L’esercito dei 700k somministrati: uno su tre assunto dall’azienda utilizzatrice

L’esercito dei 700k somministrati: uno su tre assunto dall’azienda utilizzatrice
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Sono circa 700 mila i somministrati che grazie alle Agenzie per il Lavoro sono riusciti ad accedere al mercato del lavoro nel 2017. Un esercito che grazie al contratto di somministrazione è riuscito ad avere un lavoro con tutte le tutele garantite dalla legge e una retribuzione prevista dal contratto di lavoro. Un modo trasversale di accedere al lavoro che permette ai più giovani di muovere i primi passi professionali, ma anche di ricollocare i più esperti che il lavoro lo hanno perso e che vogliono ripartire.

Assolavoro, l’associazione di categoria della Agenzie per il Lavoro, che ne comprende 90 autorizzate dal ministero con circa 2500 sportelli e 12 mila dipendenti, in occasione dell’assemblea pubblica svoltasi ieri a Roma, ha fatto un’istantanea dei dati e delle tendenze sulla somministrazione. L’utilizzo dei lavoratori somministrati fa registrare una crescita del 12% su base annua.

Nel solo 2017 il numero di somministrati è stato poco meno di 450 mila, con un trend in crescita del 24,6% in rapporto all’anno precedente. Con l’ausilio di attività di ricerca e selezione del personale delle Agenzie 52 mila lavoratori sono stati assunti direttamente dalle aziende utilizzatrici, con profili medio-alti e contratti stabili.  

Un lavoratore su tre era precedentemente disoccupato prima di essere formato e somministrato dalle Agenzie per il Lavoro, il 39% è donna. Più della metà (53,7%) dei lavoratori in somministrazione è giovane, meno di 34 anni. Un trend positivo anche per quanto riguarda i giovanissimi, cioè i lavoratori che hanno meno di 24 anni: dal 18% circa del totale dei somministrati si è passati al 20,1% dell’anno 2017. Dai dati rilevati un somministrato su tre, dopo aver lavorato per  l’Agenzia per il Lavoro, riesce ad avere un contratto stabile.

Per quanto concerne i progetti di alternanza scuola-lavoro, le agenzie sono in prima linea. Difatti hanno agevolato e favorito in un anno circa 450 mila studenti di 500 scuole attraverso 250 mila ore di alternanza.

I somministrati hanno, per legge, diritto alla stessa retribuzione e alle stesse tutele che spettano ai dipendenti dell’azienda presso cui prestano la loro attività. “La somministrazione è uno strumento che dà garanzie di flessibilità alle imprese e di tutele ai lavoratori, spero non si voglia cancellare una norma per tornare al Novecento”, queste le parole del presidente di Assolavoro Alessandro Ramazza. Cinque le sfide per il futuro che l’associazione vuole portare all’attenzione del nuovo governo. “La prima sfida è quella del contrasto al lavoro nero e illegale. Nel nostro Paese questo fenomeno è ancora estremamente diffuso: si stima siano 3 milioni e mezzo i lavoratori in nera E lo strumento della somministrazione può essere estremamente utile a contrastare questo fenomeno” evidenzia ancora Ramazza.

Di questi somministrati circa il 20%, in precedenza, era impantanato in un lavoro che svolgeva “in nero” o “in grigio”. Un modo di lavorare, quello irregolare, che produce quasi 100 miliardi del PIL, quindi il 6,5% del prodotto interno lordo del nostro Paese, e che sottrae alle casse dello Stato poco più di 40 miliardi di euro l’anno.

Altri fenomeni che si combattono sono il caporalato che interessa soprattutto il Sud e i lavoratori agricoli e le agenzie “falsamente estere” che utilizzano i lavoratori somministrati in Italia pagandoli meno perché hanno ufficialmente sede in altri Paesi. Una delocalizzazione all’inverso. Le altre sfide riguardano i giovani che hanno bisogno di accedere al mercato del lavoro, la loro formazione e il difficile passaggio di chi deve ricollocarsi dopo aver perso il lavoro. Ultimo punto fondamentale sono i servizi al lavoro che devono necessariamente essere rafforzati soprattutto tramite la riforma dei Centri per l’impiego.

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