Un’azienda bulgara, con cui abbiamo un appalto, ha mandato un documento tradotto in italiano per dimostrare l’equivalenza delle retribuzioni tra i lavoratori dei due Paesi. È valido?

Un’azienda bulgara, con cui abbiamo un appalto, ha mandato un documento tradotto in italiano per dimostrare l’equivalenza delle retribuzioni tra i lavoratori dei due Paesi. È valido?
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Abbiamo un appalto con una azienda bulgara. Questa azienda, per dimostrare che i lavoratori che verranno in Italia a lavorare verranno retribuiti come i nostri lavoratori, hanno inviato un documento da loro tradotto in italiano. Secondo lei è un’attestazione valida, ma soprattutto, dimostra la conformità con le retribuzioni italiane?

Segue la risposta di Roberto Camera:

Il documento, qualora mancante di un timbro da parte del consolato/ambasciata italiana, è da considerare privo di ufficialità e quindi, a mio avviso, non potrà essere preso in considerazione in caso di verifica ispettiva.

L’azienda committente dovrebbe verificare la regolarità del contratto di lavoro e le relative buste paga corrisposte al lavoratore distaccato. Tutta la documentazione dovrà essere tradotta da un organo ufficiale italiano.

Ricordo che il D.L.vo n. 136/2016 prevede una equiparazione, durante il periodo di distacco, tra i lavoratori della committente e gli stessi lavoratori distaccati. Le «medesime condizioni di lavoro e di occupazione» riguardano:

  1. periodi massimi di lavoro e periodi minimi di riposo
  2. durata minima delle ferie annuali retribuite
  3. trattamenti retributivi minimi, compresi quelli maggiorati per straordinari
  4. condizione di cessione temporanea dei lavoratori
  5. salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
  6. tutela della maternità
  7. parità di trattamento

Inoltre, dovreste verificare la nomina dei referenti (domiciliati in Italia), nominati dall’appaltatore, che dovranno:

  • tenere i rapporti con le parti sociali interessate
  • inviare e ricevere gli atti ed i documenti relativi al distacco e tenere i rapporti con le pubbliche amministrazioni

Infine, oltre a ricevere il modello A1, l’azienda committente dovrebbe verificare anche l’avvio del distacco attraverso la comunicazione prevista sul sito cliclavoro.gov.it.

Sull' autore

Roberto Camera
Roberto Camera 451 posts

Funzionario dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro e relatore in convegni sulla gestione del personale. Ha creato, ed attualmente cura, il sito internet http://www.dottrinalavoro.it in materia di lavoro. (*Le considerazioni sono frutto esclusivo del pensiero dell’autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza)

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