Per l’attivazione dello smart-working, o lavoro agile, in azienda qual è la procedura?

Per l’attivazione dello smart-working, o lavoro agile, in azienda qual è la procedura?
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Vorremmo attivare lo smart-working in azienda. Potrei avere qualche indicazione di massima da dove partire, soprattutto se ci sono problemi in merito ad eventuali infortuni?

Risposta del Dott. Roberto Camera:

Innanzitutto, l’azienda deve verificare quali mansioni potranno essere “esternalizzate” con il lavoro agile e con quale modalità: tempo pieno per un periodo, alcuni giorni la settimana, alcune ore al giorno. Poi, vanno valutati, in base alle attività da esternalizzare, gli ambiti della Sicurezza, Privacy e le modalità di interazione (es. Skype, ecc.). Vanno, infine, verificati gli strumenti informatici da fornire per l’attività lavorativa. Nessun problema sotto l’aspetto infortuni: l’INAIL, con la circolare 49/2017, ha evidenziato come “i datori di lavoro non hanno alcun obbligo di denuncia ai fini assicurativi se il personale dipendente, già assicurato per le specifiche attività lavorative in ambito aziendale, sia adibito alle medesime mansioni in modalità agile che non determinano una variazione del rischio”. La normativa di riferimento è la legge 81/2017 (artt. 18 e ss.)

Leggi anche: Il lavoro agile: problemi e prospettive [E. Massi]

di seguito un estratto dal testo della Legge 81/2017:

Art. 18. Lavoro agile

1.) Le disposizioni del presente capo, allo scopo di incrementare la competitività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, promuovono il lavoro agile quale modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa. La prestazione lavorativa viene eseguita, in parte all’interno di locali aziendali e in parte all’esterno senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.

2.) Il datore di lavoro è responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore per lo svolgimento dell’attività lavorativa.

[…]

4.) Gli incentivi di carattere fiscale e contributivo eventualmente riconosciuti in relazione agli incrementi di produttività ed efficienza del lavoro subordinato sono applicabili anche quando l’attività lavorativa sia prestata in modalità di lavoro agile.

5.) Agli adempimenti di cui al presente articolo si provvede senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.

Sull' autore

Roberto Camera
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Funzionario dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro e relatore in convegni sulla gestione del personale. Ha creato, ed attualmente cura, il sito internet http://www.dottrinalavoro.it in materia di lavoro. (*Le considerazioni sono frutto esclusivo del pensiero dell’autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza)

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