Approvata dalla Camera la legge di conversione del decreto dignità : le novità introdotte

Via libera definitivo dalla Camera al decreto dignità. Il provvedimento con testo rettificato passa ora all'esame del Senato. Molte le novità in materia di contratti a termine, di contratti di somministrazione e licenziamento illegittimo

Approvata dalla Camera la legge di conversione del decreto dignità : le novità introdotte
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Nella serata del 2 agosto 2018, la Camera ha approvato, con 312 voti a favore, 190 contrari e un astenuto, la legge di conversione del Decreto Dignità. Il provvedimento passa ora al Senato.

Le disposizioni del decreto dignità, tra l’altro:

  • modificano la disciplina dei contratti di lavoro a termine, di somministrazione di lavoro e in materia di licenziamento illegittimo;
  • intervengono in materia di esecuzione di provvedimenti giurisdizionali riguardanti diplomati magistrali e prevedono una procedura concorsuale straordinaria per la copertura di parte dei posti vacanti e disponibili nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria;
  • eliminano il termine massimo complessivo di durata previsto per i contratti a tempo determinato del personale della scuola, per la copertura di posti vacanti e disponibili;
  • pongono condizioni e limiti alla delocalizzazione delle imprese;
  • vietano la pubblicità su giochi e scommesse e innalzano la misura del prelievo erariale unico sulle vincite da apparecchi da gioco;
  • ridefiniscono il regime giuridico e fiscale dello sport dilettantistico;
  • ridisegnano il perimetro e i termini di alcuni adempimenti posti a carico dei contribuenti (redditometrospesometrosplit payment) e prorogano al 2018 il regime di compensazione per le cartelle esattoriali al 2018.

Dal punto di vista lavoristico, il decreto dignità contiene misure volte al contrasto del precariato ed interviene in materia di contratti a termine, di contratti di somministrazione a tempo determinato, nonché in materia di licenziamento illegittimo. Più specificamente:

  • si modifica la disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato, con riferimento ai limiti di durata, ai limiti e ai presupposti per i rinnovi e le proroghe, alla forma del contratto, al termine di decadenza per l’impugnazione del contratto medesimo. In particolare, viene ridotta la durata massima del contratto di lavoro a termine prevedendo un limite di 12 mesi, e vengono definite alcune ipotesi (causali) in cui il contratto può avere una durata superiore, nel rispetto di un limite massimo di 24 mesi;  Le suddette modifiche si applicano ai contratti stipulati successivamente alla data di entrata in vigore del decreto (14 luglio 2018), nonché ai rinnovi ed alle proroghe dei contratti a termine successivi al 31 ottobre 2018, come precisato nel corse dell’esame in sede referente;
  • Con riferimento al contratto di somministrazione a tempo determinato sono stati disciplinati i limiti quantitativi applicabili. Il comma 01 (inserito in sede referente) – attraverso la sostituzione dell’articolo 31, comma 2, del D.Lgs. 81/2015 dispone che, salvo diversa previsione dei contratti collettivi applicati dall’utilizzatore e fermo restando il limite disposto dall’articolo 23 del richiamato D.Lgs. 81/2015 in materia di numero complessivo dei contratti a tempo determinato, il numero dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato ovvero con contratto di somministrazione a tempo determinato non può eccedere complessivamente il 30 per cento del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza presso l’utilizzatore al 1° gennaio dell’anno di stipula del suddetto contratto;
  • è stata configurata l’ipotesi di somministrazione fraudolenta, ovvero quando la somministrazione di lavoro è posta in essere con la specifica finalità di eludere norme inderogabili di legge o di contratto collettivo applicata al lavoratore, il somministratore e l’utilizzatore sono puniti con un’ammenda di 20 euro per ciascun lavoratore coinvolto e ciascun giorno di somministrazione;
  • si modificano i limiti minimi e massimi dell’indennità di licenziamento illegittimo, incrementando, in alcune ipotesi, il contributo previdenziale addizionale concernente i rapporti di lavoro subordinato a termine;
  • previste regole sanzionatorie: i rapporti a termine senza le prescritte causali verranno “puniti” con la trasformazione a tempo indeterminato;
  • previsto un periodo transitorio, sino al 31 ottobre: per i contratti a tempo determinato, i rinnovi e le proroghe, le nuove regole si applicheranno dal 1° novembre 2018.

In sede referente sono state introdotte alcune disposizioni in materia di prestazioni occasionali, modificando la disciplina dettata dall’articolo 54-bis del D.L. 50/2017 prevedendo, tra l’altro:

  • Modifiche alle nuove Prestazioni Occasionali: possibile utilizzo per le aziende alberghiere e le strutture del settore turistico. La durata massima dell’utilizzo sale da tre a dieci giorni. Possibili comunicazioni per il tramite degli intermediari;
  • che i prestatori autocertifichino la propria condizione all’atto della registrazione presso la piattaforma informatica INPS e che, nel settore agricolo, autocertifichino la non iscrizione, nell’anno precedente, negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli;
  • l’ampliamento del novero dei soggetti  tenuti a comunicare la data di inizio e il monte orario complessivo presunto, comprendendovi non solo l’imprenditore agricolo (come attualmente previsto), ma anche l’utilizzatore l’azienda alberghiera o la struttura ricettiva che opera nel settore del turismo, nonché gli enti locali e stabilendo che per i suddetti soggetti l’arco temporale di riferimento della durata della prestazione non deve essere superiore a 10 giorni (in luogo dei 3 attualmente previsti);
  • esclude l’applicazione della sanzione prevista in caso di violazione accertata di uno dei divieti di ricorso al contratto di prestazione occasionale, nel caso in cui la suddetta violazione derivi da informazioni incomplete o non veritiere contenute nelle autocertificazioni rese da talune tipologie di prestatori.

Sempre nel corso dell’esame in sede referente è stata disposta una riduzione dei contributi previdenziali, in favore dei datori di lavoro privati, con riferimento alle assunzioni con contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato (a tutele crescenti), effettuate nel biennio 2019-2020, di soggetti aventi meno di 35 anni e che non abbiano avuto (neanche con altri datori) precedenti rapporti di lavoro a tempo indeterminato. La riduzione è applicata su base mensile, per un periodo massimo di 36 mesi; la misura massima della riduzione è pari a 3.000 euro su base annua.

  Legge di conversione

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