GDPR pubblicato in Gazzetta Ufficiale, l’Italia si adegua alla rivoluzione della Privacy

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che cambia le regole relative alla protezione dei dati personali

GDPR pubblicato in Gazzetta Ufficiale, l’Italia si adegua alla rivoluzione della Privacy
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Il Consiglio dei Ministri ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 205 del 4 settembre 2018, il Decreto Legislativo 10 agosto 2018, n. 101. Con il decreto cambia radicalmente il “modus” delle aziende di gestire i dati personali, e non è più possibile rimandare l’adeguamento alle nuove, stringenti regole a tutela della privacy dei cittadini europei.

Il nostro Paese, quindi, allinea la propria normativa alla rivoluzione della privacy voluta dall’Europa, nota appunto con il nome di GDPR (General data protection regulation).

Il regolamento in realtà è scattato il 24 maggio (quando il regolamento GDPR è entrato automaticamente in vigore), ma si aspettava il decreto italiano per adeguare la normativa nazionale alle regole continentali “Ora il quadro normativo è completo e non ci sono più alibi per le aziende” dice Francesco Modafferi dirigente del Garante Privacy che molto da vicino sta seguendo l’adeguamento alla nuova normativa.

Il decreto comunque sarà, almeno inizialmente, più permissivo, illustra tra le altre cose il Garante che in questi primi otto mesi, nell’erogare le sanzioni, “tiene conto del fatto che siamo in una fase iniziale di attuazione”. Il che vuol dire che per ora si eviterà di essere troppo punitivi verso le aziende ritardatarie. Si eserciterà una certa gradualità. Il legislatore va incontro così a quanto richiesto dal Parlamento (nel parere dato dalla Commissione speciale Camera e Senato a questo decreto), che però addirittura avrebbe voluto una temporanea sospensione delle ispezioni del Garante.

Appunto il ritardo delle aziende è un punto focale, queste ultime rischiano, rimandando ancora gli adeguamenti, sanzioni fino a 20 milioni di euro o il 4% del fatturato globale. Per aiutare la vita delle PMI, un’altra delle novità del decreto è che si chiede al Garante Privacy di promuovere linee guida per fissare modalità di adeguamento semplificate ad hoc per loro. “Adesso le regole sono complete e l’arbitro può fischiare il calcio d’inizio”, dice Modafferi. L’arbitro sarà appunto il Garante Privacy, che in questi giorni farà ispezioni, sanzioni. Ma non solo. “Restano da fare ancora alcune regole di secondo livello, da parte del Garante Privacy, come previsto dal decreto”, aggiunge.

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