Le agevolazioni per le assunzioni dei laureati eccellenti [E.Massi]

Nuovo bonus per l’assunzione di giovani laureati con 110 e lode: è questa l’ultima novità per le imprese

Le agevolazioni per le assunzioni dei laureati eccellenti [E.Massi]
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Anche l’attuale Esecutivo continua, in materia di agevolazioni finalizzate alle assunzioni, a seguire una via già percorsa da Governi precedenti ed avallata dal Parlamento: quella di non avere un disegno organico relativo agli incentivi occupazionali, sicché il quadro complessivo risulta disomogeneo e fatto di episodi destinati a favorire, in maniera più o meno strutturale, determinate categorie di lavoratori o di datori di lavoro.

Spesso si risponde ad “input” particolari, prevedendo un percorso burocratico-amministrativo, peraltro accidentato, per poter accedere ai benefici. Al quadro complessivo previsto dalla normativa nazionale, si aggiungono, con sempre maggiore frequenza, le disposizioni delle Regioni e delle Provincie Autonome ove, nella maggior parte dei casi, si chiedono ai datori di lavoro adempimenti e “passaggi obbligati” particolarmente complessi.

A tale difetto originale non sfugge, a mio avviso, il c.d. “Bonus Occupazionale Giovani Eccellenze” di cui parla l’art. 50 del disegno di legge di Bilancio 2019, “bollinato” dalla Ragioneria Generale dello Stato presentato alle Camere per l’approvazione. Quasi sicuramente, nella versione definitiva, il testo non sarà riportato nell’art. 50 in quanto, come accade ormai da decenni, si arriverà ad un voto di fiducia su un maxi emendamento composto di un solo articolo e da centinaia di commi.

Ma, cosa prevede l’art. 50?

Viene ipotizzato un “bonus” in favore di quei datori di lavoro che procedono, nel periodo compreso tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre 2019, all’assunzione a tempo indeterminato, anche parziale (con la ovvia diminuzione in percentuale del beneficio) giovani “cittadini” con laurea magistrale ottenuta presso le Università statali e non statali, legalmente riconosciute (con esclusione di quelle telematiche) che hanno conseguito la votazione di 110 e lode, senza andare “fuori corso” e prima del compimento dei 30 anni, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2018 ed il 30 giugno 2019 o  “cittadini” dottori di ricerca che hanno ottenuto il titolo durante lo stesso arco temporale e prima del compimento dei 34 anni, presso le stesse Università appena citate.  L’agevolazione consiste in un beneficio, per dodici mesi, fino ad 8.000 euro sulla quota a carico del datore di lavoro, con esclusione di quanto dovuto per premi ed assicurazione all’INAIL. Il beneficio viene riconosciuto anche in caso di trasformazione, nello stesso periodo, di contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, previo possesso dei requisiti legali, ai quali si è appena fatto cenno.

Come si vede, si tratta di un intervento di “nicchia” che si inserisce in una filosofia, già presente in passato, che favoriscono singole categorie con incentivi diversi sia per la durata che per l’importo e che contribuiscono a disperdere le risorse in “mille rivoli” che non rispondono ad alcun disegno strategico.

Una osservazione che ritengo opportuno effettuare riguarda la identificazione dei lavoratori potenziali destinatari: oltre ai requisiti di cui personali di cui ho appena parlato, il disegno di legge aggiunge la parola “cittadini”, quasi a voler sottolineare, senza peraltro dirlo, la “italianità”: in ogni caso, dall’agevolazione non credo che possano essere esclusi i “cittadini comunitari” per i quali sussiste la piena equiparazione.

L’art. 50 si preoccupa di individuare un percorso “legale” per la fruizione che, a mio avviso, si aggiunge anche ad adempimenti già previsti da altre disposizioni, anche di natura amministrativa, che possono così sintetizzarsi:

