Disoccupazione: secondo l’Istat stabile all’11%, tra i giovani si torna ai minimi del 2011

Disoccupazione: secondo l’Istat stabile all’11%, tra i giovani si torna ai minimi del 2011
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Secondo l’Istat i valori dei dati sul mercato del lavoro sono molto positivi. L’istituto di statistica sottolinea che a marzo il tasso di disoccupazione generale rimane stabile all’11,0%, continuando a viaggiare sui livelli più bassi da settembre del 2012 ma con valori più alti di 5 punti percentuali in relazione a quelli pre-crisi.

Aumentano gli occupati (+62 mila, rispetto a febbraio), mentre sono in forte diminuzione gli inattivi (-104 mila). Il tasso di occupazione, ossia il rapporto tra occupati e la popolazione di riferimento in età lavorativa, al 58,3% un aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente e alla registrazione del miglior risultato dall’ottobre 2008, quindi nel precedente alla crisi, quando il tasso fu del 58,5%.

Migliorano anche i dati riferiti ai giovani: nel mese di marzo la disoccupazione giovanile, tra i 15 e i 24 anni, scende al 31,7%, contraendosi di 0,9 punti percentuali rispetto a febbraio, segnando il tasso più basso da dicembre 2011. Poi, scomponendo i dati per fascia di età si evince come in controtendenza con i valori registrati negli anni passati, migliora soprattutto la quota di under 35.

Nella fascia 15-34 anni l’incremento di occupati è pari a 68 mila unità. In calo la fascia 35-49 (-59 mila), mentre si mantiene in crescita quella 50-64 (+53 mila), sorretta come sempre dagli effetti delle riforme pensionistiche e da dinamiche demografiche.

La nota dolente viene rappresentata dal dato scomposto per tipologia di occupazione. Nel computo dei circa 62 mila occupati in più, 56 mila sono indipendenti (liberi professionisti, artigiani, imprenditori ecc), mentre solo 6 sono dipendenti. Tra questi ultimi quelli con un contratto a termine aumentano di 8 mila unità mentre quelli stabili subiscono un decremento di 2 mila.

Scomponendo il valore per componenti di genere, il dato congiunturale, cioè la variazione rispetto al mese precedente, registra un aumento tra gli uomini (+81 mila) e un calo fra le donne (-19 mila). I valori  tendenziali, cioè prendendo in esame l’intero anno, il dato resta largamente positivo per entrambi i sessi. Rispetto a marzo 2017, il dato maschile degli occupati sale di 127 mila unità e quello delle donne di 63 mila.

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