Quando domanda e offerta si incontrano on-line. Ecco il futuro dell’ e-recruitment .

image_pdfimage_print

social-recruit-bannerViviamo in un mondo iperconnesso. Questo incide molto sui cambiamenti in corso nel nostro mercato del lavoro. Si potrebbe pensare che le tecnologie e la rete abbiano cambiato soprattutto il nostro modo di lavorare, ma non è così. Lo stesso incontro tra domanda e offerta di lavoro sta subendo importanti mutazioni grazie ai canali online.
Nell’ambito dell’ e-recruitment il settore in maggiore espansione risulta essere quello del social recruiting: tanto le aziende quanto i lavoratori si sono accorti delle enormi potenzialità dei social media ai fini delle rispettive necessità di impiego.Una breve analisi delle prassi invalse permette di verificare le motivazioni del successo del recruiting via social media e di delineare il profondo cambiamento che si sta verificando nel mercato stesso del lavoro.

Alla ricerca del lavoratore. Quali usi nella selezione del personale?

Riferendosi al lato aziendale di tale incontro si può affermare che l’utilizzo di social media pervade nella sua totalità la fase di selezione del personale.
In coerenza con gli studi sul tema – si vedano, tra i più recenti, l’edizione 2014 dell’indagine “Il lavoro ai tempi del #SocialRecruiting”, realizzata da Adecco in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ed estesa quest’anno dal contesto italiano a quello mondiale (24 paesi), e “Recruitment via social media: fact or hype?” a cura di Stepstone – si possono distinguere quattro impieghi dei social media finalizzati al recruitment, strettamente interrelati.

Recruitment advertising: l’immediatezza e la diffusione dei social tools consentono di veicolare con grande efficienza ad una platea assai ampia di candidati le offerte di lavoro.

Employer branding: per attrarre i migliori talenti l’azienda necessita di mostrare pubblicamente i suoi punti di forza. Quale mezzo migliore dei social media?

Individuazione di candidati passivi (direct search): la nascita di social network di tipo professionale sui quali poter consultare i profili professionali degli iscritti ha facilitato l’opera di scouting dei selezionatori, che possono muoversi alla ricerca di personale al di là della ricezione di candidature.

Il sorgere di nuove piattaforme (es. Jobberone, Elance) ha permesso di estendere tale modalità di ricerca a tutti i settori del mercato del lavoro, andando queste ad occupare gli spazi lasciati liberi dai social (es. LinkedIn) utilizzati per lo più da soggetti con qualifiche medio-alte.

Ricerca di informazioni sul candidato: i social media, sia ludici sia professionali, sono visti come un’importantissima fonte di informazioni sul candidato (rete di contatti, verifica accuratezza del CV e presenza di contenuti inappropriati).

I case studies approfonditi da Linkhumans dimostrano come le aziende che hanno implementato social media strategies per la fase di selezione abbiano ottenuto una diminuzione dei tempi e dei costi della stessa.
Tale diminuzione è conseguenza della riduzione dei costi di pubblicità e della mancata intermediazione delle recruitment agencies, che oltre ad imporre significativi oneri, configurano un passaggio intermedio che comporta una dilatazione dei tempi per la selezione.

È su questo aspetto che si producono le maggiori modificazioni: siamo di fronte ad un cambiamento nelle modalità di incontro tra le parti, che si configura oggi come immediato e diretto e che richiede un impiego di tempo e di risorse assai inferiore.
Candidature attive e passive: non solo ricerca del lavoro, ma offerta della propria professionalità. 
Parallelamente è mutato anche il modo in cui i candidati si muovono nella ricerca del lavoro.

Pages: 1 2

Sull' autore

Redazione web
Redazione web 1254 posts

Area IT : web content & social | #JoL Project - Generazione vincente S.p.A.

Vedi tutti i post di questo autore →

Potrebbe interessarti anche

1 Commento

Lascia un commento