Welfare aziendale : raddoppiato in tre anni e fa crescere la produttività

Welfare aziendale : raddoppiato in tre anni e fa crescere la produttività

In tre anni il welfare aziendale raddoppia e i lavoratori sono più soddisfatti e, all’aumentare della soddisfazione dei dipendenti, cresce anche la produttività. Questo è l’assunto condiviso da oltre un terzo delle imprese intervistate per il Welfare Index Pmi, promosso da Generali Italia con la partecipazione delle maggiori confederazioni italiane (Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato e Confprofessioni).

Questo è il motivo per cui, a tre anni dall’inizio dell’indagine, le piccole e medie aziende che credono profondamente e investono nei progetti di welfare, abbracciandone almeno quattro diverse aree, sono raddoppiate: “Il welfare fa crescere le imprese e fa bene al Paese – dice Marco Sesana, amministratore delegato di Generali Italia – Il benessere dei dipendenti e l’aumento della produttività sono i risultati che l’imprenditore oggi dichiara con il suo impegno nel welfare aziendale”.

Ma il tutto non si limita solo ed esclusivamente a questo: i progetti di welfare delle piccole e medie imprese, che hanno necessità di creare una rete per supportarli, o di appoggiarsi alle strutture del territorio, fanno sì che il beneficio ottenuto non sia solo limitato ma si estenda anche a tutto il territorio circostante creando di fatto un circolo virtuoso “locale”. Infatti, gli obiettivi a cui puntano, sono comuni ma a volte resi estremamente ardui dalla situazione che persiste dalla crisi economica: la salute e l’assistenza, la conciliazione tra vita e lavoro, la formazione dei lavoratori e dei giovani e il sostegno alla mobilità.

Nel computo delle 38 aziende premiate emergono alcuni progetti molto originali, un insieme di idee pensate appositamente per i propri dipendenti come quella del “facilitatore per le commissioni quotidiane” del Gruppo Società Gas Rimini, vicino a programmi a prima vista più scontati, che però sostengono bisogni molto sentiti dai lavoratori. Si va dal programma pilota “Fiocchi in B+B” della B+B International di Montebelluna, in provincia di Treviso, rimborsi sanitari ma anche aiuti per affrontare la burocrazia, sempre più complessa per le mamme, all’estrema flessibilità negli orari dello Studio Aversano Piermassimo di Pistoia, alle fattorie di Terra Mia Onlus, che puntano a una produzione di qualità ma anche ad alleviare il disagio sociale.

Tantissime le iniziative a favore delle famiglie dei propri dipendenti, oltre agli asili nido, spiccano dei progetti molto particolari: l’Azienda Agricola Natura Iblea per esempio ha seguito da vicino e portato a compimento diverse pratiche di ricongiungimento familiare dei propri dipendenti stranieri. Alcune delle aziende, poi, hanno pensato anche agli studi, c ‘è chi premia i figli dei dipendenti con borse di studio, buoni libro, ogni genere di iniziativa che permetterà ai giovani di crescere, di favorire quella mobilità sociale che sembra troppo ferma da troppo tempo.

All’opposto è proprio l’area giovani, quella dell’istruzione e della formazione alla quale la maggior parte delle aziende interessate al welfare conta di dirigere i propri progetti nei prossimi 3-5 anni, il rapporto dimostra che: “Il welfare si sta spostando ai figli”, dice Dallaglio, Amministratore Delegato Innovation Team.

Complessivamente, i dati della ricerca evidenziano che il 42% delle imprese attiva almeno un’iniziativa nella settore della salute e assistenza; era il 32,2% nel 2016, mentre circa un terzo delle aziende valuta essenziale investire nei prossimi 3-5 anni nella sanità e nell’assistenza a beneficio dei dipendenti e dei loro familiari. Le aziende che realizzano misure di flessibilità sono più che raddoppiate negli ultimi due anni, passando dal 16,1% al 34,3%: prevale lo smart working, ma non solo.

Principalmente, crescono le imprese che concretizzano iniziative di welfare spaziando in vari campi, venendo incontro ai bisogni più diversi dei propri dipendenti: oltre il 41% delle imprese è attivo in almeno quattro delle dodici aree di welfare aziendale considerate nel rapporto.

 

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