Inps: Tito Boeri in difesa dei Rider della Gig economy

Inps: Tito Boeri in difesa dei Rider della Gig economy
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Anche l’Istituto di previdenza a preso a cuore la situazione paradossale dei rider, infatti, il presidente Inps Tito Boeri dichiara: “Stiamo lavorando”, “per definire forme di monitoraggio delle piattaforme di intermediazione della gig economy” cioè quelle forme di “lavoretti”, di norma svolti da giovani per arrotondare, ma che possono trasformarsi in una prima attività sia per la disoccupazione che per la difficoltà di arrivare alla fine del mese.

I controlli saranno utili per, rincara Boeri, “vincolare da un lato il datore di lavoro a versare i contributi e dall’altro per tutelare i lavoratori per esempio in caso di malattia o maternità”. Lo scopo è “registrare quelle piattaforme ed essere noi stessi una piattaforma”.

“La gig economy – ha sottolineato Boeri – è un fenomeno nuovo sul quale non siamo attrezzati. E un fenomeno complesso che crea opportunità di lavoro per chi ha esigenze temporanee di reddito, come per esempio gli studenti che hanno bisogno di elevata flessibilità e che quindi non possono avere un rapporto strutturato”.

“C’è però un problema – ha concluso il presidente dell’Inps – nasce come lavoro autonomo, ma ha caratteristiche tipiche di lavoro subordinato, spesso il committente è unico, le modalità non sono tali da coniugare flessibilità con le tutele per i lavoratori. Per questo – ha concluso – siamo al lavoro per cercare di definire modalità che ci permettano di monitorare queste piattaforme”.

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