Ape e Rita: gli esperti parlano della flessibilità in uscita

Ape e Rita: gli esperti parlano della flessibilità in uscita

Ape volontaria, Ape aziendale e Rita: queste tre forme di flessibilità in uscita sono state l’oggetto della discussione del tavolo di lavoro aperto a Palazzo dell’Informazione, a Roma, tra Manageritalia e Fondazione studi dei consulenti del lavoro. Un incontro che si è svolto anche per presentare un protocollo di collaborazione tra le due organizzazioni in ambito di previdenza e uscita dal mercato del lavoro. Manageritalia avrà l’opportunità, in particolare, di accedere a un registro di consulenti del lavoro specializzati in materia previdenziale.

“Siamo onorati che Manageritalia –ha dichiarato Carlo Martufi, vicepresidente della Fondazione studi dei consulenti del lavoro- ci veda come interlocutori esperti nella valutazione delle situazioni delle persone che sono in uscita dal mercato del lavoro. Noi abbiamo già 100 consulenti del lavoro che sono specializzati in materia previdenziale, e altri 500 saranno formati grazie al supporto della nostra cassa previdenziale, l’Enpacl. Noi vogliamo essere di supporto a Manageritalia per l’analisi di queste soluzioni normative”. Questo accordo sarà anche il trampolino di lancio di futuri eventi centrati sul tema della previdenza.

Poi conclude il vicepresidente, “Ape e Rita sono opportunità per valorizzare e ottimizzare i periodi contributivi per arrivare a una soluzione pensionistica”.

Mario Mantovani, vicepresidente di Manageritalia, parla con soddisfazione dell’intesa spiegando: Ape e Rita sono importanti perché permettono la flessibilità in uscita e danno la possibilità di garantire la sostenibilità del sistema ma anche alle persone di programmare il futuro. Sono dei tentativi di dare flessibilità, vedremo nei prossimi anni il successo che avranno. Stiamo dedicando sempre più tempo ai temi previdenziali. E siamo sempre più convinti che non si possano più correre rischi di cadere in situazioni di insostenibilità previdenziale. Con questo protocollo intendiamo avvalerci – ha aggiunto – di professionisti specifici come i consulenti del lavoro che conoscono i dettagli normativi per aiutare i nostri colleghi a programmare il proprio futuro previdenziale”.

Ape,Rita e Legge Fornero

Dell’evoluzione futura del sistema previdenziale italiano parla anche il presidente di Manageritalia, Guido Carella, “Noi vogliamo partire dalla valutazione degli indici demografici, che molto spesso purtroppo sono dimenticati o ignorati. Il nostro è un Paese che nel prossimo decennio avrà una composizione demografica fortemente focalizzata sugli over 60. Avremo un terzo del Paese che avrà un’età superiore ai 60 anni. E c’è un indice di natalità molto preoccupante. E tutto questo non può che farci riflettere su indici di sostenibilità a 10-20-30 anni del sistema pensionistico”.

Continua poi il presidente: Io credo che la riforma Fornero non debba essere toccata e noi siamo fermamente convinti che sarebbe un disastro. Anzi va rinforzata per renderla sostenibile nei prossimi 15-20 anni“.

Alla discussione ha contribuito anche Stefano Patriarca, del nucleo coordinamento della politica economica-presidenza del Consiglio dei ministri, uno degli ideatori dei due strumenti previdenziali. Infatti patriarca sottolinea: “L’utilità di Ape e Rita consiste nel fatto che consentono alle persone di decidere quando andare via dal mercato del lavoro alcuni anni prima dell’età di pensionamento. Rita permette di farlo 5 anni o 10 se si è disoccupati, e l’Ape 3 anni e 7 mesi prima. Questo lo si fa con l’Ape sociale se si rientra nelle categorie gravose o se si è disoccupati, e gratuitamente perché è lo stato che paga l’indennità. Se non si rientra in queste categorie ognuno può scegliere liberamente di avere un pezzo della sua pensione in anticipo col patto poi di ‘restituirla’ al sistema bancario che eroga il prestito, con costi molto bassi”.

Sempre per il tecnico di Palazzo Chigi, parla delle eventuali modifiche alla Legge Fornero: “Io do un giudizio tecnico: il nostro già precario equilibrio finanziario sta diventando più precario perché abbiamo dei problemi sul dato dell’invecchiamento della popolazione che è più veloce di quello che pensavamo, e anche dal punto di vista dello sviluppo e della crescita. E questo mette in pericolo gli elementi di stabilità finanziaria. Io penso che non ci siano spazi tecnici per eliminare la riforma Fornero, poi la politica può decidere molte cose. Occorre invece trovare forme nuove –ha concluso– e questi strumenti possono dare una risposta”.

Secondo Antonello Orlando, esperto di Fondazione studi dei consulenti del lavoro, “Ape e Rita sono due strumenti che di fatto permettono il prepensionamento rispetto alle scadenze per le pensioni di vecchiaia che ormai sono sempre più dilatate nel tempo”. “Sono in qualche modo complementari – ha specificato – anche se pesantemente diversi. Rita consente un risparmio fiscale molto importante perché c’è un sistema di tassazione agevolata che è assolutamente imbattibile rispetto ai redditi tradizionali. I due strumenti potranno essere d’interesse per due platee diverse”.

Poi Romano Benini, giornalista economico ed esperto della Fondazione studi dei consulenti del lavoro, conclude che: “i cambiamenti nel mercato del lavoro richiedono una gestione della flessibilità non solo in ingresso, ma anche in uscita”. Gli strumenti come Ape e Rita possono riscontrare una forte domanda di alcune categorie, come quella dei manager, che fortemente scossa da questi cambiamenti nel mercato del lavoro, e che potrebbe quindi utilizzare al meglio questi strumenti”.

Fonte:Adnkronos

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