Assegno di ricollocazione: un mese di ritardo per la fase di test

Assegno di ricollocazione: un mese di ritardo per la fase di test

L’ Assegno di ricollocazione subirà un ritardo di un mese rispetto alla data prevista in un primo tempo. “Si pensava di iniziare ad aprile, ma arriveremo a maggio – dicono dall’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (Anpal) -. Il motivo? C’è una fase di test, di verifica del sistema informatico e tecnologico per la gestione dell’assegno che è stata più complicata del previsto con l’ingresso, tra l’altro, dei Patronati”. “L’importante è che il sistema funzioni perché una volta che si parte, poi, sarà quello – concludono dall’Anpal -. Dovremmo partire, comunque, a breve”.

L’assegno di ricollocazione è un voucher con cui i programmi di formazioni per disoccupati saranno finanziati dallo Stato. L’ammortizzatore sociale, introdotto dal Jobs Act, servirà per supportare i disoccupati nella ricerca di un’occupazione, impostando un servizio personalizzato e intensivo di assistenza nei Centri per l’impiego, Agenzie per il lavoro accreditate e fondazione consulenti del lavoro.

Per avere accesso al beneficio, le strutture preposte a ricercare un impiego per chi lo richiede dovranno trovare al disoccupato un contratto a tempo indeterminato, o a termine di 6 mesi (da 3 a 6 mesi in Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) o un contratto part-time al 50%: un consulente prenderà in consegna il disoccupato e imposterà un programma di ricerca intensiva di una nuova occupazione. Il beneficiario della misura dovrà svolgere le attività individuate dal consulente e accettare le offerte di lavoro che si riterranno adeguate, come definite all’articolo 25 del decreto legislativo 150/2015.

In caso di rifiuto non giustificato del beneficiario scatteranno dei meccanismi di graduale riduzione delle misure di sostegno al reddito. Il beneficio potrà essere temporaneamente sospeso nel caso in cui la persona ottiene un’assunzione in prova o a tempo determinato e riprenderà in presenza di un rapporto di lavoro inferiore a sei mesi.

L’assegno di ricollocazione può essere richiesto dai disoccupati che beneficiano della Nuova assicurazione sociale per l’impiego (Naspi) da più di 4 mesi e i beneficiari del Reddito di inclusione (Rei). Nel caso di Cassa integrazione sarà possibile richiederlo nel caso in cui l’accordo sindacale si sia concluso con un piano di ricollocazione.

Il valore dell’assegno di ricollocazione dipende invece dal livello di occupabilità della persona. Dunque, più rilevante è la sua distanza dal mercato del lavoro, più alto sarà l’assegno e quindi maggiore il sostegno per il reinserimento. I valori minimi e massimi che si possono ottenere combinando questi due criteri vanno da 1.000 a 5.000 euro in caso di risultato occupazionale che preveda un contratto a tempo indeterminato (compreso apprendistato); da 500 a 2.500 euro in caso di contratto a termine superiore o uguale a 6 mesi; da 250 a 1.250 euro per contratti a termine da 3 a 6 mesi (solo in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia).

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