Approvato il nuovo regolamento sui tirocini della Regione Campania

Approvato il nuovo regolamento sui tirocini della Regione Campania
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“Con D.G.R. n. 103 del 20.02.2018 la Giunta Regionale ha approvato il nuovo Regolamento sui tirocini formativi e di orientamento”. Queste le parole dell’assessore al Lavoro Sonia Palmeri e dell’assessore alla Formazione Chiara Marciani. “Il precedente regolamento del 2013 – affermano i due assessori –  era superato ormai. Abbiamo recepito le nuove linee guida nazionali, ma le abbiamo contestualizzate alle esigenze formative e occupazionali della nostra Regione”.

Tante le novità del nuovo regolamento sui tirocini formativi e di orientamento approvati dalla Giunta Regionale campana: allargato il bacino dei beneficiari, con la definizione di nuovi limiti numerici; aggiornato l’importo minimo dell’indennità di partecipazione spettante al tirocinante; inserito un nuovo premio per le aziende virtuose che garantiscono un contratto post tirocinio; inseriti i lavoratori in somministrazione presenti in azienda nel computo totale sui tirocini attivabili contemporaneamente.

Le suddette modifiche al regolamento sui tirocini extracurriculari erano in cantiere da diversi mesi (dopo l’approvazione delle nuove linee guida nazionali sui tirocini del 25 maggio 2017) e che la Regione Campania ha approvato dopo le richieste del Consiglio dell’Unione Europea e l’accordo tra Regioni e Governo. In Regione Campania è stato quindi modificato il Regolamento sui tirocini formativi 2018, che non veniva modificato dall’approvazione del Regolamento 29 novembre 2013, n. 7 che a sua volta andò a modificare l’originario Regolamento regionale del 2 aprile 2010, n. 9.

Tirocini Regione Campania 2018: allargato il bacino dei beneficiari

Partendo dalle linee guida nazionali, è stato modificato il criterio di scelta dei beneficiari. La Regione Campania ha introdotto questa importante novità: oltre ai soggetti disoccupati e svantaggiati, si aggiungono ai possibili tirocinanti anche i destinatari di strumenti di sostegno al reddito (politiche passive), anche in costanza di rapporto di lavoro. Infatti il tirocinio si può definire, secondo il nuovo regolamento, come: “una misura formativa di politica attiva al lavoro”, che “non costituisce rapporto di lavoro”, ma che “consente al tirocinante di acquisire competenze professionali per arricchire il proprio curriculum vitae e favorire l’inserimento o il reinserimento lavorativo”.

L’attivazione avviene sempre attraverso un’intesa tra datore di lavoro e un soggetto promotore e la stesura di un progetto formativo. Viene destinato ai seguenti soggetti:

  • i lavoratori in stato di disoccupazione;
  • i lavoratori beneficiari di strumenti di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro, così come previsto dal D. Lgs n. 150/2015;
  • i lavoratori a rischio di disoccupazione, ovvero lavoratori in forza presso aziende con unità operative ubicate in Campania interessati da provvedimenti di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) per crisi aziendale, CIGS per procedure concorsuali/cessazione attività, CIGS per riconversione aziendale, ristrutturazione e riorganizzazione o Cassa Integrazione Guadagni (CIG) in deroga e lavoratori di imprese che aderiscono ai contratti di solidarietà;
  • le persone già occupate che siano in cerca di altra occupazione;
  • le persone svantaggiate ai sensi della legge 8 novembre 1991, n. 381 (Disciplina delle cooperative sociali);
  • le persone disabili.

L’innovazione più evidente è data dall’inserimento tra i destinatari del provvedimento di Politica Attiva del lavoro di coloro che hanno un’occupazione ma che sono in uno stato di crisi. Quindi, in conformità con quanto prevede la Legge di Bilancio, è stato introdotto uno strumento di politica attiva che supporti le politiche passive erogate attraverso le prestazioni a sostegno del reddito. Questo perché la Regione Campania ha la volontà di anticipare gli effetti della crisi occupazionale, concedendo ai lavoratori una possibilità, attraverso il tirocinio, di sistemarsi in un’altra realtà aziendale, anticipando l’eventuale perdita del posto di lavoro.

Durata dei tirocini

Seguendo la richiesta del Consiglio Europeo che chiede di considerare i tirocini come “un periodo di pratica lavorativa di durata limitata”, e seguendo le direttive nazionali, la Regione Campania ha stabilito i nuovi limiti temporali:

  • Da 2 a 12 mesi per tutte le tipologie di tirocini (formativi e di orientamento, di inserimento e reinserimento dei soggetti disoccupati, svantaggiati);
  • Da 2 a 24 mesi per i tirocini in favore di soggetti disabili;
  • Da 1 a 12 mesi per i tirocini per attività stagionali;
  • Durata massima di 3 mesi se il tirocinio riguarda un profilo professionale collocato all’ultimo livello del CCNL applicato dal soggetto ospitante;
  • Da 14 a 45 giorni per i tirocini rivolti a studenti promossi dal servizio per l’impiego e svolti durante il periodo estivo.

È consentita la stipula di tirocini di durata inferiore al limite massimo (es. tirocini di 6 mesi) e la stipula di proroghe fino alla durata massima (es. proroga di 6 mesi). È autorizzata anche la sigla di un secondo tirocinio ed anche la stipula di più tirocini contemporanei, per diversi profili professionali e con più aziende.