  • L’esonero contributivo si applica a tutti i datori di lavoro privati (probabilmente, sono compresi tra questi gli Enti pubblici economici) con esclusione esplicita dei contratti di lavoro domestici (la ragione consiste nella specialità dei rapporti) e di tutti i datori di lavoro che rientrano nell’ampio spettro della Pubblica Amministrazione (individuati, principalmente, nell’art. 1, comma 2, del D.L. vo n. 165/2001);
  • Il beneficio non viene riconosciuto ai datori di lavoro che, nei dodici mesi antecedenti l’assunzione, hanno proceduto a licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o a licenziamenti collettivi per riduzione di personale nella stessa unità produttiva ove si intende procedere all’assunzione di personale con le stesse caratteristiche del giovane che si intende assumere. Se la disposizione resterà identica dopo il passaggio parlamentare, sarà necessario sottolineare come il blocco dell’assunzione e della relativa agevolazione vada ben oltre i sei mesi in cui sussiste il diritto di precedenza ad una riassunzione (art. 15, comma 6, della legge n. 264/1949) per i lavoratori licenziati ai quali mi sono riferito poc’anzi. L’ambito di riferimento è “la stessa unità produttiva” e non l’impresa nel suo complesso;
  • Il licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo del lavoratore assunto per il quale si è fruito dell’esonero o di un lavoratore che opera nella medesima unità produttiva, inquadrato con la stessa qualifica del lavoratore assunto, effettuato nei ventiquattro mesi successivi all’assunzione, comporta la revoca dell’esonero ed il recupero dell’incentivo fruito. Il limite dei due anni entro il quale l’agevolazione può essere ritirata in seguito ai predetti licenziamenti, è un termine molto più ampio rispetto a quelli, previsti in analoghe situazioni da provvedimenti precedenti (art. 1, comma 104, della legge n. 205/2017 – sei mesi – art. 54, comma 1, lettera b) del D.L.vo n. 81/2015 – dodici mesi -);
  • In caso di fruizione parziale del beneficio per fine anticipata del rapporto a tempo indeterminato agevolato (dimissioni, risoluzione consensuale, licenziamento), nell’ipotesi in cui un nuovo datore di lavoro assuma nel periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2019 lo stesso lavoratore, potrà fruire del beneficio residuo. Si tratta di una disposizione non nuova già presente in un caso analogo nel nostro ordinamento, come testimoniato dall’art. 1, comma 103, della legge n. 205/2017;
  • L’esonero contributivo è cumulabile con altre agevolazioni di natura economica e contributiva, previste da disposizioni statali o regionali. Su questo punto occorrerà attendere i chiarimenti amministrativi dell’INPS ma, rifacendosi anche ad interpretazioni già fornite in casi analoghi, si può affermare che, alle condizioni ivi previste per la fruizione, siano, senz’altro cumulabili i benefici ex art. 13 della legge n. 68/1999 o quelli dei lavoratori che fruiscono del trattamento di NASPI (20% del “quantum” non ancora percepito.
  • La fruizione dell’agevolazione è sotto posta alle regole del “de minimis”, rispetto al quale l’INPS ha, più volte, richiamato i principi di regolazione attraverso proprie circolari;
  • Regolarità contributiva e rispetto delle norme in materia di igiene e sicurezza sul lavoro (art. 1, comma 1175, della legge n. 296/2006);
  • Rispetto del trattamento economico e normativo relativo al CCNL di settore sottoscritto dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale e, se esistenti, rispetto degli accordi territoriali od aziendali (art. 1, comma 1175, della legge n. 296/2006);
  • Rispetto dei principi contenuti in materia di fruizione di benefici dall’art. 31 del D.L.vo n. 150/2015.

All’INPS è affidato l’onere di determinare, con propria circolare, le modalità di fruizione del beneficio ed i limiti dello stesso con l’individuazione, ad esempio, dei c.d. “contributi minori” ove deve continuare ad essere versata la quota a carico dei datori di lavoro.

C’è, a questo punto, da chiarire il significato del comma 10 che dispone, per la fruizione dell’esonero, l’applicazione delle procedure e dei controlli previsti dal D.M. “concertato” tra Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dell’Economia del 23 ottobre 2013 e dell’art. 24, commi 2, 4, 5, 7, 8, 9, 10 del D.L. n. 83/2012, convertito nella legge n. 134. Tali disposizioni concernono la fruizione, sotto forma di credito d’imposta, dei “benefit” per l’assunzione di personale qualificato. Se la norma, contenuta nel disegno di legge resterà così, sarà necessario (ma questo sarà compito dei Ministeri competenti e dell’INPS), raccordare modalità diverse, atteso che per il “bonus” concesso per un massimo di 8.000 euro per dodici mesi e per le assunzioni effettuate nel corso del 2019, sarebbe più agevole ricorrere alle modalità ed ai controlli già previsti dall’Istituto per analoghe situazioni.

Il finanziamento delle agevolazioni è a carico del Programma Operativo Nazionale (PON SPAO) “Sistema di Politiche Attive per l’Occupazione”: l’ANPAL provvederà a rendere effettivamente disponibili le risorse e, infine, le Regioni potranno integrare, nei limiti delle risorse, il finanziamento degli interventi.

 

Sull' autore

Eufranio Massi
Eufranio Massi 230 posts

E' stato per 40 anni dipendente del Ministero del Lavoro. Ha diretto, in qualità di Dirigente, le strutture di Parma, Latina, i Servizi Ispettivi centrali, Modena, Verona, Padova e Piacenza. Collabora, da sempre, con riviste specializzate e siti web sul tema lavoro tra cui Generazione vincente blog.

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