La quota 100 per le pensioni, come superare la legge Fornero

La quota 100 per le pensioni, come superare la legge Fornero
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Tra i primi punti programmatici del nuovo governo a trazione Lega-5 stelle ci sono le pensioni, più precisamente il superamento della legge Fornero e dell’attuazione della nota quota 100. Dal palco della manifestazione del Movimento 5 Stelle a Roma, ne ha parlato Luigi Di Maio, neo ministro del Lavoro, assicurando che, come prevede il contratto di governo 5S-Lega, l’esecutivo andrà avanti con quota 100 per superare la legge Fornero.

Ma come funziona e cos’è la quota 100 per le pensioni? In sintesi è l’opportunità per i lavoratori di andare in pensione quando la somma dell’età anagrafica e degli anni di contributi versati è pari almeno a 100. Con degli specifici requisiti minimi che riguardano sia l’età all’anagrafe che un minimo di anni di contribuzione.

All’interno del contratto di governo siglato da Lega e Movimento 5 stelle si legge dell’impegno a “provvedere all’abolizione degli squilibri del sistema previdenziale introdotti dalla riforma delle pensioni cd. “Fornero”, stanziando 5 miliardi per agevolare l’uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse”.

“Daremo fin da subito la possibilità di uscire dal lavoro – si legge nel testo – quando la somma dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100, con l’obiettivo di consentire il raggiungimento dell’età pensionabile con 41 anni di anzianità contributiva, tenuto altresì conto dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti”.

Nell’accordo tra le due parti politiche si dice anche della necessità di “riordinare il sistema del welfare prevedendo la separazione tra previdenza e assistenza”. “Prorogheremo – scrivono i leghisti e i pentastellati – la misura sperimentale ‘opzione donna’ che permette alle lavoratrici con 57-58 anni e 35 anni di contributi di andare in quiescenza subito, optando in toto per il regime contributivo”.

Per quanto riguarda i costi della riforma che modifica le pensioni lanciata dal governo Giallo-Verde ha dato il suo parere anche il presidente dell’Inps Tito Boeri. Dare l’opportunità di uscire dal mondo del lavoro con quota 100 tra età e contributi, come previsto dal contratto di governo, avrebbe un costo, secondo i dati di Tito Boeri, di 15 miliardi per il primo anno e di un massimo di 20 miliardi all’anno per i successivi.

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