Che differenza hanno i “ tirocini curriculari ” rispetto agli altri stage formativi?

Che differenza hanno i “ tirocini curriculari ” rispetto agli altri stage formativi?

I Tirocini curriculari si svolgono all’interno di un percorso di istruzione e formazione che si conclude con il conseguimento di un titolo di studio (es. diploma, laurea) o di una qualifica o diploma professionale.

Ordinariamente, i soggetti promotori di questa tipologia di tirocinio sono gli Istituti di istruzione superiore, le Università ed i Centri di formazione professionale. Questi ultimi devono operare in virtù di convenzione con la Regione.

Di seguito uno stralcio dell’articolo del Dott. Eufranio MassiI tirocini formativi sotto la lente degli ispettori del lavoro:

I tirocini si differenziano tra di loro sulla base della finalità che intendono perseguire e per le categorie dei destinatari: 

  • formazione ed orientamento: si tratta di una agevolazione nelle scelte professionali di giovani nel passaggio dalla scuola al lavoro attraverso una formazione che postula un contatto diretto con il mondo del lavoro. I destinatari sono, in linea di massima, individuabili tra i neo diplomati ed i neo laureati che hanno conseguito il titolo di studio da non più di dodici mesi;
  • inserimento o reinserimento al lavoro: in questa ipotesi si tratta di creare percorsi finalizzati alla collocazione o alla ricollocazione di inoccupati, disoccupati, lavoratori espulsi dai processi produttivi, lavoratori in integrazione salariale straordinaria sulla base di accordi specifici di politiche attive correlate alla erogazione di ammortizzatori sociali;
  • orientamento e formazione o di inserimento o reinserimento: in questo caso si prevedono percorsi di inserimento o reinserimento per i c.d. “soggetti svantaggiati ex art. 4, comma 1, della legge n. 381/1991, per i richiedenti asilo o per i soggetti titolari di un provvedimento di “protezione internazionale” e, infine, per i disabili di cui parla la legge n. 68/1999, attraverso l’istituto della convenzione previsto dall’art 11.

Quanto appena detto porta, necessariamente ad individuare i soggetti promotori dei tirocini. Essi sono:

  • i servizi per l’impiego e le agenzie regionali del lavoro;
  • le Università e gli Istituti di istruzione universitaria;
  • i centri di formazione professionale e di orientamento accreditati con la Regione o la Provincia competente;
  • le comunità terapeutiche, gli Enti ausiliari e le cooperative sociali, iscritti in specifici albi regionali;
  • i servizi per l’inserimento lavorativo dei disabili gestiti da Enti delegati dalla Regione;
  • le istituzioni formative private specificatamente autorizzate dalla Regione;
  • le Agenzie del Lavoro e gli altri soggetti autorizzati alla intermediazione.

Sull' autore

Roberto Camera
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Funzionario dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro e relatore in convegni sulla gestione del personale. Ha creato, ed attualmente cura, il sito internet http://www.dottrinalavoro.it in materia di lavoro. (*Le considerazioni sono frutto esclusivo del pensiero dell’autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza)

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