4 del decreto-legge, una parte di questi soggetti dovrà essere convocata (inizialmente il richiedente e poi gli altri componenti) dai centri per l’impiego per la sottoscrizione del Patto per il lavoro e i restanti, invece, dai comuni per il patto per l’inclusione sociale. I requisiti mediante i quali sarà operata la distinzione sono quelli previsti al comma 5″.

“Pur non essendovi dati specifici –spiegano ancora i consulenti– che possano individuare il possesso di detti requisiti, è ipotizzabile che il 75% dei beneficiari, dunque circa 2 milioni e cinquecentomila, debba recarsi per la sottoscrizione del patto per il lavoro al centro per l’impiego e la restante parte, invece, presso i Comuni per il patto per l’inclusione sociale. In considerazione dell’attuale numero degli addetti dei centri per l’impiego, ogni operatore -rimarcano i consulenti del lavoro- dovrebbe pertanto prendere immediatamente in carico circa 506 potenziali beneficiari del reddito di cittadinanza. Ciò in quanto soltanto gli operatori specializzati (n. 4.981 solo cat. C e12 D) e non tutti i dipendenti dei centri per l’impiego dispongono delle richieste professionalità”.

Nel documento si sottolinea che “pur condividendo la finalità di aumentare il numero degli operatori addetti al servizio delle politiche attive per il lavoro, occorre che si chiarisca il ruolo e la figura del cosiddetto ‘navigator’, prevista nel decreto-legge. Non si comprende, infatti, dove tali soggetti sarebbero fisicamente collocati e con quale modello organizzativo opererebbero. Va tenuto, infatti, in considerazione che le attività connesse alla stipula del patto per il lavoro sono di pertinenza dei centri per l’impiego e, laddove previsto dalle leggi regionali, degli operatori privati accreditati, che per tali funzioni utilizzano proprio personale”.

Poi si passa all’analisi sulle criticità che secondo l’Ordine “è sicuramente quella della sospensione dell’assegno di ricollocazione per i percettori di Naspi fino al 2021. Con tale previsione, chi perde un posto di lavoro e non si trova nelle condizioni per poter beneficiare del reddito di cittadinanza, si vedrà privato di quell’unico strumento di politica attiva di livello nazionale, appunto l’assegno di ricollocazione, in grado di supportarlo nella ricerca di una nuova occupazione”.

A tal proposito i consulenti del lavoro rimarcano che “molte Regioni, infatti, opportunamente, hanno orientato le proprie misure di politica attiva del lavoro verso target di destinatari diversi, proprio per evitare sovrapposizioni tra misure regionali e nazionali. Con tale previsione si crea un vuoto di tutela nei confronti dei disoccupati percettori di Naspi”.

Sull' autore

Potrebbe interessarti anche

“ Resto al Sud ” estesa ai professionisti e agli under 45

La misura “ Resto al Sud ” amplia la sua platea destinando i finanziamenti anche ai professionisti e gli Under 45. Il disegno di legge di Bilancio per il 2019

Istat: +45 mila occupati in un mese

A settembre la stima degli occupati cresce del +0,2%, pari a 45 mila unità, recuperando il calo registrato nel mese di luglio. Dinamiche positive si rilevano per entrambe le componenti

CONSULENTI DEL LAVORO, PARITÀ DI GENERE ANCHE IN JOBS ACT AUTONOMI

“La parità di genere sia una priorità del Jobs Act degli autonomi”. Lo chiede il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro, in occasione dell’8 marzo, ricordando l’impegno della categoria

0 Commenti

Non ci sono commenti al momento!

Puoi essere il primo a commentare questo post!

Lascia un commento