Per sostituire una dipendente che sta andando in maternità devo rispettare il limite del 30%?

Per sostituire una dipendente che sta andando in maternità devo rispettare il limite del 30%?
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Ho letto su un quotidiano che non è più possibile assumere lavoratori a termine in caso di raggiungimento della soglia del 30%, prevista per i contratti a termine e i somministrati. Siccome devo assumere una persona che sta andando in maternità chiedevo come poter fare.

Risposta del Dott. Roberto Camera

Dalla percentuale massima sono esclusi i lavoratori assunti per sostituire altri lavoratori assenti con il diritto alla conservazione del posto di lavoro (articolo 23, comma 2, lettera e, del decreto legislativo 81/2015).

Di seguito un estratto dal decreto legislativo 81/2015:

Art. 23. Numero complessivo di contratti a tempo determinato

1.) Salvo diversa disposizione dei contratti collettivi non possono essere assunti lavoratori a tempo determinato in misura superiore al 20 per cento del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell’anno di assunzione, con un arrotondamento del decimale all’unità superiore qualora esso sia eguale o superiore a 0,5. Nel caso di inizio dell’attività nel corso dell’anno, il limite percentuale si computa sul numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al momento dell’assunzione. Per i datori di lavoro che occupano fino a cinque dipendenti è sempre possibile stipulare un contratto di lavoro a tempo determinato.

2.) Sono esenti dal limite di cui al comma 1, nonché da eventuali limitazioni quantitative previste da contratti collettivi, i contratti a tempo determinato conclusi:

  • nella fase di avvio di nuove attività, per i periodi definiti dai contratti collettivi, anche in misura non uniforme con riferimento ad aree geografiche e comparti merceologici;
  • da imprese start-up innovative di cui all’articolo 25, commi 2 e 3, del decreto-legge n. 179 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 221 del 2012, per il periodo di quattro anni dalla costituzione della società ovvero per il più limitato periodo previsto dal comma 3 del suddetto articolo 25 per le società già costituite;
  • per lo svolgimento delle attività stagionali di cui all’articolo 21, comma 2;
  • per specifici spettacoli ovvero specifici programmi radiofonici o televisivi o per la produzione di specifiche opere audiovisive;
  • per sostituzione di lavoratori assenti;
  • con lavoratori di età superiore a 50 anni.

Sull' autore

Roberto Camera
Roberto Camera 489 posts

Funzionario dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro e relatore in convegni sulla gestione del personale. Ha creato, ed attualmente cura, il sito internet http://www.dottrinalavoro.it in materia di lavoro. (*Le considerazioni sono frutto esclusivo del pensiero dell’autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza)

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4 Commenti

  1. fabio
    novembre 21, 13:37 Reply

    Buongiorno Dr. Camera.
    Le disposizioni della Legge 96 di conversione al decreto dignità si applicano anche ai contratti a termine per colf e badanti?

    Cordiali saluti.

    • Roberto
      novembre 21, 21:31 Reply

      Sì, in quanto non diversamente previsto.

  2. manuluc
    novembre 09, 13:52 Reply

    Buongiorno,
    riguardo al limite del 30%, per il quale nella recente circolare 17 viene stabilito che i CCNL, anche precedentemente in vigore, possono derogare, una azienda che applica il CCNL della Metalmeccanica Industria, in cui non viene posto un limite all’assunzione di lavoratori in somministrazione, può andare oltre questo limite, continuando a rispettare quello del 20% relativo ai tempi determinati diretti?
    Grazie

    • Roberto
      novembre 10, 16:50 Reply

      Il 20% è rimasto come limite per i soli contratti a termine diretti. Nel caso in cui il contratto collettivo applicato in azienda non preveda anche un limite massimo dei somministrati, deve essere applicato il 30% previsto dalla legge. In definitiva, un limite alla somministrazione a termine ci deve comunque essere, sia esso imposto dal legislatore o dalla contrattazione collettiva.

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