Le assunzioni agevolate al tempo del Governo Renzi (E. Massi)

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editoriale di Eufranio MassiIn questi giorni si fa un gran parlare delle assunzioni a tempo indeterminato “a costo zero” previste nel disegno di legge relativo alla stabilità per l’anno 2015. Ritengo opportuno  sottolineare, da subito se il testo ,non ancora ufficiale, verrà confermato nell’esame parlamentare, come il giudizio non possa che essere positivo anche alla luce di quanto affermato, nel precedente art. 5, circa la riduzione dall’Irap dei costi relativi al personale assunto a tempo indeterminato.

Ma, detto questo, ritengo doveroso scendere nell’esame specifico dei contenuti dell’art. 13 (almeno  questo  e’ il numero della bozza, ad oggi, più aggiornata) indicando sia le grosse novità, ma anche quelli che, a mio avviso, rappresentano dei punti di criticità sui quali, peraltro, potrebbe intervenire il Parlamento nel corso della discussione.

Per i contratti a tempo indeterminato stipulati tra il 1* gennaio ed il 31 dicembre 2015, viene riconosciuto a tutti i datori di lavoro privati, con esclusione di quelli agricoli e di quelli domestici, un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico pari a 8.060 euro su base annua: tale riduzione non è in alcun modo riferibile ai contratti di apprendistato che sono pur sempre contratti a tempo indeterminato ma che restano con la propria disciplina agevolativa che riguarderà anche l’anno successivo al “consolidamento”, atteso che la cancellazione dell’incentivo, apparsa in una prima bozza, appare scongiurata. Il riferimento all’ampia platea dei datori di lavoro privati fa si che gli sgravi contributivi siano riconoscibili non soltanto in favore di coloro che sono imprenditori o piccoli imprenditori (articoli 2082 e 2083 c.c.), ma anche di coloro che non rivestono tale qualifica come i professionisti, le associazioni, le fondazioni, le organizzazioni di tendenza ed i partiti e movimenti politici.

Da quanto appena detto emergono alcune considerazioni.

La prima concerne il fatto che la misura ipotizzata non ha carattere strutturale: essa, pur dispiegando i propri effetti nell’arco di un triennio, si rivolge soltanto ai datori di lavoro che assumono dipendenti nel corso del 2015.

La seconda riguarda i lavoratori: per gli stessi non cambia nulla, atteso che l’aliquota del 9,19% a loro carico continua ad essere versata.

La terza concerne la durata massima della esclusione dalla contribuzione nel limite di 8.060 euro annui: essa è di 36 mesi e non riguarda, in alcun modo, i premi ed i contributi dovuti all’INAIL.

Il limite contributivo sopra indicato corrisponde, all’incirca, ad una retribuzione imponibile previdenziale compresa intorno ai 26.000 euro, calcolata su una previsione dell’aliquota pari al 29%. Se la retribuzione e’ superiore il datore di lavoro pagherà la contribuzione che va oltre il limite “sgravato”.

La quarta riguarda la possibilità di una assunzione a tempo indeterminato, sia pur parziale: essa non sembra affatto esclusa dal provvedimento governativo ( del resto, un indirizzo diverso sarebbe incompatibile con la Direttiva Europea sul part-time). Lo sgravio sarebbe, in questo caso, strettamente correlato all’ampiezza dell’orario svolto.

La quinta, che mi sento di escludere da subito, riguarda il contratto di lavoro intermittente a tempo indeterminato: l’abbattimento contributivo non potrà essere riconosciuto  in quanto tale tipologia contrattuale non è, assolutamente foriera di occupazione stabile, atteso che il lavoratore ( ” in panchina”, mutuando un gergo calcistico) presta la propria attività soltanto allorquando il proprio datore lo “chiama”.

La sesta concerne alcune esclusioni: l’agevolazione non scatta se il lavoratore e’ stato occupato, con contratto a tempo indeterminato, nei sei mesi precedenti, presso un’altra impresa o se ha già permesso il godimento di tale agevolazione ad altro datore, attraverso un’assunzione a tempo indeterminato. Parimenti, l’esonero contributivo non spetta nel caso in cui il prestatore sia stato dipendente a tempo indeterminato nel periodo successivo al 1* ottobre 2014, di aziende appartenenti allo stesso imprenditore, anche per interposta persona o ad aziende  collegate o controllate anche ai sensi dell’art. 2359 c.c. : quest’ultima disposizione si riferisce agli incroci ed ai controlli di società attraverso quote, pacchetti azionari e maggioranze di fatto nelle assemblee tali da prefigurare posizioni dominanti.

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Sull' autore

Eufranio Massi
Eufranio Massi 218 posts

E' stato per 40 anni dipendente del Ministero del Lavoro. Ha diretto, in qualità di Dirigente, le strutture di Parma, Latina, i Servizi Ispettivi centrali, Modena, Verona, Padova e Piacenza. Collabora, da sempre, con riviste specializzate e siti web sul tema lavoro tra cui Generazione vincente blog.

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1 Commento

  1. massimiliano galante
    ottobre 28, 17:21 Reply

    Buona sera.
    è possibile avere un commento sulla norma oggetto di esame in rapporto contratti ai tempo determinato? in particolare se nel 2015 un contratto a tempo determinato viene a scadenza e il datore decide di stipulare un nuovo contratto a tempo indeterminato, quest’ultimo sarà a Suo avviso agevolato? ed ancora in senso più generale, saranno agevolabili le trasformazioni di contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato? cordiali saluti.

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