I millennial scoprono il business dell’Agricoltura 4.0

I millennial scoprono il business dell’Agricoltura 4.0
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Chi ha detto che i giovani, i cosiddetti millennial, non sono propensi alla coltivazione dei campi e all’allevamento di animali? Al contrario l’agricoltura 4.0 sta facendo sempre più presa su una generazione che ha sempre più a cuore la tradizione della terra, a patto che si faccia in modo innovativo e tecnologico.

“I giovani prima e meglio di altri, hanno capito che l’Italia per crescere deve puntare su quegli asset di distintività nazionale che garantiscono un valore aggiunto nella competizione globale come il territorio, il turismo, la cultura, l’arte, il cibo e la cucina. L’Italia con 53.475 imprese agricole italiane condotte da under 35 è al vertice in Europa nel numero di giovani in agricoltura”.

La sveglia al sorgere del Sole, la giornata chini sulla terra con tutti i climi che le stagioni regalano oppure nelle stalle a curare gli animali: questo non è più l’agricoltura del nuovo millennio, o meglio, non è l’agricoltura come la intendono i millennial. Gli under 35 sono poco propensi a coltivare i campi e allevare il bestiame come nella tradizione del mestiere di contadino.

Gli under 35 che hanno preso la decisione di investire nella terra e nelle campagne, mettendo in piedi aziende moderne e sperimentando innovazioni, sono sempre più numerosi. Le imprese rurali dei giovani, sono molto più grandi di quelle tradizionali: hanno una superficie superiore di oltre il 54% alla media, un fatturato più elevato del 75% della media e il 50% di occupati per azienda in più.

Secondo Coldiretti, un’impresa condotta da giovani su dieci in Italia opera nel comparto agricolo. Nella coltivazione sono impegnate in totale circa 50 mila realtà aziendali con a capo un under 35. Più della metà di queste è al Sud, dove l’agricoltura junior è più fiorente che nel resto del nostro Paese.

In Italia c’è sempre l’idea che chi inizia a coltivare la terra è sempre figlio di contadini o ha un parente impiegato in questa professione, ma oggi non è più così. Spiega sempre Coldiretti, che fra i nuovi imprenditori ci sono anche new entry, agricoltori di prima generazione, che hanno preso la decisione di investire il proprio futuro nella campagna senza avere un vissuto familiare in questo comparto.

L’agricoltura 4.0 ha portato anche altri cambiamenti, ad esempio lo sviluppo di decine di modi diversi di sfruttare la terra, i campi coltivati e la natura. Atteggiamento tipico dei millennial è quello di guardare continuamente all’ innovazione, e questi sono alcuni esempi di questo cambio di mentalità:

Agriasilo  

Un asilo costruito a misura “naturale”, creato nelle fattorie. Si mangiano i prodotti locali e si conoscono gli animali, I giocattoli si costruiscono con quello che si trova in giro. L’ambiente tranquillo e silenzioso sarebbe utile per ridurre lo stress e per riportare alla calma i bambini, infatti c’è anche il nido per i più piccoli. Per classi scolastiche e gruppi organizzati ci sono inoltre le fattorie didattiche, che organizzano percorsi tematici e visite guidate.

Vendita diretta

L’idea di acquistare prodotti a chilometro zero e l’offerta di cibi tipici regionali riscuote un successo sempre più grande. Al coltivatore non sono richiesti requisiti particolari, se non l’ovvio rispetto delle norme igienico-sanitarie.

Agribenessere

Piscina, yoga e meditazione, buffet biologico. L’agribenessere è una variante dell’agriturismo: oltre a mettere a disposizione camere per l’alloggio, molte aziende agricole si sono attrezzate per offrire soggiorni relax nella natura. Ma anche come l’agricoltura sociale, cioè quella che ha come scopo l’inserimento professionale di persone svantaggiate, di disabili, detenuti e tossicodipendenti.

Queste sono solo alcuni esempi di quello che si può creare con la tecnologia unita alla tradizione della terra. Quindi largo ai giovani, c’è bisogno di più fiducia in questo tipo di atteggiamento. Fiducia che si traduce in investimenti fatti dalle istituzioni nel nostro Paese. Perché come scrisse Jonathan Swift: “Chiunque facesse crescere cinque pannocchie di grano o due fili d’erba là dove prima ne cresceva uno solo, avrebbe fatto un miglior servizio al suo paese che tutta la razza dei politici messa assieme”.

Sull' autore

Luca De Martino
Luca De Martino 24 posts

Collaboratore per quattro anni del quotidiano "Cronache di Napoli" come redattore di articoli di cronaca politica, bianca, economia, giudiziaria e nera. Collaboratore di blog e siti web in qualità di cronista.

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