Il 730 precompilato è sperimentale ma le sanzioni no

730-precompilato-2015Il 730 precompilato è sperimentale ma le sanzioni no. E se il fisco ammette candidamente che nove su dieci modelli precompilati saranno da integrare, correggere o modificare, per i professionisti ed i Caf che rilasceranno il visto di conformità anche il più piccolo errore potrebbe risultare fatale. Tra le soluzioni alternative, seguire la strada di Unico o far prendere le credenziali Entratel al contribuente.
Un visto infedele su un modello 730 precompilato esporrebbe infatti i professionisti ai sensi dell’articolo 6, comma 1, lettera a) del c.d. decreto semplificazioni, al pagamento di una somma pari all’imposta, alla sanzione ed agli interessi che sarebbero stati richiesti al contribuente. Importi che nessuna compagnia assicurativa sarebbe poi disposta a risarcire perché non qualificabili come entità del danno subito dal cliente bensì quale sostituzione nel suo debito d’imposta.

La natura della norma. Non volendo entrare sui possibili profili di incostituzionalità della disposizione sopra richiamata, viene da chiedersi le ragioni di un tale “accanimento” del legislatore nei confronti dei professionisti e degli intermediari senza l’apporto dei quali la sperimentazione del 730 precompilato rischia di naufragare ancora prima di iniziare.

Sulle ragioni dell’introduzione di un meccanismo sanzionatorio così originale e penetrante è davvero difficile esprimersi. Non si ricorda nell’ordinamento vigente altra norma che preveda a carico di un soggetto terzo rispetto all’obbligazione tributaria, di farsi carico del debito fiscale altrui oltre alle sanzioni ed interessi ad esso correlati. L’illogicità di una tale disposizione emerge ancor prima dei suoi possibili profili di incostituzionalità. Anche se il fine di una tale sanzione impropria fosse quello di “finanziare” i costi della sperimentazione del modello precompilato – cosa della quale si può dubitare – non si potrebbe nemmeno sperare di poter raggiungere un tale obiettivo.

E’ del tutto evidente infatti che nessun sprovveduto, né tantomeno i liberi professionisti dell’area fiscale né i centri di assistenza fiscale, saranno disponibili a rischiare di pagare le imposte dei propri clienti. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi della questione.

Fonte: italiaoggi.it

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1 Commento

  1. antonino
    Novembre 17, 13:00 Reply

    Sante parole, ormai i professionisti sono diventati dipendenti senza retribuzione delle P.A. INPS – INAIL – AGENZIA DELLE ENTRATE, C.C.I.A.A., D.T.L. . Ogni modifica, ogni snellimento, che questi Uffici dicono di approvare, in effetti la SCARICANO sugli STUDI dei Professionisti. Ore ed ore di lavoro che esulano dalle specifiche competenze professionali ma sono solo ADEMPIMENTI BUROCRATICI che ogni giorno siamo costretti a subire per ogni piccolo adempimento. Non ultimo ad una riunione di qualche giorno addietro avuta con la SEDE INPS: “udite, udite : ci hanno raccomandato di non usare la PEC” avete capito bene. Lo stato ci costringe ad avere una PEC e poi un pezzo dello Stato ci invita a non utilizzarla. Chissà perché? mEDITA GENTE, MEDITATE.

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