Decreto Dignità: la relazione tecnica prevede 80 mila posti in meno in 10 anni

Il Decreto Dignità porterà ad una contrazione di 80mila posti di lavoro in dieci anni. Sarebbe l'effetto della stretta sui tempi determinati, un coro di critiche si solleva dall’opposizione

Decreto Dignità: la relazione tecnica prevede 80 mila posti in meno in 10 anni
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Il Decreto Dignità è stato pubblicato da pochi giorni in Gazzetta Ufficiale e già solleva un polverone di polemiche all’interno del governo e anche con l’opposizione. Secondo i calcoli inseriti nella relazione tecnica che accompagna la misura, il decreto dignità potrebbe distruggere la bellezza di 8 mila posti di lavoro ogni anno.

Un attacco al provvedimento voluto con forza dal M5S, e in particolare dal ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, viene dalle opposizioni, che puntano il dito contro il pacchetto di norme.

“80mila posti di lavoro in meno in 10 anni. Sono quelli che prevede la relazione del decreto dignità. Ma non doveva essere la Waterloo del precariato? Il problema del lavoro non si risolve distruggendolo” si legge in un Tweet del segretario del Partito Democratico Maurizio Martina, con tanto di allegato che consiste in una tabella con gli effetti finanziari del Decreto Dignità.

Leggi anche l’editoriale di Eufranio Massi: Decreto dignità: cosa cambia per contratti a termine, somministrazione e licenziamenti

A dare manforte a Maurizio Martina ci sono anche le parole del capogruppo del Pd a palazzo Madama, Andrea Marcucci: “Se l’obiettivo di Di Maio, con il decreto dignità, è la decrescita infelice – osserva il senatore Dem – si può dire con obiettività che la strada è quella giusta. Non si è mai visto nella storia della Repubblica un governo che nella relazione tecnica di un provvedimento prevede di ottenere 80 mila posti di lavoro in meno. La cosa incredibile che la narrazione 5 Stelle presentava il decreto come risolutivo contro il precariato”.

Un boom di parole critiche vengono anche da altre forze politiche. Su Twitter, la vicepresidente della Camera, Mara Carfagna scrive: “Luigi Di Maio prometteva più posti di lavoro e invece candidamente ammette che il decreto dignità li riduce. Tra propaganda e realtà”.  A far sentire la sua voce è anche la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. “Il primo decreto del ministro del Lavoro Di Maio? Persi almeno 8.000 posti di lavoro ogni anno. Non lo dice Fratelli d’Italia, lo scrive lo stesso governo nella relazione tecnica che accompagna il decreto. Che ‘dignità’ c’è nel far perdere il lavoro alla gente?”.

  Leggi il testo del Decreto Dignità

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