A pieno regime l’ Assegno di Ricollocazione: per i disoccupati fino a 5mila euro

A pieno regime l’ Assegno di Ricollocazione: per i disoccupati fino a 5mila euro

Il lungo periodo di sperimentazione e messa a punto dell’ Assegno di Ricollocazione è giunto finalmente a termine, si entra a pieno regime non senza alcune difficoltà. Infatti da qualche settimana l’ANPAL, Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro, ha diffuso l’avviso con il quale chiede ai soggetti interessati ad erogare il servizio di manifestare interesse per accreditarsi.

Il tempo limite imposto è la fine di marzo, poi, salvo avere nuove finestre temporali in cui sarà possibile un nuovo accreditamento, il gruppo di soggetti erogatori entrerà nella fase vera e propria operativa. Valutando anche la richiesta dei patronati di avere una proroga di qualche giorno per una preparazione maggiore, la piena operatività per gli utenti dovrebbe arrivare nel giro del prossimo mese.

L’ Assegno di Ricollocazione è un versamento economico che va da 250 a 5.000 euro (dipende dal profilo del disoccupato) per i servizi per il lavoro che concedono una possibilità di impiego ad un disoccupato che sia percettore di Naspi da almeno 4 mesi, la nuova indennità di disoccupazione. Il valore dell’assegno dipenderà dalla difficoltà (per territorio, per formazione e via discorrendo) di ricollocare il lavoratore preso in esame.

Requisiti Assegno di Ricollocazione

Il documento ANPAL descrive quali sono le categorie di soggetti che possono beneficiare del servizio:

  • I percettori della Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) la cui durata di disoccupazione superi i quattro mesi. Non tutti i disoccupati, pertanto, beneficiano all’assegno.
  • Chi ha diritto al Reddito di Inclusione per i quali il progetto personalizzato preveda la stipula del patto di servizio; le modalità di identificazione degli aventi diritto saranno composte con successivo provvedimento da definire in accordo con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
  • I lavoratori coinvolti nell’accordo di ricollocazione di cui all’articolo 24-bis del decreto legislativo n. 148/2015, ovvero impiegati in aziende in crisi; anche in questo caso, le modalità per la richiesta anticipata dell’Assegno di Ricollocazione da parte di questi lavoratori saranno delineate con provvedimenti successivi stabiliti con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Le Regioni, attraverso i centri per l’impiego (sedi operative) da queste individuati, saranno le principali erogatrici dei servizi. Ma anche i soggetti accreditati ai servizi per il lavoro a livello nazionale e i soggetti accreditati all’erogazione dei servizi per il lavoro secondo i sistemi di accreditamento regionale. Nelle Regioni considerate “meno sviluppate” o “in transizione” (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, Abruzzo e Molise) è autorizzata la creazione di “Sportelli Temporanei Territoriali”.

Il documento prevede che la fase di accredito sia effettuato in determinate “finestre temporali” e la prima di queste scade la fine di marzo. Coloro già in possesso dell’accredito, effettuato nella fase di sperimentazione, non necessitano di ulteriori pratiche.

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