Le “ maxi sanzioni ” del 2006 sul lavoro nero sono state bocciate dalla Corte Costituzionale

image_pdfimage_print

Con sentenza n. 254 del 13 novembre 2014, la Corte Costituzionale ha ritenuto illegittimo, in quanto contrastante con l’articolo 3 della Costituzione, l’art. 36-bis, c. 7, lett. a), del Decreto Legge n. 223 del 4 luglio 2006,  (convertito della legge n. 248 del 4 agosto 2006), nella parte in cui stabilisce: “L’importo delle sanzioni civili connesse all’omesso versamento dei contributi e premi riferiti a ciascun lavoratore di cui al periodo precedente non può essere inferiore a euro 3.000, indipendentemente dalla durata della prestazione lavorativa accertata“.

In altri termini, poiché le sanzioni civili connesse all’omesso versamento di contributi e premi hanno una funzione essenzialmente risarcitoria, essendo volte a quantificare, in via preventiva e forfettaria, il danno subito dall’ente previdenziale, la previsione di una soglia minima disancorata dalla durata della prestazione lavorativa accertata, dalla quale dipende l’entità dell’inadempimento contributivo e del relativo danno, è irragionevole.

Nella stessa sentenza, i giudici hanno ritenuto non fondata la questione di illegittimità costituzionale dell’art. 29, comma 2, del D.L.vo 276/2’003, prima delle modifiche apportate dal Decreto Legge n. 5/2012, ricomprendeva nell’oggetto dell’obbligazione solidale gravante sul committente in caso di appalto anche le sanzioni civili connesse all’inadempimento contributivo dell’appaltatore-datore di lavoro.

A seguire la sentenza n. 254 del 13 novembre 2014.

Visualizza Sentenza n° 254 del 13-11-2014 a schermo intero |

|  Visualizza Sentenza n° 254 del 13-11-2014 a schermo intero |

Fonte: corte costituzionale

Sull' autore

in collaborazione con dottrinalavoro.it
in collaborazione con dottrinalavoro.it 279 posts

www.dottrinalavoro.it è un sito privato di informazione sulle novità in materia di lavoro diretto dal dott. Eufranio Massi e curato dal dott. Roberto Camera.

Vedi tutti i post di questo autore →

Potrebbe interessarti anche

Licenziamento dell’uomo per causa di matrimonio [Cassazione]

Con sentenza n. 28926 del 13 novembre 2018, la Corte di Cassazione ha affermato che non sussiste alcuna discriminazione di genere correlata alle tutele poste dall’art. 35 del D.L.vo n. 198/2006 circa il

Spazi molto ridotti per l’irrilevanza penale del Falso in Bilancio

È imminente la pubblicazione del decreto legislativo recante “disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto” che dà attuazione alla legge delega 28 aprile 2014, n. 67

Mancato versamento dei contributi – quale sanzione va applicata [Cassazione]

Con la sentenza n. 1476 del 27 gennaio 2015, la Corte di Cassazione ha confermato che il parziale mancato versamento dei contributi previdenziali e assicurativi dovuti, come conseguenza di una qualificazione errata del rapporto di lavoro

0 Commenti

Non ci sono commenti al momento!

Puoi essere il primo a commentare questo post!

Lascia un commento