Industria 4.0: le PMI valutano positivamente gli incentivi nonostante la troppa “ignoranza”

Industria 4.0: le PMI valutano positivamente gli incentivi nonostante la troppa “ignoranza”
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Il piano nazionale Industria 4.0 riscuote apprezzamenti piuttosto positivi da parte delle Piccole e Medie imprese italiane. Circa una su quattro valuta “discreti” gli esiti del piano, che però è sembra vadano a privilegiare le grandi aziende. Il 24,1% ne dà un giudizio positiva, prediligendo d’altra parte che il piano fosse pluriennale. Il 17,7% valuta gli esiti pienamente positivi, evidenziando che la situazione è particolarmente migliorata. Un giudizio negativo, invece, è dato da un 15,2% che lo definisce confuso e non rispondente alle esigenze delle PMI. Chi lo vede troppo sbilanciato verso i privati è lo 0,6%.

Per quanto riguarda gli incentivi di Industria 4.0 stanziati dall’esecutivo nel triennio 2018-2020, il 41,8% delle PMI del comparto meccanica esprime un pieno gradimento, rimarcando il fatto che le misure possono dare un’accelerata consistente delle aziende. Un terzo, più precisamente il 31%, dichiara che i accorgimenti costituiscono una buona base di partenza ma risultano ancora insufficienti. Circa il 9%, al contrario, riferisce un pensiero negativo, in quanto occorre predisporre un piano con una strutturazione maggiore.

Sono i dati della ricerca sull’Industria manifatturiera meccanica da GRS Ricerca e Strategia, eseguita su un campione di 253 aziende italiane del settore della meccanica nei mesi di gennaio-febbraio 2018,  resi noti in concomitanza con il Forum Trasformazione Digitale promosso da Fabbrica per l’eccellenza.

A fare da contraltare esiste anche una sorta di “ignoranza” nei confronti del piano nazionale di quasi un quinto degli intervistati. Infatti si può evincere che 1 su 5, nei dati diffusi in occasione del Forum di Fabbrica per l’Eccellenza, non conosce le misure del Governo in materia di Industria 4.0.

Esiste poi anche una sorta di classifica per il gradimento delle misure che compongono il Piano: il Super/iperammortamento riceve un giudizio positivo dal 71,5% del campione, il credito d’imposta dal 67,8%, il miglioramento delle infrastrutture digitali abilitanti dal 63%, il potenziamento del fondo di garanzia per le Pmi dal 52,8%, la de-fiscalizzazione dei premi di produzione dal 54,2%, gli incentivi per piani formativi dal 47,9%, la creazione dei gruppi di lavoro dal 39,3%.

Per quanto concerne l’obiettivo formativo di Industria 4.0 per le PMI, il 2018 è l’anno dell’avvio dei competence center. Questi sono dei poli costituiti da università di eccellenza e imprese che si dovranno occupare dell’orientamento e della formazione delle Aziende (in particolare pmi) e dell’attuazione di progetti di innovazione tra i quali: big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, sistemi cyber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo macchina, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali. Tutte tecnologie che in futuro saranno applicate da tutte le aziende, dalle grandi alle piccolissime.

 

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