Decreto Dignità: il testo provvisorio dal Ministero del Lavoro

Decreto Dignità: il testo provvisorio dal Ministero del Lavoro
image_pdfimage_print

Il Decreto Dignità sta per arrivare sul tavolo del Consiglio dei Ministri, o comunque, entro la fine della settimana, come detto dal ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, per evitare l’obbligo della fatturazione elettronica che scatta il primo luglio.

Il decreto dignità è il primo provvedimento del governo M5S-Lega ed ha come base quattro punti fondamentali.

Il primo punto riguarda le imprese e prevede:

  • stop allo split payment per i professionisti;
  • l’abolizione anticipata dello spesometro (era già previsto per il 1° gennaio 2019);
  • stop del redditometro;
  • l’addio agli studi di settore;

Il secondo punto toccato dal DL è invece rivolto alla delocalizzazione delle imprese, “perché non esiste che te ne vai all’estero se prendi soldi dall’Italia” ha evidenziato il ministro del Lavoro. “Dobbiamo stabilire il principio che preveda che ogni forma di aiuto statale (che sono soldi degli italiani e degli imprenditori) – ha sottolineato ancora Di Maio – che finisce nelle casse di una multinazionale lo si possa recuperare e con gli interessi anche del 200% o da qui non te ne vai”. Quindi si punta a ridurre gli incentivi fiscali del pacchetto Industria 4.0 (superammortamento e iperammortamento) su macchinari e strumenti tecnologici innovativi per quelle aziende straniere con stabile organizzazione in Italia, che poi delocalizzano all’estero la produzione.

Punto numero tre, la precarietà. Novità in materia giuslavoristica con delle modifiche che prevedono:

  • Durata massima del primo contratto a termine fissata a 12 mesi;
  • La riduzione del numero di proroghe che passano da 5 a 4;
  • Il ritorno delle causali dopo il primo contratto che con molta probabilità saranno tre: ragioni oggettive e temporanee comprese le sostituzioni di personale; incrementi estemporanei e non programmabili dell’attività; attività stagionali;
  • Di riportare i contratti di somministrazione sotto il tetto numerico di lavoratori del 20%, per i quali, fino ad oggi, si applicano solo le eventuali soglie fissate dai contratti collettivi di lavoro. “Se la nuova norma dovesse computare anche i Ctd per il lavoro stagionale nella percentuale del 20% – commenta Arturo Maresca (diritto del lavoro, Università La Sapienza) – cosa mai accaduta nel nostro Paese, sarebbe impossibile gestire una serie di attività stagionali specialmente nelle Pmi che sono un pezzo fondamentale del sistema produttivo italiano”.
  • L’abolizione della somministrazione a tempo indeterminato (c.d. staff leasing). Per quella a tempo determinato è previsto un costo contributivo crescente di 0,5 punti per ogni rinnovo, a partire dal secondo.

Le nuove norme si applicano alla disciplina in corso, dunque, si specifica che non c’è un periodo transitorio. Che invece si applica ai contratti di somministrazione in corso.

Infine, il provvedimento conterrà una norma per abolire gli spot pubblicitari per il gioco d’azzardo “che sta distruggendo le famiglie”. In particolare il divieto di pubblicità e sponsorizzazioni e trasmissioni televisive collegate a lotterie, su tutti i mezzi di comunicazione, compreso il web.

  “decreto dignità” – relazione illustrativa (bozza in pdf)

Sull' autore

Potrebbe interessarti anche

0 Commenti

Non ci sono commenti al momento!

Puoi essere il primo a commentare questo post!

Lascia un commento