Decreto Dignità: al via il provvedimento, tornano modifiche alla somministrazione

Decreto Dignità: al via il provvedimento, tornano modifiche alla somministrazione

Nella tarda serata di ieri è stato approvato il Decreto Dignità. Il Consiglio dei ministri ha confermato il pacchetto di norme che portano la firma del Ministro del Lavoro Ligi Di Maio.

La “Waterloo del precariato”, come da lui stesso definito, porta con sé diverse sorprese: una fra tutte è l’inserimento della stretta ai contratti in somministrazione che lo stesso ministro aveva escluso nei giorni scorsi, mostrando un’apertura al confronto con gli attori principali del settore che però non c’è mai stata.

Ma veniamo al contenuto del Decreto Dignità. Tra le principali misure c’è soprattutto un pacchetto di articoli per scardinare una parte del Jobs Act. Su questo i 5 stelle hanno dovuto superare i dubbi della Lega. Nel testo del decreto vengono aggiunti alcuni punti, come la riduzione da 36 a 24 mesi dei contratti a termine con causale (senza la quale la durata massima viene ridotta a 12 mesi) o l’aumento del 50% all’indennizzo per i licenziamenti senza giusta causa.

Per incoraggiare le imprese a forme di lavoro più stabili, inoltre, si prevede l’aumento dello 0,5% del contributo addizionale – attualmente pari all’1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, a carico del datore di lavoro, per i rapporti di lavoro subordinato non a tempo indeterminato – in caso di rinnovo del contratto a tempo determinato, anche in somministrazione.

Poi nel caso di contratti oltre i 12 mesi si torna alle causali: temporanee e oggettive o per esigenze sostitutive; connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria; per picchi e attività stagionali.

Le critiche piovono da ogni lato su un decreto che minaccia di essere il colpo di grazia all’occupazione del nostro Paese invece di incentivarla. “Contrariamente a quanto annunciato dal ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro nei giorni scorsi, da indiscrezioni si apprende che il testo del cosiddetto decreto Dignità conterrebbe interventi sulla somministrazione di lavoro tali da suscitare profonde preoccupazioni per il futuro di un istituto che garantisce la giusta retribuzione, quella prevista dai contratti nazionali, e tutte le tutele del lavoro dipendente”. Lo sottolinea in una nota Assolavoro.

Si rischia così: “una forte riduzione occupazionale per i lavoratori in somministrazione unitamente a una riduzione della durata dei rapporti di lavoro, visto il nuovo regime delle proroghe che si ipotizza”. E Assolavoro a questo punto richiede “con forza l’urgenza di un confronto così da evitare interventi disastrosi”.

Anche Confcommercio fa sentire la sua bocciatura al provvedimento: “la reintroduzione delle causali e l’aumento incrementale del contributo per le imprese che rappresentano una fortissima penalizzazione per le aziende del terziario e del turismo”.

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