Indennità di partecipazione

La nuova regolamentazione aggiorna anche l’ammontare dell’indennità di partecipazione minima spettante al tirocinante. Dai precedenti 400 euro della vecchia norma si passa ad un minimo di 500 euro mensili per tutta la durata del tirocinio. Rimane la discriminante della partecipazione attiva del tirocinante al progetto di tirocinio pari ad almeno il 70% su base mensile. Nel caso di partecipazione inferiore al 70% l’indennità di partecipazione potrà essere erogata in misura proporzionale all’effettiva partecipazione al tirocinio.

L’indennità di partecipazione resta dal punto di vista fiscale un reddito assimilato al reddito da lavoro dipendente ma non comporta la perdita dello stato di disoccupazione.

È possibile attivare tirocini anche per i lavoratori sospesi, in questo caso con un reddito di almeno 500 euro possono essere attivati senza il riconoscimento di alcuna indennità di partecipazione.

Limiti massimi di tirocini attivabili

I nuovi limiti numerici dei tirocini sono i seguenti:

  • Nelle unità operative con dipendenti da 0 a 5, un tirocinante;
  • Nelle unità operative con dipendenti da 6 a 10, due tirocinanti;
  • Nelle unità operative con dipendenti da 11 a 15, tre tirocinanti;
  • Nelle unità operative con dipendenti da 16 a 20, quattro tirocinanti;
  • Nelle unità operative con più di 20 dipendenti, un numero di tirocinanti attivi contemporaneamente in misura non superiore al 20 per cento del numero complessivo di dipendenti a tempo indeterminato e a tempo determinato anche in somministrazione presenti nella specifica unità operativa. Il calcolo è però effettuato applicando l’arrotondamento all’unità superiore (in caso di 21 dipendenti, il 20% è 4,2 quindi il limite di tirocini è pari a 5).

Le linee guida nazionali, così come il nuovo regolamento tirocini Regione Campania, ancorano il calcolo non più al numero di dipendenti a tempo indeterminato del datore di lavoro nel complesso, ma al numero di lavoratori a tempo indeterminato, nonché i lavoratori a tempo determinato, anche in somministrazione, escluso gli apprendisti, presenti nell’unità operativa.

Costituisce “Unità operativa” il luogo dove si svolge stabilmente l’attività lavorativa di uno o più dipendenti (circ. n. 172/2010) ovvero la sezione produttiva aziendale avente caratteristiche di omogeneità.

Premio per le aziende virtuose

Il meccanismo di bonus per le aziende virtuose riguarda quelle che hanno unità operative con più di 20 dipendenti (quelle destinatarie di un numero di tirocini pari al 20% dell’organico). Le aziende virtuose sono intese come quelle che realizzano incrementi occupazionali, o per essere più precisi, quelle che realizzano aumenti di rapporti lavorativi durante l’attivazione e lo svolgimento dei tirocini.

Da qui si evince che: i datori di lavoro soggetti ospitanti che hanno unità operative con più di venti dipendenti a tempo indeterminato (in questo caso si escludono i contratti a tempo determinato), qualora stipulino contratti di lavoro subordinato di almeno sei mesi (anche part-time minimo al 50%) nei 24 mesi precedenti, ed hanno assunto almeno il 20% dei tirocinanti, potranno accedere ad un incremento di quantità di tirocini attivabili secondo questo schema:

  • Un tirocinio in più se hanno assunto almeno il 20% dei tirocinanti attivati nei 24 mesi precedenti;
  • due tirocini in più se hanno assunto almeno il 50% dei tirocinanti attivati nei 24 mesi precedenti;
  • tre tirocini in più se hanno assunto almeno il 75% dei tirocinanti attivati nei 24 mesi precedenti;
  • quattro tirocini in più se hanno assunto il 100% dei tirocinanti attivati nei 24 mesi precedenti.

Questi numeri possono essere modificati dalla Regione Campania per quei datori di lavoro che avviano progetti sperimentali, in questo caso si può passare dal precedente 20% al 30% del limite massimo dei tirocini attivabili

Veto sui licenziamenti per i tirocini attivabili

La nuova regolamentazione regionali per i tirocini è stata espressamente definita per combattere l’abuso dello strumento del tirocinio extracurriculare, in quanto, prevede la perdita del premio per le aziende virtuose nel caso di mancato raggiungimento del 20% dei tirocinanti assunti. Ma anche prevedendo un’interruzione del tirocinio, da parte del soggetto ospitante, consentita solo al verificarsi di gravi o ripetute inosservanze del tirocinante, o nel caso di difficoltà economiche o di produzione impreviste che giustificano la cassa integrazione, licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi. Il tirocinante, invece, è libero di interrompere in qualsiasi momento dal tirocinio.

In un’ottica di ricerca, da parte della Regione Campania, di aziende che utilizzino lo strumento del tirocinio in maniera virtuosa, è vietato ospitare tirocinanti per attività equivalenti ai lavoratori licenziati nei 12 mesi precedenti nella medesima unità operativa. Costituisce motivo di annullamento dell’attivazione dei tirocini anche il recesso datoriale da rapporti di apprendistato al termine del periodo formativo.

Aumentati anche i controlli e delle sanzioni per chi non rispetta il Regolamento regionale, con la pena dell’interdizione dall’attivazione di qualsiasi tirocinio per i datori di lavoro che commettono violazioni ritenute non sanabili. Pesanti sanzioni anche per chi non assegna l’indennità minima di partecipazione di almeno 500 euro al tirocinante.

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